Anchilosi Temporo-Mandibolari

Cos’è l’anchilosi? È un blocco del movimento dovuto a fattori patologici. L’artrodesi è il blocco dell’articolazione dovuto a fattori di tipo chirurgico. Si fa un’artrodesi se c’è stata una frattura, se c’è stata una distorsione molto grave. Es: se un’ernia discale viene lasciata a se stessa così com’è si avrà una progressione fino all’anchilosi. Di quanto sia questo blocco dipende dalla gravità del quadro generale e dal grado di anchilosi temporo-mandibolare.

Cos’è l’anchilosi? È un blocco del movimento dovuto a fattori patologici. L’artrodesi è il blocco dell’articolazione dovuto a fattori di tipo chirurgico. Si fa un’artrodesi se c’è stata una frattura, se c’è stata una distorsione molto grave. Es: se un’ernia discale viene lasciata a se stessa così com’è si avrà una progressione fino all’anchilosi. Di quanto sia questo blocco dipende dalla gravità del quadro generale e dal grado di anchilosi temporo-mandibolare.

Le cause più frequenti di anchilosi sono quelle di tipo disfunzionale e l’artrosi che progressivamente blocca l’ATM fino ad anchilosare l’articolazione. Di meno ma se ne vedono sono le cause congenite che oltre all’anchilosi si associano ad altre condizioni quali palatoschisi, gnatoschisi, agenesia del padiglione auricolare; ecco a volte si associano anche a queste condizioni.

Per tornare allo schema di prima distinguiamo quindi cause congenite e cause acquisite:

– cause acquisite -> l’artrosi;

– cause congenite -> malformazioni.

Oltre alle anchilosi causate da artrosi abbiamo anchilosi secondarie a fratture (POST- TRAUMATICHE), anchilosi che si inseriscono nell’ambito di malattie reumatiche, le anchilosi di tipo infettivo (gli agenti eziologici più frequentemente coinvolti in questi casi sono stafilococchi, streptococchi e gonococchi).

I muscoli più frequentemente sono interessati sono il massetere, il temporale, i muscoli pterigoidei, i muscoli sopraioidei che diventano più corti e ipertrofici. Nelle anchilosi abbiamo questa lesione muscolare che consiste in questi muscoli che diventano più corti e ipertrofici. Come si presenta il paziente con anchilosi? Si presenta con questo serramento, questa difficoltà a livello della mandibola che può essere totale o parziale. Ovviamente se l’anchilosi va a colpire tutti i capi ossei è un blocco totale, se colpisce solo alcune strutture allora vi è una difficoltà parziale. C’è questo dismorfismo, questa alterazione del profilo facciale e mascellare e ci sono le inclusioni.

Come si fa diagnosi? Esame radiologico, tac e risonanza.

La terapia in molti casi è una terapia chirurgica ed ha come obiettivo quello di liberare l’articolazione dall’ostacolo eliminando quanto più è possibile il blocco osseo. Ovviamente a questo segue una consulenza del fisiatra perché noi prescriviamo esercizi che cercano di ridare una maggiore libertà ai capi ossei poiché una volta che i muscoli sono stati sbloccati con l’intervento chirurgico i capi muscolari saranno lassi.

Ovviamente quello che noi facciamo dal punto di vista riabilitativo è conservare la soluzione chirurgica, cioè di fare in modo che l’equilibrio che il chirurgo ha dato all’articolazione sia conservato.

PARALISI DEL FACCIALE

. Possiamo dividere il decorso del nervo facciale in una porzione intracranica, una porzioneintratemporale e una porzione extracranica. Durante il suo decorso il nervo facciale va ad interessare qualche ramo arterioso tra cui ricordiamo l’arteria meningea media, l’arteria stilo-mastoidea ed alcuni rami delle arterie cerebellari. Quando arriva un paziente con paralisi del facciale lo esaminiamo, ma ve lo avranno già spiegato i neurologi come si fa. Si chiede al paziente di sorridere, di soffiare, corrugare la fronte, strizzare gli occhi, per valutare in che ambito della lesione ci troviamo. Siccome abbiamo detto che una parte del nervo facciale interessa le ghiandole lacrimali e salivari, si va anche a valutare la lacrimazione e la secrezione di saliva. Si fa il test di Schirmer per la valutazione della lacrimazione, anche se quelle deputate alla lacrimazione sono un contingente di fibre meno ampio. Possiamo distinguere due diverse situazioni: una lesione di tiposopranuclearee una lesione di tipo nucleare, anche classificate dai libri come lesioni centrali e periferiche. Le lesioni sopranucleari determinano un deficit delle sole fibre che vanno ai nuclei inferiori del nervo facciale, in questo caso il paziente chiude gli occhi tranquillamente, corruga la fronte in maniera corretta. Una lesione nucleare del nervo facciale l’occhio non si riesce a chiudere e questo fenomeno prende il nome di fenomeno di Bell. Indipendentemente dal nucleare o sopranucleare le cause di una paralisi del facciale possono essere cause congenite, infiammatorie, post-chirurgiche, traumatiche. Vi sono anche cause iatrogene, ad esempio infettive. Perché? Fate un intervento chirurgico, fate le sequele di tipo infettivo/infiammatorio e quindi si può avere una paralisi infiammatoria del nervo facciale.

Le paralisi del facciale possono essere nucleari e sopra nucleari, e vi ho già spiegato la distinzione. Andando più nel dettaglio, nella paralisi sopra nucleare vi è una dissincronia tra i muscoli innervati dal facciale superiore e quelli innervati dal facciale inferiore. È una lesione parziale quindi un gruppo di muscoli funziona bene e un gruppo di muscoli no. Questo, se vogliamo dare delle correlazioni cliniche, nel caso di processi espansivi, malattie demielinizzanti (es: potrebbe essere uno dei primi sintomi di una sclerosi a placche) o anche nel caso di processi infettivi/infiammatori. Nel caso della paralisi di tipo nucleare, dal punto di vista della diagnosi di sede ci troviamo di fronte ad una lesione periferica della muscolatura facciale senza interessamento del busto e delle ghiandole lacrimali e sottomascellari. Le cause possono essere anche in questo caso processi espansivi, cioè tumori, malattie infettive/infiammatorie, malattie demielinizzanti. Una forma di paralisi del facciale che sicuramente è quella che conoscete di più è la cosiddetta paralisi a frigoreo tecnicamente si chiama paralisi di Bell. In questo caso il paziente ha uno stiramento della rima buccale verso il lato sano. È reversibile. In genere si tratta con cortisone. Bisogna però, pur nell’ambito della reversibilità, controllare l’esistenza di fattori di rischio quali ad esempio diabete, ipertensione.

 

Potrebbero interessarti anche...