Lesioni da Arma da Fuoco

Cosa provoca la lesività

Ciò che provoca la lesività è il proiettile.

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Forza viva del proiettile – definizione

In medicina legale si chiama “forza viva del proiettile”, la capacità del proiettile stesso di determinare una lesione.

l’agente meccanico in questo caso è il proiettile (o proietto): corpo pesante lanciato da un’arma da sparo che percorre nello spazio una determinata traiettoria.

Armi da sparo

Le armi da sparo includono oltre alle armi da fuoco anche le armi per il lancio di oggetti che sfruttano aria compressa

Armi da fuoco

Sono congegni meccanici che hanno lo scopo di lanciare a distanza masse pesanti (proiettili) utilizzando la spinta dei gas sviluppati dalla deflagrazione di miscugli esplosivi.

Le armi da fuoco di interesse per la medicina legale sono le armi portatili:

Armi portatili a canna lunga

  • fucili:
    • a canna liscia o rigata
    • a caricamento manuale, semiautomatico o automatico
    • a otturatore, a pompa, a leva
  • carabine (da competizione)

Armi portatili a canna corta

  • pistole a rotazione o rivoltelle (con tamburo rotante)
  • pistole a ripetizione

A seconda del tipo di arma abbiamo una deversa lesività, che il proiettile determina all’interno del corpo umano. Spesso viene identificato nell’ambito delle capacità lesive il calibro del proiettile. La cosa importante riguardo la lesività è la velocità che il proiettile riesce a percorrere nel suo tragitto aereo. Vengono definiti proiettili a:

  • bassa velocitààvelocità inferiore a 300 m al sec.
  • media velocitààvelocità tra 300-600 m al sec
  • alta velocitààvelocità superiore a 600 m al sec.

A seconda del loro funzionamento, le armi,  possono essere distinte in:

  • semiautomatiche: quando la pressione sul grilletto provoca l’esplosione di un solo colpo;
  • automatiche: quando la stessa pressione provoca l’esplosione di una raffica di colpi.

Inoltre le armi portatili possono essere da guerra, da caccia, da difesa personale o da tiro.

Altra cosa che può essere importante è la conoscenza del calibro. Si immagina a volte che più è grande il calibro maggiore è la forza distruttiva del proiettile. Così non è. Il calibro dell’arma coincide non già con la capacità distruttiva ma sulla capacità di bloccare il soggetto. Ci sono armi letali i cui proiettili sono di calibro molto piccolo.

Il calibro

Il calibro dell’arma non corrisponde esattamente a quello del proiettile che è lievemente maggiore (per fare presa sulla rigatura della canna e averne così impresso il movimento rotatorio).

All’interno della canna vi sono delle striature che danno un’anima e un nome al proiettile (insieme ad altri parametri che vengono valutati in sede di autopsia) e anche un’identità all’arma che l’ha esploso.

Com’è il calibro?

Il calibro dell’arma è:

  • arma a canna liscia: è il diametro interno della canna (millimetri)
  • arma a canna rigata: può essere calibro balistico (diametro tra i pieni della rigatura) o effettivo (diametro tra i solchi)

I calibri più diffusi

I calibri  più diffusi sono:

  • per le armi corte: 6,35 mm, 7,65mm e 9 mm
  • per le armi lunghe: tra 5,56 mm e 8 mm

Il calibro dell’arma non corrisponde esattamente a quello del proiettile che è lievemente maggiore (per fare presa sulla rigatura della canna e averne così impresso il movimento rotatorio).

La velocità iniziale delle armi corte è 240-360 m/s

Che cos’è la cartuccia

Cartuccia è l’insieme di:

  1. bossolo (parte  inferiore della cartuccia):  involucro cilindrico che contiene la polvere da sparo o polvere di lancio (polvere che si infiamma velocemente e che passa rapidamente allo stato gassoso). Il fondo del bossolo è chiuso dal fondello che reca la capsula di accensione che contiene la polvere di innesco: su questa batte il percussore quando si preme il grilletto e questo fa esplodere la polvere di innesco (che sua volta fa esplodere la polvere di lancio)
  2. proiettile: è innestato sull’apice del bossolo. Solitamente ha forma cilindrico-conica con nucleo in piombo e rivestimento di rame (“incamiciati”: hanno effetti lesivi meno gravi).

Quelli con camiciatura manomessa con devastanti (es. dum-dum) erano molto conosciuti. Ma sono stati sostituiti con munizioni ancora più devastanti.

Identificazione di una lesione da arma da fuoco

Adesso entriamo nel vivo dell’attività che svolge il medio legale,  che è quella di: identificare  le lesività e ricondurle ad un’azione lesiva. Non è sempre facile identificare una lesione da arma da fuoco (possono essere misconosciute, o per interventi dopo lungo tempo sul luogo del crimine).

Il proiettile quando colpisce il bersaglio (sede cutanea) produce danni per una :

  • azione di martello  crea una zona di contusione.
  • azione di cuneo cioè apre la cute, allontana e divarica.
  • azione di trapano: dovuta al movimento di rotazione del proietto attorno al proprio asse che agevola la penetrazione. Il movimento di rotazione è dovuto alle “rigature” all’interno della canna.

Solitamente la lesione che possiamo rivelare, se il proiettile dovesse essere perpendicolare o quasi perpendicolare, è caratterizzata da un orletto circostante al livello del foro d’entrata oppure magari ovalare con un orletto ellittico tutto intorno. Solitamente il foro d’entrata è inferiore al calibro del proiettile, proprio perché il massimo della forza di propulsione dell’ogiva del proiettile si manifesta nel tragitto areo iniziale, poi comincia a perdere consistenza, anche perché nel corpo può degli ostacoli (ad esempio: osso…) che possono ridurre la velocità e far iniziare dei tramiti intracorporei assolutamente differenti da quelli che noi ci aspettavamo.

Effetti della lesione da arma da fuoco

Nel caso di lesività  da lesioni da arma da fuoco a  carica unica possiamo avere :

  • effetto contundente: se privo della sua energia può anche solo contundere senza lacerare;
  • effetto lacerante e penetrante: si creano delle vere e proprie ferite che possono essere:
    • ferite trapassanti o perforanti: con foro di ingresso, *tramite e foro di uscita;
    • ferite da fondo cieco: senza foro di uscita;
    • ferite a semicanale: urto di striscio su una superficie curva;
    • ferite a setone: con tramite superficiale nel tessuto sottocutaneo.
    • Per quanto riguarda il tramite intracorporeo. Le dinamiche interne  di un proiettile possono essere le più impensabili. Nel momento in cui impatta contro la colonna vertebrale o una costa o con l’aorta, può cambiare la direzione.
  • Lesioni da scoppio: quando il proiettile provoca la perforazione e la esplosione del bersaglio. Sono più frequenti di quanto pensiamo(organi cavi. Es. stomaco)
    Possiamo avere anche lesioni secondarie da  frammenti metallici, ad esempio frammenti del proiettili camiciati. Poi bottoni, fibbie etc.

Foro d’ingresso

Altro dato importante, oltre al tramite intracorporeo, sono le caratteristiche del foro d’ingresso.  Queste dipendono dalla distanza di sparo:

  • lontana: c’è solo l’effetto meccanico del proiettile
  • vicina: all’effetto meccanico del proietto si aggiungono gli effetti correlati ai gas di combustione, alle polveri o all’arma stessa.

Altre caratteristiche importanti sono i segni che troviamo intorno al foro d’ingresso. Questi non sono dirimenti al 100%. Informazioni più corrette in termine di oggettività vengono date dagli esperti balistici ai quali vengono consegnati i tessuti e rispetto alla particelle intorno alle lesioni potranno fare dei calcoli scientifici con approssimazione più degna di una soggettività immediata medico-legale e potranno dare con più correttezza la distanza di sparo. Ma genericamente possiamo descrivere un:

  • Alone/o orletto di distensione
  • Alone/o orletto a contatto
  • Tatuaggio
  • Alone di affumicatura

Tenete presente che le ultime armi possono anche non le lasciare tracce di lesività “normale” (quelle elencate prima) perché hanno caratteristiche assolutamente differenti. Gli ultimi munizionamenti possono avere, nell’ambito delle lesività che andremo ad incontrare, non un orletto di detersione ma potranno determinare caratteristiche del foro tali da  indurre una difficile interpretazione della distanza di esplosione. Quindi se noi descriviamo queste caratteristiche dobbiamo essere sicuri di averle viste.

Quello che a noi interessa, come medici legali, è identificare quale può essere il colpo d’arma da fuoco, dove è iniziata la sua azione lesiva,  dove l’ha terminata. Ma in particolare se è possibile identificare anche l’uscita e in quel caso si può fare anche l’ipotesi sul tipo di lesione.

Bisogna tenere presente anche la presenza di tatuaggi spuri. Es. Quando il colpo da arma da fuoco colpisce un finestrino chiuso. I frammenti di vetro, per l’enorme forza, vanno ad imprimere in sede cutanea, questi si chiamano tatuaggi spuri. La differenza è che il tatuaggio vero è il prodotto, invece,  dalla bocca della canna impressa sulla cute.

Distanze e caratteristiche delle lesioni

  • Fino 3-5 cm possiamo trovare àeffetto fiamma (ustione) + polvere combusta (affumicatura) + polvere incombusta (tatuaggio).
  • Fino a 10-15 cm àaffumicatura.
  • Fino a 30-40 cmàtatuaggio.

Queste sono misure standard,  ma possono variare. Abbiamo la variazione rispetto al tipo di arma usata. Se sono  armi è a canna lunga, per es.,  le distanze e ciò che può essere rilevate tutto intorno all’impatto,  sono:

  • Fino 10-15 àustione + affumicatura.
  • Fino 50-100 cm àaffumicatura.
  • Fino a 1,5-2,00 m àtatuaggio.

Definizione. Un colpo viene esploso a distanza,  nel momento in cui tra bocca di fuoco dell’arma e sede cutanea attinta vi siano almeno 40-50cm.

Pertanto, il medico legale quando dice che il colpo è stato esploso a distanza, dice esclusivamente che tutti questi fenomeni che noi dovremmo ritrovare non li troviamo, perché non sono stati lasciati nel punto d’impatto,  in quanto la distanza tra la bocca di fuoco e la sede cutanea attinta era superiore a 40-50 cm.  L’opinione comune vuole che una distanza di questo tipo non sia distanza ma sia un’arma che impugnata da una persona si trovi ad una distanza ravvicinata dalla vittima. Ma questa non è una valutazione che può essere fatta da un medico legale, ma la formulazioni delle ipotesi compete ad un giudice. Al medico legale spetta solo dire che tra bocca di fuoco dell’arma e sede cutanea vi siano stati almeno 40-50cm, per questo non troviamo le caratteristiche di una ferita provocata da un colpo a distanza ravvicinata.

A.    Caratteristiche del foro di ingresso nei colpi esplosi a distanza ravvicinata:

 Al foro e agli effetti contusivi e escoriativi del proietto (più difficili da riconoscere) si aggiungono i segni lasciati dalla deflagrazione della polvere, cioè dalla fiamma, dai gas, dal fumo e dalle particelle incombuste:

  • alone di ustione (da fiamma): giallastro e pergamenaceo
  • alone di affumicatura (da polvere combusta): annerisce la pelle per deposizione di particelle e scompare con l’acqua
  • alone di tatuaggio (da particelle incombuste della polvere): si conficcano nella pelle e non vanno via con l’acqua. Può essere vero (derma) o spurio (epidermide)

B.    Caratteristiche del foro di ingresso nei colpi esplosi a distanza:

foro: tondo o ovale (a seconda dell’inclinazione del proietto), di diametro poco inferiore a quello del proietto, a margini finemente sfrangiati

orletto di detersione: piccolo cercine nerastro untuoso creato dal depositarsi dello sporco raccolto dal proietto nella canna (manca se ci sono indumenti)

orletto escoriativo-ecchimotico: si forma per introflessione della cute al contatto con il proietto che esercita una azione contusiva (ecchimosi) esportando l’epidermide (escoriazione): può essere circolare o obliquo e solitamente è difficile da riconoscere se c’è crosta ematica.

C.    Caratteristiche del FORO di USCITA

– forma: può essere tondo (margini molto frastagliati), stellato, fenditura (dipende dalle   modificazioni di forma subite dal proietto e dalla sua velocità residua).

  • margini estroflessi (questa caratteristica si vede poco!!).
  • estroflessione di adipe, fili di indumenti.
  • dimensioni: maggiori rispetto all’ingresso (non sempre apprezzabile).

Ovviamente il tutto con le varie eccezioni.

Quello che  più ci interessa è il tramite intracorporeo. La traiettoria balistica interna è assolutamente invalutabile ab intio, perché il corpo umano è occupato da organi e da flussi ematici anche questi  assolutamente importanti. Pertanto il tramite che dobbiamo ricostruire, per chi farà il medico legale,  è quello relativo alle lesività interne che sono state prodotte lungo il tramite, perché dobbiamo essere sicuri che quel proiettile ha determinato lungo il suo tramite interno delle lesioni incompatibili con la vita. Non è escluso che alcune lesività  che sono  state prodotte da colpi d’arma da fuoco siano compatibili con la vita e magari la persona sia deceduta per altri motivi.

Tramite intracorporeo: cavità formata dal proietto nel suo percorso dentro il bersaglio (canale)

Rappresenta la traiettoria anatomica del tiro, vale a dire la prosecuzione della traiettoria balistica (solo se il corpo si trova in posizione anatomica).

Lesioni da proiettili multipli

Le armi da fuoco possono essere a proiettile singolo (pistole) o a proiettili multipli (fucili a pallini o pallettoni). Pallini e pallettoni danno sempre la stessa caratteristica lesività, se non per numero. Un colpo di arma da fuoco a carica multipla determina, nel momento in cui viene esploso in stretta vicinanza: quando escono i pallini, o pallettoni, hanno ancora una forza di coesione tale che nell’entrata costituiscono una palla unita. Di contro, più  ci si allontana più  i pallini si aprono  e si comincia a parlare di rosata.

Queste lesioni, soprattutto se i colpi sono esplosi in vicinanza, sono caratterizzate spesso dalla presenza della borra, che è il bicchierino che contiene i pallini (o pallettoni), che va ad incidere e quindi penetra con i pallini nella cute. Quello è un altro dei segni che ci fa dire che è il foro d’entrata (anche se, con i colpi d’arma da fuoco a carica multipla,  è difficile non identificare il foro d’entrata e d’uscita). La borra ci fa comprendere la vicinanza che c’è tra quel calibro di fucile  e la sede cutanea.

Lesioni a distanza ravvicinata

Quando la distanza è ravvicinata abbiamo una rosa di proiettili compatti  che formano una palla. Questi pallini, non hanno le caratteristiche delle ogiva di proiettile. Vincono sempre l’elasticità  della cute, ma hanno caratteristiche lesive  assolutamente differenti.  Il foro di ingresso sarà:

  • unico e molto grande
  • con margini festonati
  • circolare o ovalare
  • circondato da alone di affumicatura, ustione e tatuaggio

La borra solitamente è dentro il tramite. Il tramite è solitamente unico.

Lesioni a lunga distanza

Quando invece iniziamo ad allontanarci, la rosata diventa più ampia. Più è ampia la rosata e più diminuisce la forza di lesione dei vari pallini. Ma la rosata più è larga più ci consente,  rispetto alla misurazione, ci da  l’indicazione della distanza di esplosione dal colpo d’arma da fuoco.

La rosata ha un  diametro di 15-20 cm circa, si ha  quando la distanza di esplosione, dalla sede cutanea, è 5 metri.

Diagnostica medico-legale

  • natura del ferimento:
    • tipo di lesione:  ci dice come è stata prodotta ( es. un colpo a carica unica o multipla?)
    • vitalità: è stato esploso quando il soggetto era vivo o era morto.
  • numero di colpi: è un cosa importante. Si può valutare un’intenzionalità o meno dell’omicidio.
  • distanza di sparo (con eventuale test di sparo). Come medici legali dobbiamo solo parlare di distanza e non fare ipotesi al di fuori di questo parametro.
  • direzione del tiro (solo ipotizzando il corpo in posizione anatomica)
  • tipo di arma
  • causale del ferimento (omicidio, suicidio). Non sempre il suicidio è suicidio ma potrebbe essere invece un omicidio.

Dobbiamo fare attenzione alle tracce sulla mano del soggetto.

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