Malattie a Trasmissione Sessuale

In Italia, le malattie a trasmissione sessuale più frequenti sono i condilomi acuminati, le uretriti e le cervicovaginiti non gonococciche, l’herpes genitale, le uretriti gonococciche, la lue latente e la lue primitiva-secondaria.

 

SIFILIDE

In Italia, le malattie a trasmissione sessuale più frequenti sono i condilomi acuminati, le uretriti e le cervicovaginiti non gonococciche, l’herpes genitale, le uretriti gonococciche, la lue latente e la lue primitiva-secondaria.

 

SIFILIDE

È un’infezione cronica causata da treponema pallidum, abitualmente caratterizzata da manifestazioni cliniche della cute e delle mucose, occasionalmente di altri organi e apparati. Treponema pallidum è una spirocheta a cavatappi, in grado di penetrare attraverso minuscole abrasioni delle mucose, molto mobile e delicato, che muore rapidamente al di fuori dell’organismo e si colora poco. La trasmissione della malattia avviene abitualmente per contagio diretto per via sessuale o per via transplacentare (madre-bambino); eccezionalmente per contatti non sessuali o tramite oggetti.

In Italia l’incidenza è diminuita enormemente negli ultimi anni; è più frequente tra giovani militari, tossicodipendenti e prostitute.

 

 

SIFILIDE PRIMARIA

Dopo un periodo di incubazione di circa 3 settimane si manifestano i due segni del periodo primario: il sifiloma e l’adenite satellite. Il sifiloma compare nella sede di contatto con il Treponema; di solito è unico. Si presenta come un nodulo rosso-scuro, eroso, rotondeggiante, con fondo di colorito rosso vivo, sieroso, a margini netti, delle dimensioni di qualche mm, con bordi duri, indolente. Si possono osservare sifilomi atipici per dimensioni, aspetto (ulcerosi, gangrenosi, difteroidi) e per numero (sifilomi multipli). La sede è normalmente genitale; ci possono comunque essere localizzazioni extra-genitali (ano, labbro inferiore, tonsille, capezzolo, pube, collo dell’utero). Il sifiloma guarisce senza esiti, raramente con una atrofia, entro 4-6 settimane circa. Quasi contemporaneamente al sifiloma compare una linfadenite satellite: i linfonodi sono duri, mobili, indolenti, multipli, grandi da una nocciola a una noce. La diagnosi clinica viene confermata dalla positività della ricerca di Treponema dal materiale sieroso del fondo del sifiloma con l’esame diretto al microscopio in campo oscuro (paraboloide). Gli esami sierologici si positivizzano a distanza di pochi giorni dal sifiloma.

 

SIFILIDE SECONDARIA

Due mesi dopo il contagio, e quindi dopo circa 30 giorni dalla comparsa del sifiloma, in un quarto dei casi non trattati, in seguito alla diffusione ematica di Treponema, compaiono le lesioni polimorfe del periodo secondario, che si può prolungare per 2-3 anni.

La roseola rappresenta la prima manifestazione esantematica a distanza di 60-70 giorni dal contagio. L’eruzione è composta da un gran numero di macule di colorito roseo, di alcuni millimetri, piane, rotondeggianti o ovali, a limiti sfumati, non desquamanti; esse sono localizzate soprattutto al tronco e alle superfici flessorie degli arti superiori; persistono per pochi giorni e scompaiono senza esiti. L’eruzione è asintomatica, ma il paziente lamenta spesso cefalea, dolori ossei notturni, artromialgie, gastralgie e deperimento generale come segno della compromissione generale dell’organismo.

II sifiloderma papuloso lenticolare si manifesta dopo 3-4 mesi dal contagio. Si presenta con eruzioni subentranti di papule lenticolari di colore rosso rameico, con bordi netti, indolenti, che possono presentare alla periferia un orletto di desquamazione (orletto di Biett), e si risolvono con una macula pigmentaria. Sono disseminate sulla superficie cutanea o si raggruppano soprattutto a livello palmoplantare e in regione genitale e perianale, dove confluiscono in placche grigiastre, erosive, maleodoranti (condilomi piani).

Le manifestazioni della lue secondaria regrediscono in 1-2 mesi, ma in un quarto dei casi non trattati recidivano una o più volte, con lesioni più grandi e a più lenta risoluzione.

 

SIFILIDE TERZIARIA

Dopo il periodo secondario inizia una fase asintomatica, chiamata di latenza tardiva, destinata a rimanere tale nella maggior parte del casi. Le lesioni del periodo terziario, oggi rarissime, presentano un decorso cronico e degenerativo, sono poco numerose e in genere monomorfe. Possono interessare solo la cute e/o le mucose oppure compromettere altri tessuti.

A livello cutaneo Ie manifestazioni sono rappresentate da noduli, di colore rossastro, di piccole dimensioni, raggruppati in figurazioni anulari, con tendenza necrotico-ulcerativa, evoluzione cicatriziale al centro ed estensione periferica, localizzate prevalentemente al viso e agli arti inferiori. Le manifestazioni più caratteristi-che del periodo terziario sono Ie gomme cutaneo-mucose. Inizialmente si presentano come noduli duri, tondeggianti, a limiti netti, di colorito rosso cupo, che aumentano di volume, aderiscono ai piani profondi e si fistolizzano con fuoriuscita di materiale vischioso, gommoso. La gromma si ulcera ed esita lentamente in una cicatrice biancastra, liscia, retratta e deturpante. I noduli possono essere presenti anche a livello osseo.

Il treponema può passare la barriera ematoencefalica, e si può manifestare come demenza precoce o tabe dorsale (colpendo i vasi o i nervi). Possono crearsi anche reazioni autoimmuni che proseguono indipendentemente dall’eliminazione del microrganismo.

 

DIAGNOSI

La ricerca diretta, a fresco, del treponema si effettua nelle lesioni primitivo-secondarie abitate, usando un microscopio a campo oscuro.

La diagnosi seriologica è fondamentale. Si utilizzano due metodiche, in genere associate:

1.       VDRL: svela la presenza di anticorpi diretti contro l’antigene lipoideo  ubiquitario, positivizzandosi sette giorni dopo dalla comparsa del sifiloma; ha una buona sensibilità, ma è aspecifica;

2.       TPHA: è una reazione di emoagglutinazione che testa anticorpi specifici. È molto sensibile e specifica, e resta positiva per tutta la vita.

L’istologia non è specifica: si può rilevare la presenza di plasmacellule.

 

TERAPIA

È molto sensibile alla penicillina; se ne somministrano 7-10 milioni di unità per intramuscolo (meglio le preparazioni ritardo). In caso di neurosifilide si dà  penicillina per infusione continua (ev) per quindici giorni.

 

GONORREA

Causata da Neisseria gonorrhoeae, I'Infezione determina a livello della mucosa urogenitale (e congiuntivale) una flogosi acuta purulenta.

È un diplococco Gram-negativo con sede prevalentemente intracellulare, che aggredisce i polimorfonucleati e gli epiteliociti. Una volta fagocitato dai fagociti, attrae migliaia di neutrofili, con produzione di pus.

In condizioni favorevoli di temperatura (37°C) e di umidità, vive e si moltiplica anche al di fuori dell'organismo umano, permettendo la trasmissione anche attraverso biancheria infetta. L'incubazione dura da 2 a 10 giorni.

L’uretrite anteriore acuta è tipica del maschio eterosessuale; la malattia si caratterizza per la essudazione uretrale di materiale, inizialmente sieroso e scarso, che, nel giro di 1-2 giorni, diviene abbondante, giallo-verdastro. Si accompagna senso di bruciore, dolore, disuria e nicturia. Può essere presente un’infiammazione acuta del glande e del prepuzio (balanopostite), con erosioni ed edema più o meno rilevante, sino ad una condizione di fimosi prepuziale. L'infezione può estendersi per via canalicolare ascendente alla prostata, alle vescicole seminali e all'epididimo, causando processi infiammatori.

Nel maschio omosessuale l'infezione gonococcica può interessare anche la regione ano-rettale (proctite) e Ia faringe (faringite).

 

Nel sesso femminile, la manifestazione più frequente è l’endocervicite, raramente acuta, quasi sempre di modesta entità (bruciore e lievi perdite), con scarso essudato sieroso. Può risalire dando endometrite, salpingite  e peritonite, causando infertilità. Può manifestarsi anche con proctite, faringite e uretrite (rara). Nei Paesi in via di sviluppo si osserva ancora la congiuntivite gonococcica per contagio del neonato durante il passaggio nel canale del parto (da noi si fa profilassi con un collirio alla nascita). È una flogosi acuta, purulenta, che può complicarsi con una panoftalmite e conseguente cecità.

 

Gli accertamenti diagnostici si basano sul reperimento del gonococco nelle secrezioni: nell’uomo si ricerca nella secrezione uretrale, mentre nella donna è  più difficile, e bisogna ricorrere all’esame microbiologico colturale del sangue.

Si cura con tetraciclina cloridrato, o, in caso di resistenza, con doxiciclina (dato che molti ceppi sono resistenti alla penicillina). È opportuno controllare il paziente a distanza, nel tempi opportuni. per escludere un'infezione luetica o da HIV.

 

INFEZIONI DA CHLAMYDIA

Le clamidie sono batteri di piccolissime dimensioni, parassiti intracellulari obbligati (formano prima corpi reticolari, e poi corpi elementari), Gram-negativi, che si riproducono solo in colture cellulari. Diversi sierotipi possono dare manifestazioni diverse. È un’infezione frequente in Italia, soprattutto nei giovani di 20-25 anni.

 

Linfogranuloma venereo

È causato dal ceppo L, ed è raro dalle nostre parti.

La lesione iniziale, quasi sempre presente, è un'erosione di circa 5 mm, rosso-rosea, non infiltrata, indolente, che scompare in pochi giorni senza esiti (ulcera adenogena). La sede è quella dell'inoculo. A distanza di pochi giorni o alcune settimane insorge la linfadenopatia inguinale, inizialmente monolaterale, spesso associata a linfangite. Possono essere presenti febbre, cefalea, artralgie, e può comparire un eritema polimorfo o nodoso. Si cura con tetracicline o eritromicina nei casi resistenti.

 

Infezioni genitali

È causato dai ceppi D e K, ed è frequente nel nostro paese.

Vengono soprattutto nei giovani adulti intorno ai 20 anni, celibi. La metà dei bambini nati da madri con infezioni da Chlamydia sviluppa la congiuntivite. Il periodo di incubazione varia da 7 a 14 giorni.

II 40-80% dei soggetti infetti va incontro soltanto a una sintomatologia assai lieve e transitoria e neII'arco di pochi mesi sembra verificarsi una guarigione spontanea.

NeII'uomo si manifesta con uretrite di modesta entità, siero-mucosa, purulenta, mentre nelle donne la manifestazione più frequente è l’endocervicite che decorre asintomatica nell'80% dei casi.

Le complicanze possono essere gravi, rappresentate da infezioni delle vie genitali superiori, con possibili esiti di sterilità. La diagnosi si fa con l’immunofluorescenza.

Si cura  con macrolidi e tetracicline, somministrate per una settimana a dose piena.

 

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