Testicoli

I testicoli, noti anche come didimi, sono annessi del’apparato riproduttivo maschile, organi di forma ovoidale. Originano a livello addominale e poi discendono giù attraverso il canale inguinale. Raggiungono lo scroto, un sacco cutaneo dove la temperatura è di circa 3°C al di sotto di quella corporea (è la temperatura ideale per la maturazione degli spermatozoi).

I testicoli, essendo retro-peritoneali, sollevano un po’ il peritoneo parietale posteriore nella loro discesa, portandoselo con sé. Insieme a questa parte di peritoneo i testicoli trascinano anche la fascia trasversale. Dopo questa discesa il peritoneo prende il nome di dotto peritoneo vaginale e si deve staccare dal restante peritoneo costituendo una sierosa a parte che riveste parte del testicolo.
Il testicolo, dunque, una volta all’interno dello scroto risulta rivestito da: cute, sottocute, muscolo dartos (cioè un muscolo scrotale responsabile delle pieghe dello scroto), strato sottodartoico, tonaca vaginale comune (cioè fascia trasversale), tonaca vaginale propria (cioè peritoneo) che risulta costituita da 2 foglietti: uno parietale, il periorchio e una viscerale, l’epiorchio.

Al di sotto della tonaca vaginale propria si trova la tonaca albuginea che è formata da connettivo fibroso e che addentrandosi divide il testicolo in lobuli. Dilatazione delle vene testicolari, vene ectasiche, con più frequenza a sx (probabilmente perché la vena testicolare di dx sbocca nella vena cava, mentre quella di sx nella vena renale).

Quando non si verifica la discesa dei testicoli bisogna operare perché:
1. Causa sterilità.

2.   Aumenta l’insorgenza di tumori.

La tonaca vaginale propria riveste anche l’epididimo e quindi il peritoneo si addentra anche nella fessura tra testicolo ed epididimo costituendo il seno dell’epididimo. Il seno dell’epididimo il legamento che si forma per confluenza dei foglietti che hanno rivestito l’epididimo. la tonaca albuginea (a livello del mediastino) scende e divide il testicolo in lobuli.

Ogni lobulo è costituito da:
– Parenchima (tubuli seminiferi).
– Stroma (cellule di Leydig).

I tubuli seminiferi sono costituiti da una parete formata da 2 strati:
1. Strato esterno di cellule muscolari lisci.
2. Strato interno di cellule del Sertoli (cellule epiteliali la cui funzione principale è quella di nutrire gli spermatozoi e controllare lo sviluppo).
Tra le cellule del Sertoli nello strato interno è presente un epitelio germinativo pluristratificato in cui ogni strato corrisponde più o meno ad un diverso stadio di maturazione dello spermatozoi.

Quindi:
1. Spermatogoni;
2. Spermatociti di 1° ordine (1° fase meiosi);
3. Spermatociti di 2° ordine (2° meiosi);
4. Spermatidi (aploidi);
5. Spermatozoi: stadio finale; risultato della maturazione degli spermatidi.

Tra le cellule germinative sono frammiste le cellule del Sertoli. Funzioni delle cellule del Sertoli: origine mesoteliale.
a. Trofica: provvedono la nutrimento degli spermatozoi per il loro sviluppo.
b. Producono e secernano la proteina che lega androgeni (ABP); trasporta il testosterone delle cellule di Leydig al lume dei tubuli seminiferi in modo da mantenere stabile la concentrazione do ormone nel liquido e permettere una buona maturazione degli spermatozoi.
c. Producono seno dell’epididimo (sotto l’azione dell’FSH stesso): ormone proteico che sopprime il rilascio di FSH (ma non di LH) da parte del lobo anteriore dell’ipofisi. Si tratta di un meccanismo a feedback negativo: elevate concentrazioni di FSH stimolano la cellula di Sertoli a rilasciare l’inibina che a sua volta inibisce il rilascio di FSH.
d. Formano la barriera emato-testicolare.
e. Nel corso della vita embrionale secernono MIS (sostanza inibente di Muller), un ormone induce la regressione dei dotti di Muller che insieme al testosterone è essenziale per la differenzazione sessuale nel maschio.
f. Fagocitaria.

Le cellule del Sertoli sono le uniche ad avere il recettore per l’ormone FSH.

Gene SrY: nel primo periodo di vita, l’embrione possiede gonadi che hanno la potenzialità di diventare ovaie o testicoli. Il fatto che un embrione sviluppi ovaie o testicoli è determinato dalla presenza o assenza dell’embrione stesso di un gene localizzato sul cromosoma Y, il gene SrY, che codifica per una proteina chiamata fattore determinante lo sviluppo del testicolo.
Quando l’embrione eredita un cromosoma Y, il gene SrY istruisce le gonadi primitive a svilupparsi come testicoli; quando l’embrione eredita 2 cromosomi XX, il gene srY è assente, quindi le gonadi primitive si sviluppano come ovaie.

Barriera emato-testicolare: (giustapposizione delle cellule del Sertoli) le cellule del Sertoli presentano delle ramificazioni che si interdigitano con quelle di cellule adiacenti costituendo una vera e propria barriera emato-testicolare. Questa barriera si trova circa a metà dell’epitelio germinativo e separa la zona abluminale (costituita da spermatogoni ancora diploidi) dalla zona adluminale (costituita da spermatociti di 2° ordine, spermatidi e spermatozoi, tutti aploidi). La barriera ematotesticolare quindi protegge la porzione adluminale (che essendo aploide darebbe danneggiata irreparabilmente dai capillari sanguigni.

Nello stroma lobulare, tra i tubuli seminiferi, sono contenute le cellule di Leydig (di origine  mesenchimale): queste provvedono alla produzione di testosterone su stimolazione delle LH che è necessario per la maturazione degli spermatozoi.
Il testosterone passa dalle cellule di Leydig agli spermatozoi sia per via ematica endocrina sia per via paracrina: la via paracrina è quella effettuata dalla ABP prodotta dalle cellule del Sertoli che captano il testosterone dallo stroma e lo riversano nel lume dei tubuli.
La tona albuginea a livello dell’ilo del testicolo forma il mediastino (o corpo di Higmoro) dove decorrono i vasi e dove è presente la rete testis. Il liquido seminale prodotto dai testicoli dei tubuli seminiferi si anastomizzano a formare la rete testis.

Il passaggio da tubuli seminiferi a tubuli retti è dato da cellule del Sertoli modificate come le cellule cubiche dei tubuli retti. Dalla rete testis originano dei canali efferenti che vanno sfociare nell’epididimo costituito da un unico tubulo. L’epididimo è costituito da una testa, un corpo e una cosa. La testa è situata al polo superiore e posteriore del testicolo mentre il canale deferente (o dotto deferente) che da esso deriva sta medialmente al testicolo. L’epididimo è avvolto dalla tonaca albuginea da cui, a livello della testa, partano dai setti che delimitano i coni vascolosi dell’epididimo ognuno dei quali riceve un canalicolo efferente. Ogni cono confluisce nell’unico tubulo che costituisce l’epididimo.

Il tubulo dell’epididimo scende giù per poi risalire è diventare dotto deferente.
L’epididimo è un luogo di raccolta degli spermatozoi; mentre fino all’epididimo gli spermatozoi arrivano grazie ai movimenti delle ciglia e alle contrazioni dei condottini efferenti, dopo il passaggio dell’epididimo gli spermatozoi completano la loro maturazione con la capacità di muoversi autonomamente grazie al flagello.
La mucosa dell’epididimo è costituita da epitelio cilindrico. Le cellule che costituiscono questo epitelio sono cellule a pennacchio sono cioè cellule caratterizzate dalla presenza di stereo ciglia (microvilli + ciglia).

DISCESA DEI TESTICOLI: Il testicolo si abbozza al 3° mese in cavità addominale (latero-vertebrale). Dal 3° mese inizia la sua discesa che termina normalmente alla fine della gravidanza con  il suo arrivo nella borsa scrotale.

Tale migrazione è resa possibile dalla presenza del legamento genito-inguinale che collega il polo inferiore del testicolo alla regione inguinale. L’estremità inferiore del legamento genito-inguinale prende connessione con le pieghe scrotali costituendo il gubernaculum testis. Poiché l’accrescimento corporeo non è accompagnato ad un  corrispettivo allungamento del gubernaculum, il testicolo inizia a scendere.

Si forma il dotto perineo vaginale, comunicazione tra la cavità dello scroto e la cavità addominale. Al 6°mese il testicolo sta in corrispondenza dell’anello inguinale superficiale e tra l’8° e il 9° mese raggiunge la borsa scrotale. Le cellule di Leydig si trovano accanto ai tubuli seminiferi nei testicoli, sono poligonali, hanno un nucleo cellulare tondo ed un citoplasma eosinofilo granuloso.

Hanno abbondante reticolo endoplasmatico liscio, che spiega l’acidofilia citoplasmatica. Le cellule di Leydig portano il nome del tedesco Franz Leydig (che le scoprì nel 1850). Le cellule di Leydig rilasciano una categoria di ormoni chiamati androgeni. Secernono testosterone e androstenedione quando sono stimolate dall’ormone luteinizzante ipofisario (LH). L’LH aumenta l’attività dell’enzima colesterolo desmolasi incentivando la sintesi e la secrezione di testosterone da parte delle cellule di Leydig. L’ormone follicolo-stimolante (FSH) aumenta la risposta delle cellule di Leydig all’LH aumentando il numero di recettori per tale ormone.

 

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