Beta-Bloccanti

Nati da studi struttura-attività sui recettori β. Il primo farmaco scoperto è il dicloroisoproterenolo, ora abbandonato.

Propanololo.

Il più vecchio farmaco ancora in uso, non selettivo.

Butoxamina.

Nati da studi struttura-attività sui recettori β. Il primo farmaco scoperto è il dicloroisoproterenolo, ora abbandonato.

Propanololo.

Il più vecchio farmaco ancora in uso, non selettivo.

Butoxamina.

È un β2 bloccante; è stato per lungo tempo solo in ricerca, non si trovava una condizione clinica che prevedesse il blocco dei recettori β2. Potrebbe essere usata nelle cefalee, magari con modifiche strutturali che le permettano l'accesso selettivo ai vasi del sistema nervoso centrale.

I β1 bloccanti si utilizzano in patologie in cui è necessario ridurre l'attività cardiaca: ipertensione; angina pectoris, ischemia cardiaca che può degenerare in infarto; aritmie cardiache; tireotissicosi, ipertiroidismo per cui si ha un'attività tiroidea molto spiccata con una massiva liberazione di tiroxina, l'attivazione dei catabolismi determina problemi a livello cardiocircolatorio, si usano β bloccanti come protettivi. Sono utilizzati anche per uso oftalmico (timololo) per il glaucoma a angolo aperto.

Metoprololo, atemololo e acebutololo.

Sono farmaci antagonisti β1 selettivi; trovano applicazione soprattutto per patologie cardiache. Si devono usare farmaci selettivi perché l'eventuale blocco β2 comporta effetti collaterali quali broncocostrizione (asma), tendenza alla motilità uterina con dismenorrea, ridotto apporto di ossigeno alla muscolatura scheletrica (ischemia da sforzo).

Labetalolo.

Farmaco somministrato come racemo, presenta una struttura con quattro isomeri con comportamenti non uniformi: due sono β1 bloccanti, uno è α1 bloccante e uno è β2 stimolante. Non è selettivo ma ha molti vantaggi: il blocco α1 è importante per stati ipertensivi, la stimolazione β2 protegge dall'asma.

Esmololo.

Farmaco β1 bloccante selettivo con 0,13 ore di emivita (pochi minuti). Viene somministrato per via endovenosa in ambito ospedaliero per crisi che necessitano una rapida risoluzione. In 7-8 minuti evita la progressione patologica (ipertensiva o anginosa).

Questi farmaci possono avere un'attività intrinseca simpaticomimetica. Un agonista con attività intrinseca molto bassa rispetto al mediatore endogeno occupa i recettori ma ne stimola una piccolissima parte, con effetto tendente a zero; si comporta quindi come un antagonista anche se in realtà stimola i recettori. Questi β bloccanti si utilizzano in situazioni specifiche in cui è necessario un blocco non totale della stimolazione, per persone che hanno un alto rischio di insufficienza cardiaca. L'acebutololo è un β1 selettivo dotato di quella piccola azione intrinseca che lo rende efficace per pazienti anziani.

Alcuni β bloccanti (acebutololo e propanololo, migliore) hanno anche un'attività stabilizzante di membrana, che non dipende dai recettori. Ciò li rende efficaci nelle aritmie cardiache. La lipofilicità è importante per l'accesso al tessuto adiposo e al recettore β3; farmaci β3 bloccanti impediscono l'idrolisi dei grassi. I β3 però danno risposte particolari: alcuni bloccanti hanno effetti antagonisti, altri sono agonisti (atenololo). Non si può quindi prevedere l'effetto (la maggior parte dei β-bloccanti è piuttosto idrofila, la presenza nel tessuto adiposo è minima).

Alcuni effetti da prendere in considerazione son quelli sul SNC, in cui sono presenti recettori β coinvolti nel tono dell'umore. Farmaci β-bloccanti abbastanza lipofili da passare la barriera ematoencefalica possono avere effetti anche sul tono dell'umore. Un effetto collaterale importante, proprio di tutti i β-bloccanti, è l'inibizione del citocromo P450.

 

Potrebbero interessarti anche...