Iperaldosteronismo

Iperaldosteronismo di tipo primitivo: rappresenta la forma di ipertensione surrenale più frequente. Eccessiva ed inappropriata secrezione di aldosterone da parte della zona glomerulare del surrene → bassa attività reninica plasmatica, ipertensione ed ipopotassiemia. Produzione del cortisolo normale.

Iperaldosteronismo di tipo primitivo: rappresenta la forma di ipertensione surrenale più frequente. Eccessiva ed inappropriata secrezione di aldosterone da parte della zona glomerulare del surrene → bassa attività reninica plasmatica, ipertensione ed ipopotassiemia. Produzione del cortisolo normale.

E’ possibile distinguere tre entità patologiche principali:
 adenoma corticosurrenale unilaterale benigno, ulteriormente classificato in due sottotipi:
• funzionante autonomamente o insensibile (adenoma secernente aldosterone, APA);
• sensibile (adenoma secernente aldosterone sensibile alla renina, AP-RA).
 iperplasia corticosurrenale, a sua volta suddivisa in:
• non autonoma (iperaldosteronismo idiopatico)
• autonoma (iperplasia surrenale primitiva)
• sensibile ai glucocorticoidi (iperaldosteronismo regredibile con i glucocorticoidi)
 carcinoma coricosurrenale (raro)

Segni clinici:
Ipertensione e sintomi legati all’ipopotassiemia: stanchezza, ridotta resistenza, debolezza, apatia e cefalea.
Ipopotassiemia severa: alcalosi, poliuria, aumento della sete, parestesie, aritmie cardiache, tra cui la tachicardia ventricolare (palpitazione e dispnea).
L’eccessiva produzione di mineralcorticoidi non produce sintomi fisici caratteristici.
Pressione arteriosa elevata (205/123 mmHg), retinopatia di grado medio, emorragie raramente presenti.
Cuore lievemente ingrandito. I cambiamenti elettrocardiografici riflettono una modesta ipertrofia ventricolare sx e deplezione di potassio.

Diagnosi:
 Ipopotassiemia: al momento delle indagini il paziente non deve assumere dieta iperpotassica o supplementi di cloruro di potassio e deve essere sospesa ogni terapia con diuretici (da almeno tre settimane);
 Assunzione di sale
 Valutazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone
 Test all’infusione salina

Trattamento dell’adenoma producente aldosterone
 Localizzazione dell’adenoma: per identificare la sede dell’adenoma e stabilire il tipo di intervento chirurgico. Tecniche utilizzate: flebografia surrenalica, scintigrafia surrenalica, TAC e RMN.
 Opzioni terapeutiche
 Preparazione all’intervento: trattamento con spironolattone, finchè non si siano normalizzate la pressionee la potassiemia. Il farmaco blocca i recettori dei mineralcorticoidi, riduce il volume del liquido extracellulare, promuove la ritenzione del K, attiva il sistema renina-angiotensina soppresso e quindi, facilita la sintesi di aldosterone da parte del surrene controlaterale.
 Intervento e terapia medica postintervento
Pseudoiperaldosteronismo: comprende un gruppo eterogeneo di disordini clinici, in cui la secrezione dei mineralcorticoidi endogeni è bassa, con soppressione della renina.
La renina è soppressa:
 dall’aumento della ritenzione di sodio
 dall’espansione di volume conseguenti o alla presenza di mineralcorticoidi endogeni o esogeni, o a sostanze simili ai mineralcorticoidi o ad un difetto tubulare del rene.
Sintomi: ipertensione, ipopotassiemia, alcalosi metabolica.

o Sindrome da apparente eccesso di mineralcorticoidi (difetto della 11β-idrossisteroido-deidrogenasi): ipertensione, ipopotassiemia, soppressione della renina, ma con ↓ aldosterone e DOC.
Mutazione del gene che codifica la 11β-idrossisteroido-deidrogenasi di tipo 2 (isoenzima presente nel tubulo renale) → riduzione del metabolismo periferico del cortisolo in cortisone → accumulo di cortisolo e legame ai recettori dei mineralcorticoidi.
Trattamento: piccole dosi di desametasone per sopprimere ACTH e limitare, così, la produzione di cortisolo ed il suo accumulo.
o Ingestione cronica di liquerizia: agente responsabile il principio attivo della liquirizia: l’acido glicirrizico ed il suo metabolita acido glicirretinico. Entrambi ↓ l’enzima 11β-steroido-deidrogenasi nel rene → ↑ cortisolo libero.
o Sindrome di Liddle: ereditarietà autosomica dominante. Difetto nel dominio citoplasmatico della subunità β o γ del canale epiteliale del Na, con conseguente attivazione del canale stesso.
Farmaci: amiloride, trianterene: inibitori specifici di questo canale.
Meccanismi autocrini e paracrini
 NO presente in molti tessuti, tra cui anche quelli del rene determina i seguenti effetti:
• vasodilatazione del circolo renale tramite la modulazione della vasocostrizione indotta da altre molecole;
• inibizione della secrezione di renina;
• modulazione della ripartizione del flusso ematico tra corticale e midollare.
 Sistema delle endoteline: molecole sintetizzate dagli endoteliociti, attive sul sistema citoscheletrico delle fibrocellule muscolari liscie ed anche su altri citotipi di cui modulano l’attività contrattile.

Recettore ETA → ET-1≥ET-2≥ET-3 → vasocostrizione
          Stimolo alla sintesi di aldosterone

Recettore ETB → ET-1=ET-2=ET-3 → modulazione della vasocostrizione
         Aggregazione piastrinica “in vivo”
         Inibizione rilascio ADH → diuresi
 Sistema dopaminergico:
o dilatazione dei vasi renali (tramite recettori D1);
o riduzione del riassorbimento del sodio (tramite i 2 recettori) per inibizione della pompa Na+/K+, antagonizzando l’azione stimolatoria su tale pompa esercitata dall’angiotensina II;
o inibizione rilascio di renina (tramite recettori D2).
 

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