Criteri di Potabilità

Criteri idrogeologici
L’esatta delimitazione del bacino imbrifero, lo studio del tipo di alimentazione delle falde, della composizione e della struttura dei terreni e delle rocce attraversate, danno un primo e fondamentale ragguaglio sul grado di protezione delle acque sotterranee.

Criteri idrogeologici
L’esatta delimitazione del bacino imbrifero, lo studio del tipo di alimentazione delle falde, della composizione e della struttura dei terreni e delle rocce attraversate, danno un primo e fondamentale ragguaglio sul grado di protezione delle acque sotterranee.

Allo studio idrogeologico si affianca uno studio sulle possibili cause di inquinamento e studio della popolazione che insiste sul bacino, sul tipo delle attività industriali e agricole che comportano scarichi liquidi.
Criteri organolettici
Acqua priva di odore, colore e sapore. Torbidità transitorie (presenza di gas o di aria, presenza di particelle di silice) e torbidità più stabili (sostanze di origine vegetale o presenza di metalli che si ossidano in presenza di aria).

Criteri fisici
Conducibilità elettrica, pH e temperatura.

Criteri chimici
Facies naturale di un’acqua e tipo ed entità di inquinanti.
Di regola anioni e cationi non hanno un effetto negativo sulla salute e costituiscono un importante quota dell’apporto giornaliero di minerali.
Solfati e cloruri: limite 250 mg/L. Superiore a tale limite si hanno acque di gusto variabile.

Calcio e magnesio che costituiscono la “durezza” delle acque. Durezza temporanea (bicarbonato di calcio e magnesio) e durezza permanente (solfati, cloruri e nitrati di calcio e magnesio). Valori superiori a 500 mg/L comportano acqua di sapore poco gradevole e valori superiori sono causa di incrostazioni, neutralizzano l’azione di detergenti anionici e ostacolano la regolare cottura degli alimenti. Non è stato fissato alcun limite di legge.
Ferro e manganese. Sotto forma di bicarbonato ferroso e manganoso si ossidano rapidamente a contatto con l’aria, dando origine a colorazioni, intorbidamenti e precipitati. In seguito ad evaporazione possono dare depositi rossastri o brunastri.

Limite per il ferro: 200 mg/L. Limite per il manganese: 50 mg/L.
Nitrati: limite di legge 50 mg/L. Valori superiori comportano metaemoglobinemia infantile.
Fluoro: limite minimo 0,7 mg/L (prevenzione della carie dentale); limite massimo:
1,5 mg/L (prevenzione della fluorosi dei denti).
Sodio: 200 mg/L.
Oltre alle componenti inorganiche, nell’acqua sono presenti sostanze organiche.

COD o Chemical Oxygen Demand. In ecologia, parametro che esprime la quantità di composto necessaria per ossidare attraverso un reagente chimico, le sostanze inquinanti presenti in un corpo d’acqua, ad esempio un lago. Uno dei composti comunemente usati per la determinazione del COD è il bicromato di potassio, K2Cr2O7; la reazione tra il bicromato e le sostanze inquinanti viene fatta decorrere in una soluzione contenente acido solforico. Il rilevamento del COD risulta indicato nel caso di acque il cui carico inquinante è costituito da sostanze non biodegradabili o comunque poco attaccabili dall’azione dei batteri, caso in cui non è possibile applicare il metodo del BOD (Biological Oxygen Demand).

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