Malattie da Miceti

Le infezioni da  parte dei funghi possono colpire la cute glabra, gli annessi, le mucose e, a volte, anche i visceri.

miceti

Possono essere divisi in:

Dermatrofiti

·dermatofiti: sono parassiti occasionali, vivono su cute, unghie e capelli, dove si nutrono di cheratina (scleroproteine prodotte dai cheratinociti;  non possono vivere sulle mucose!), e si riproducono selettivamente con spore e ife ramificate;

Lieviti

· lieviti: generalmente saprofiti, possono vivere ovunque, anche su mucose e organi interni, si nutrono di carboidrati e si riproducono per gemmazione (a volte formano pseudoife);

Muffe

· muffe: sono patogeni occasionali, sia per la cute che per gli organi interni.

La terapia può essere topica o generale. Quest’ultima è d’obbligo nelle forme profonde e sistemiche e nelle dermatofitosi dei peli e delle unghie, preferibile nelle dermatofitosi in genere e opzionale in quelle da lieviti.

DERMATOFITI

Secondo l’ambiente in cui vivono si distinguono specie geofile, antropofile e zoofile (animali da allevamento o domestici, soprattutto il gatto, che viene colpito da microsporum canis ed è in genere asintomatico). La trasmissione può avvenire per via interumana, da animale ad uomo e dal terreno all’uomo.

Dermatofitosi della cute glabra

Sulla cute glabra tendono a estendersi a cerchio, formando una chiazza piana, eritematosa (per infiammazione) e desquamativa (per la disgregazione della cheratina); sugli arti e sul tronco hanno un margine ben delineato, perfettamente circolare. I dermatofiti si insediano dove la cute è più umida (come gli spazi interdigitali); in particolare, tinea pedis e cruris sono frequenti nel mondo occidentale per l’eccesso di lavaggio.

L’immunosoppressione parziale, indotta da corticosteroidi topici somministrati per errore, può, specialmente al volto, mascherare a lungo una tinea (tinea incognita), attenuandone la componente infiammatoria e specialmente quella vescicolosa. È resistente al cortisone e in genere molto estesa.

Si distinguono a seconda della localizzazione.

A) Tinea corporis (Trichophyton rubrum e Microsporum canis)

Tutti i dermatofiti possono causarla: il contagio è interumano, o più spesso, per contatto con animali infetti (soprattutto gatti randagi). La lesione tipica è una chiazza piana, rotondeggiante, eritematosa e desquamativa, pruriginosa, con risoluzione centrale e margini netti vescicolosi. La chiazza tende ad aumentare di diametro e a confluire con quelle vicine.

B) Tinea cruris (T. rubrum)

È contagiosa (contagio è interumano), ed è forse la forma più comune (quasi esclusiva dei maschi). Può dare luogo a vere epidemie, specialmente fra gli atleti. La chiazza è analoga a quella di tinea corporis, e la zona elettiva è l’inguine sinistro e la zona vicino alla coscia (si estende poi all’altro inguine e progressivamente verso i glutei). Lo scroto è sempre risparmiato.

C) Tinea pedis e manuum (T. rubrum)

È la forma più comune, ma rara prima della pubertà. È anch’essa molto diffusa tra gli atleti (piede d’atleta), nei soggetti che usano scarpe di gomma e in quelli con iperidrosi plantare. Spesso sono colpiti solo una mano (più raro) o un piede, a livello degli spazi intertriginosi (penultimo e ultimo), causando macerazione del tessuto; ai piedi si ha spesso la sovrapposizione di batteri Gram-negativi, che dà un quadro più infiammatorio e più grave, spesso maleodorante. Il dorso non è mai colpito.

Dermatofitizie degli annessi

A)  Tinea capitis (M. canis eT. violaceum)

È causata da microsporum canis e colpisce i bambini prepuberi, mai gli adulti (perché i loro capelli hanno sebo; dato che gli anziani ne hanno meno possono a volte essere colpiti), e guarisce spontaneamente alla pubertà. Il contagio è interumano o attraverso animali infetti (soprattutto gatti randagi). Si manifesta con una (o più, se è data da Trichophyton) chiazza di alopecia di discrete dimensioni al cuoio capelluto: la superficie è lievemente desquamante e i segni infiammatori sono scarsi.

La diagnosi si fa attraverso l’esame diretto o microscopico (ife o spore) o la coltura di un prelievo delle squame (richiede 10-15 giorni). È utile ai fini epidemiologici, ma non pratici.

Esistono numerosi farmaci: il più usato la griseofulvina (500 mg/die, antibiotico che rende indigeste le cheratine, ma ha una certa epatotossicità ed è fotosensibile: occorre attenzione d’estate) e gli imidazoli (hanno azione sia fungistatica che fungicida, ma sono frequenti le reazioni allergiche).

B)  Tinea unguium (T. rubrum)

Colpisce le unghie del piede, soprattutto l’alluce: l’unghia è ispessita, cambia colore e non è compatta (onicomicosi). L’onicomicosi può aggiungersi a un’onicodistrofia preesistente (unghia non compatta, malformata, opaca, non per un fungo, ma, ad esempio, per problemi di circolazione o invecchiamento), che persiste anche dopo aver curato l’onicomicosi.

Sono  necessari sei mesi di trattamento antimicotico, con terapie sia locali che sistemiche.

LIEVITI

Pityriasis versicolor

Malassezia furfur è un saprofita lipofilo della cute normale; è molto comune nei climi caldo-umidi (è chiamato fungo di mare), non ha preferenze di sesso e di gruppo etnico, ma colpisce elettivamente dopo la pubertà.

È probabile che la popolazione cutanea del fungo, che in normali condizioni è ridotta e si trova all’interno dei follicoli, aumenti di numero per effetto di vari fattori tra i quali l’idratazione e l’aumento della temperatura cutanea, esca e colonizzi la cute.

L’esposizione ai raggi solari distrugge il fungo, che, dotato di endotossine melanocitotossiche, ha nel frattempo inibito la sintesi di melanina. L’abbronzatura, di conseguenza, non interessa la chiazza che appare più chiara della cute circostante. Il sole quindi guarisce da questa affezione: per ripigmentare le macchie occorre prenderlo ancora successivamente.

Si distinguono quattro forme:

Forma pigmentata

Forma pigmentata. Si tratta di chiazze ovalari di varia grandezza, di color caffelatte, non pruriginose, che al grattamento desquamano lievemente. Sono di solito ben delimitate, ma confluiscono. Si localizzano al tronco, al collo e alla radice degli arti. Alla luce di Wood danno una debole fluorescenza giallastra.

Forma leucodermica

Forma leucodermica. Le stesse chiazze appaiono più chiare della cute circostante, non desquamano e non danno prurito. Non sono fluorescenti, in quanto disabitate.

Forma eritematosa

Forma eritematosa. È la più rara, dovuta probabilmente a ipersensibilità individuale al fungo. Le chiazze sono eritematose e pruriginose.

Forma atrofica

Forma atrofica. Le chiazzette, del colore della cute, appaiono coperte da un’epidermide atrofica “a cartina da sigaretta”. Sono l’effetto dell’impropria applicazione di corticosteroidi topici.

Malassezia furfur non è un fungo infettivo né contagioso: per la terapia si può utilizzare imidazolo (uso locale). Guarisce bene, ma può ripresentarsi ricorrentemente.

Candidosi superficiali

candida albicans

Candida albicans è un saprofita del canale gastroenterico. La sua permanenza sulla cute e nelle mucose é effimera, a meno che particolari condizioni di idratazione del corneo o di ricchezza di glucosio nel sebo e nel sudore non ne facilitino la sopravvivenza. Produce tossine ematogene, che danno un eritema rosso laccato.

Applicata su cute eccessivamente idratata, C. albicans vi prolifera, producendo un’endotossina, capace entro 24 ore di produrre una dermatite eritemato-pustolosa con pustole subcornee sterili. Entro 24 ore, la zona viene a sua volta colonizzata da batteri Gram-negativi che soppiantano C. albicans e perpetuano la dermatite.

Tutte le età sono colpite, ma i bambini e i vecchi sono più suscettibili, fenomeno che probabilmente riflette l’immaturità o Ia senescenza della risposta immune.

C. albicans dà luogo in soggetti immunocompetenti, ma obesi e spesso diabetici, a intertrigine, un’affezione pruriginosa delle pieghe che appaiono interessate nella parte centrale da macerazione e ragadi, in quella immediatamente periferica da eritema e desquamazione e in un’altra più esterna da piccole pustole sparse.

Le pieghe che possono essere interessate sono l’angolo della bocca (più frequente nell’anziano), le pieghe interdigitali (soprattutto nel terzo spazio, tipico di lavandaie e panettieri), le pieghe ungueali, le pieghe ascellari, e, nel lattante, le convessità glutee (dermatite da pannolino).

Vaginite da candida albicans

La vaginite da C. albicans è un reperto comune nelle donne gravide e in quelle in terapia estro-progestinica. Il sintomo principale è il prurito, accompagnato da una secrezione bianca “a ricotta”. Non si tratta necessariamente di una malattia a trasmissione sessuale, in quanto l’arrivo del lievito dal retto è un’evenienza facilissima nel sesso femminile.

Nei soggetti immunodepressi C. albicans invade l’organismo colonizzando le mucose orali (mughetto) e i visceri (reni, polmoni).

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Ultimo aggiornamento il 12 Settembre 2019 16:56

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