Studi Epidemiologici

Epidemiologia di osservazione ed epidemiologia di intervento

Epidemiologia di osservazione si divide in:

  1. epidemiologia ecologica o descrittiva (studi ecologici)
  2. epidemiologia analitica (studi trasversali, studi a coorte, studi casocontrollo)

Studi ecologici

Forniscono informazioni generali sulla diffusione (frequenza e distribuzione) delle malattie e dei fattori di rischio.

Inoltre, forniscono indicazioni generali sull’associazione di una malattia con determinate caratteristiche di base dell’individuo. Tra le fonti da cui attingere troviamo:

  • schede di morte,
  • notifiche delle malattie infettive,
  • registri di patologia,
  • registri ospedalieri,
  • censimenti,
  • indagini ad hoc ecc.

Analisi per coorti: riferite ad un gruppo di soggetti nati in un determinato periodo.

Epidemiologia analitica

Ha lo scopo di individuare la causa di una malattia o i fattori che la favoriscono o la ostacolano.

Le indagini analitiche consistono in studi progettati per verificare le ipotesi causali suggerite dall’epidemiologia descrittiva. Studi di prevalenza o trasversali: sono quelli in cui una popolazione definita viene esaminata in un determinato istante al fine di valutare lo stato di malattia o all’esposizione ad un particolare fattore di rischio.
In realtà si tratta di uno studio descrittivo, ma si differenzia da questo perché non utilizza fonti già esistenti, ma si ricorre a rilevamenti diretti su un campione della popolazione.

Studi a coorte: si definisce coorte un gruppo di soggetti che hanno in comune una o più caratteristiche. Gli studi a coorte osservano dei soggetti appartenenti alla coorte selezionata per un determinato periodo di tempo; esse includono il tempo come variabile essenziale. La coorte va scelta in rapporto all’ipotesi che si vuole verificare. Quando si vuole verificare se un determinato fattore sia responsabile dell’insorgenza di una malattia, la coorte sarà costituita da tutti i soggetti esposti a quel fattore; fra di essi si rileverà la prevalenza all’inizio dell’indagine e la sua incidenza negli anni successivi, in paragone con la prevalenza e l’incidenza del resto della popolazione o con un’altra coorte ma non esposta a quel fattore, nello stesso periodo di tempo. È importante determinare la durata del tempo di osservazione e l’evento terminale.

Studi caso-controllo: indagini retrospettive effettuate su due gruppi, uno costituito da soggetti affetti da una determinata patologia (i casi) ed uno da individui con le stesse caratteristiche ma non affetti da quella patologia (i controlli).
Ad ogni caso si appaia un controllo. Confronto quantitativo o  qualitativo (esposizione o non esposizione a un determinato fattore di rischio). Studi poco costosi perché non bisogna aspettare il verificarsi della malattia.
Stima sufficientemente approssimata del rischio relativo.

Epidemiologia sperimentale

Epidemiologia sperimentale si divide in:

  1. studi terapeutici
  2. studi preventivi: interventi che consistono nella rimozione di uno o più fattori di rischio o nell’imposizione di misure preventive che si ritengono efficaci.
    • Sperimentazioni di intervento sul campo (interventi presi su un’intera comunità o su un ben preciso territorio);
    • sperimentazioni sul campo (interventi condotti su individui non malti, ma semplicemente a rischio di ammalare).

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