Effetti Ormoni Tiroidei

Dove agiscono gli ormoni tiroidei

  • Crescita e differenziazione osso e cartilagine
  • Maturazione parenchima polmonare
  • Sviluppo endocrino (insieme al GH)
  • Aumento consumo O2 e produzione calore
  • Influenzano il metabolismo dei lipidi, carboidrati e proteine
  • Antagonizzano o sinergizzano con altri ormoni

ormoni-tiroidei

Sintesi T3 e T4 degli ormoni tiroidei

La sintesi di T3 e T4 avviene all’interno delle cellule tiroidee chiamate tireociti; la ghiandola è rivestita da una capsula che divide il parenchima ghiandolare in una serie di lobi tiroidei in modo tale che appare diviso in una serie di follicoli tiroidei, all’interno troviamo una sostanza detta colloide costituita principalmente dalla tireoglobulina, una grossa molecola proteica importante per la sintesi degli ormoni tiroidei.

La sintesi degli ormoni tiroidei avviene quindi tra i tireociti e la colloide, una volta sintetizzati escono dal compartimento interno e vengono riversati nel sangue. Il 10% della popolazione cellulare è costituita dalle cellule C dette anche cellule parafollicolari che secernono la calcitonina, un altro ormone.

I tireociti negli ormoni tiroidei

I tireociti hanno forma circolare e abbiamo una zona ricca di microvilli che guarda verso la colloide, l’interno del parenchima tiroideo; qui dentro avviene la sintesi degli ormoni tiroidei, triiodotironina che presenta tre atomi di I nella formula di struttura e la tetraiodotironina ne contiene 4, lo iodio quindi è importantissimo per la sintesi degli ormoni. Normalmente ingeriamo tra i 130-150 microgrammi di iodio, il 90% viene utilizzato dalla tiroide per la sintesi ormonale.

Lo iodio e gli ormoni tiroidei

Lo iodio viene assorbito attraverso i tireociti dal circolo ematico con un simporto Na\I che avviene contro gradiente chimico ed elettrico e richiede un notevole spreco di energia. Questo simporto è accoppiato con la Na\K Atpasi che fornisce energia al simporto. Lo iodio una volta entrato nel tireocita attraversa tutta il citoplasma per arrivare a livella della membrana che guarda verso la colloide che è una membrana che presenta molti microvilli lungo la quale troviamo localizzato un enzima che si chiama perossidasi che è in grado di ossidare lo iodio che diventa iodio molecolare ed è reso disponibile per la biosintesi della T3 e della T4.

Lo iodio giunge a livello della membrana dei microvilli dove c’è la TPO che catalizza la reazione I2 da origine a I- ossidato che è in grado di prendere parte attiva alla sintesi degli ormoni, infatti il destino dell’I2 all’interno della colloide è di andare a saturare dei legami sull’amminoacido tirosina in modo da formare la monoiodotirosina se è presente un atomo di iodio o la diiodotirosina se sono presenti due atomi di iodio.

La tirosina negli ormoni tiroidei

La tirosina è presente nella tireoglobulina che costituisce la colloide, quindi lo iodio va a saturare i legami in posizione 3 e 5 della tirosina per dare origine alla monoiodotirosina MIT e diiodotirosina DIT. La tireoglobulina a questo punto presenta nella sua molecola in posizione 3 e 5 dei residui tirosinici iodati. Tutto ciò avviene nella colloide del follicolo tiroideo. MIT e DIT sono precursori ormonali che possono tramite la TPO accoppiarsi e interagire tra loro legandosi con un legame etere, quindi se vengono accoppiate due molecole di DIT abbiamo la T4 tetraiodotironina o tiroxina.

La perossidasi negli ormoni tiroidei

La perossidasi può anche combinare una MIT e una DIT con formazione di T3 triiodotironina. Questi ormoni si sono formati all’interno della colloide ed hanno azione biologica e devono diffondere verso il circolo ematico per avere effetti; questi ormoni man mano che si formano vengono inglobati in delle vescicole di endocitosi che contengono MIT DIT T3 e T4, le vescicole vengono attaccate dai lisosomi e clivano la componente proteica tireoglobulina così che gli ormoni proteici siano liberi dalla tireoglubulina; nei lisosomi abbiamo anche delle deiodasi che sono attive sui precursori ormonali MIT e DIT che quando vengono attaccati da deiodasi la cellula recupera Iodio che non si perde ma ricircola nel tireocita e viene reso disponibile per un’altra biosintesi ormonale.

Le deiodasi negli ormoni tiroidei

Queste deiodasi sono particolari perché attaccano MIT e DIT ma non attaccano T3 e T4.
gli ormoni tiroidei in circolo ematico vengono legati a delle proteine vettrici che sono:

  • TBG: globulina legante gli ormoni tiroidei: sintesi epatica, proteina molto specifica, elevata affinità di legame per la T3 e T4, ne lega il 75-80%.
  • TBPA: prealbumina legante gli ormoni tiroidei, 10%T4 e 5%T3
  • Albumina e lipoproteine: 15% di T3 e T4

Ormoni tiroidei T3 e T4 e le loro quote

Esiste una quota complessata e una quota libera degli ormoni T3 e T4; la quota libera della T4 è lo 0,025%, la quota libera della T3 dello 0,5% ed è questa che ha attività biologica. L’ormone più attivo biologicamente è la T3 che ha la quota libera maggiore. La quota libera è data dall’fT3 ed fT4 (f:free). Il legame proteina-ormone può cambiare a seconda delle condizioni. Mettiamo di avere uno stato iniziale di equilibrio in cui la maggior parte degli ormoni tiroidei è legata è c’è una minima quota libera; mettiamo che ad un certo punto c’è un aumento di sintesi delle proteine ematiche che comporta una riduzione della quota libera, in questo stato il nostro organismo risponde raggiungendo un nuovo stato di equilibrio dato dal fatto che ci sono meno ormoni circolanti e ciò va a stimolare la tiroide a produrre altro ormone e ristabilire la quota libera andata in diminuzione, quindi lo stato di legame con le proteine è uno stato dinamico.

La vita media degli ormoni tiroidei T3 e T4

Un altro concetto da tener presente è la vita media degli ormoni ovvero la loro durata in circolo; la vita media della T3 è un giorno, la T4 una settimana. Se noi facessimo riferimento solo a questo dato la T4 dovrebbe darci un effetto biologico maggiore, inoltre la T4 ha una concentrazione maggiore rispetto alla T3, ma nonostante ciò dobbiamo considerare la quota libera che è maggiore per la T3 che è quindi quella che ha una maggiore risposta biologica.
Questi ormoni tiroidei subiscono tutta una serie di tappe metaboliche che prevedono la deiodazione della T3 e della T4 ovvero la perdita degli atomi di iodio ad opera delle deiodasi distribuite in vari tessuti come il rene, il cervello, l’ipofisi.

Le vie di deiodazione e del metabolismo della tiroxina: la T4 può subire una prima perdita di Iodio in posizione 5’ con una 5’ monodeiodinazione e da origine all’ormone T3 e questa è una tappa periferica. La T3 può subire una serie di deiodinazioni dalla T3 alla T2 fino anche alla T0; quando c’è la 5’ monodeiodinazione dalla T4 si origina la T3 che è un ormone molto più attivo rispetto alla T4 perciò ve lo porta come un aumento dell’attività metabolica ghiandolare, ma è anche vero che la T4 può subire una 5 monodeiodazione perdendo l’atomo di iodio in posizione 5 e non 5’ e da origine alla rT3 che è un ormone che si forma a livello periferico ma è quasi priva di azione biologica e può perdere altri atomi di iodio per dare origine infine alla T0. Quindi la maggior parte delle deiodazioni aboliscono l’attività biologica dell’ormone.

Altre tappe del catabolismo degli ormoni tiroidei

Le ulteriori tappe del catabolismo degli ormoni tiroidei prevedono la coniugazione (epatica) dell’anello fenolico degli ormoni tiroidei (o meglio di ciò che ne rimane) con l’acido solforico e glucuronico a dare dei glucuronidi o prodotti solfati che vengono poi escreti con la bile a livello del duodeno. Le formazioni di questi prodotti non sono le tappe finali del metabolismo perché questi ormoni possono andare incontro a processi di deaminazione e decarbossilazione e dare origine a prodotti che vengono escreti con l’urina e questi prodotti sono il tetrac (acido tetraiodotiroacetico) e triac (acido triiodotiroacetico).

Inibitori farmacologici degli ormoni tiroidei T3 e T4

Vi sono inibitori farmacologici degli ormoni tiroidei che possono inibire la funzione della T3 e T4, alcuni di questi agiscono sulle tappe iniziali della biosintesi degli ormoni tiroidei, ovvero il momento in cui lo iodio entra nel tireocita, e questo momento può essere bloccato da alcuni anioni quali il perclorato e tiocianato che bloccano il trasporto attivo dello iodio. Un altro blocco può avvenire a livello dei microvilli, anche se lo iodio entra a livello della cellula sostanze come il propiltiouracile o il metinazolo sono in grado di bloccare l’enzima per ossidasi; il propiltiouracile inoltre blocca anche la monodeiodinazione, blocca la formazione della T3 a partire dalla T4 e questi farmaci vengono utilizzati ad esempio per curare l’ipertiroidismo e il gozzo. La tiroide necessita per funzionare correttamente del controllo dell’ipotalamo e dell’ipofisi.

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