Innesto

L’innesto è un trapianto di uno o più tessuti o di una porzione di essi, privo di vascolarizzazione. È trasferito interrompendo le connessioni con la sede del prelievo.

L’indicazione all’uso degli innesti cutanei è data dalla copertura di deficit di superficie per ricreare la continuità tegumentaria.

È una tecnica molto differente rispetto  all’antichissima ricostruzione del naso, in cui parte del lembo del braccio veniva utilizzato per vascolarizzare la zona ricevente, infatti, prevede il distacco completo del  “francobollo di cute” dal contesto del prelievo.

Abbiamo così:

·  area donatrice: sede del prelievo;

·  area ricevente: sede del trasferimento;

l’area donatrice si sceglie in base all’estetica ed alla differenza tra aree donatrici e riceventi. Se ad esempio abbiamo un deficit al volto, la cute più simile sarà quella retro-auricolare o al massimo sovra-claveare, rispetto a quella dell’addome che ha elasticità, spessore e colorito diverso. Scegliamo il tessuto che ha più affinità con l’area ricevente.

Gli innesti si classificano:

in rapporto all’oggetto donatore

·      autoinnesti( dallo stesso soggetto)

·      omoinnesti (da un soggeto diverso ma specie uguale)

·      xenoinnesti ( da specie diversa)

In rapporto all’utilizzazione

 

·      isotopici

·      eterotopici

In rapporto alla composizione

·      semplici

·      composti

Se l’area ricevente non è ben vascolarizzata come nel caso di una ulcera torpida degli arti inferiori, l’innesto potrà mai attecchire? Impossibile.

Le fasi dell’attecchimento presuppongono una neo vascolarizzazione dell’innesto, possibile solo quando il fondo dell’area ricevente risulta consona per effettuarlo.

Qualora lo mettessimo sul periostio attecchirebbe perché ha una sua vascolarizzazione. Nei tumori che coinvolgono il periostio e di conseguenza ne prevedono l’asportazione, noi non potremo effettuare l’innesto, ma utilizzeremo la tecnica dei lembi.

Una seconda classificazione degli innesti distingue:

1. innesti a spessore parziale che coinvolgono epidermide e parte del derma (sottili, medi, spessi);

2. innesti a tutto spessore che coinvolge epidermide derma ma esclude il grasso sottocutaneo;

I primi sono di più facile attecchimento e di conseguenza sono preferiti, ad esempio nelle ulcere degli arti inferiori dove la vascolarizzazione non è ottimale.

I secondi ci danno maggiore garanzia dal punto di vista estetico, perché si è visto che nelle fasi di cicatrizzazione ci danno minore retrazione cicatriziale postoperatoria e maggiore morbidità.

Qual è la differenza sostanziale tra un innesto a spessore parziale e un innesto a tutto spessore? Gli annessi.

Sono importanti perché nel bulbo pilifero sono presenti dei cheratinociti che scivolando sul tessuto di granulazione, garantendo una ri-epitelizzazione.  Varierà sicuramente la quantità di prelievo: se si tratta di un prelievo a spessore parziale, potremmo asportare la cute di tutta la  coscia poichè dopo 15 giorni di medicazione avremo ri-epitelizzazione e guarigione, mentre in un prelievo a tutto spessore dovremo chiudere per prima intenzione.

Quindi:

INNESTI A SPESSORE PARZIALE

 

Vantaggi

Svantaggi

Rapidità di esecuzione

Possibilità di prelievi

Guarigione spontanea dell’area donatrice

Precoce riconoscimento di recidiva in caso di neoplasia

Facilità di attecchimento

Aspetto estetico

Possibilità di un ipo-iperpigmentazione

Maggiore tendenza alla retrazione

Insufficiente copertura di piani cutenei

Può dare avvallamenti

 

 

INNESTI A TUTTO SPESSORE

 

Vantaggi

Svantaggi

Aspetto estetico

Migliore copertura dei piani profondi

Minore tendenza alla retrazione

Minore tendenza alla ipo-iperpigmentazione

Scarsa disponibilità di tessuto

Attecchimento più lungo e delicato

Prelievo di cute sgrassata

Non guarisce spontaneamente

 

Innesto a rete:

Un esempio di innesto è quello a rete che utilizza un tipo particolare di dermotomo per il prelievo di una porzione di cute  sottile e regolare detto mesher con cui è possibile aumentare l’area dell’innesto trasformandolo  in una rete, i cui  spazi tra le maglie saranno poi riempiti dal processo di epidermizzazione.

L’attecchimento è un processo di unione all’area ricevente e di vascolarizzazione dell’innesto.

PRESUPPOSTI:

· area ricevente in grado di produrre neoformazioni vascolari.

· massima aderenza tra innesto e area ricevente.

· accurata immobilizzazione dell’innesto.

FASI ATTECCHIMENTO:

1. imbibizione (24-48 h) il liquido che c’è a livello del tessuto di granulazione fa sopravvivere il francobollo di cute in realtà per 4-5 gg;

2. rivascolarizzazione (5-7 gg) dal tessuto di granulazione i vasi vanno a riempire l’innesto;

3. assestamento (1-2 m) in realtà 4-5 m che conclude il processo.

COMPLICANZE:

· condizioni generali scadenti (diabete, arteriopatie..);

· condizioni locali che non permettono la vascolarizzazione;

· condizioni formazione di essudato o ematomi tra innesto e fondo;

· immobilizzazione insufficiente.

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