Idrocefalo

L’idrocefalo è l’accumulo di liquor all’interno delle cavità ventricolari per alterazione della dinamica liquorale.
Le cellule ependimali, che rivestono i ventricoli, hanno delle ciglia che si muovono nella stessa direzione e che spostano il liquor. Una seconda spinta al liquor viene data dalla pulsazione dei vasi arteriosi (70-80/min). una terza spinta è data invece dai movimenti respiratori (10-13/min).
L’idrocefalo ha una prevalenza dell’1-1,5%. L’incidenza dell’idrocefalo congenito è di 0,9-1,8/1000 nascite.
Si distinguono due tipi di idrocefalo:
– Ostruttivo: c’è un blocco della circolazione liquorale all’interno delle cavità ventricolari o a livello delle cisterne della base (per esempio, ostruzione di uno dei fori).
– Comunicante: è dovuto ad un problema esistente a livello del riassorbimento, quindi o a livello degli spazi della volta o delle granulazioni aracnoidee.
Sono idrocefali ipertensivi: essendo un deficit di circolazione, il liquor ristagnerà e ci sarà un aumento di pressione dei ventricoli.
Esiste anche un idrocefalo Ex-Vacuo, in cui i ventricoli sono dilatati come se ci fosse molto liquor ma il problema è dato dal parenchima che va in atrofia. Quindi i ventricoli tendono a dilatarsi pur non essendoci un aumento di pressione al loro interno.

DIAGNOSI
Nell’adulto la sintomatologia clinica è data da:
-Cefalea;
– Paralisi dei nervi cranici (oltre al III, anche il VI perché ha un decorso lungo e passa sul tentorio);
– Difficoltà a deglutire;
– Atassia;
– Nausea e vomito;
– Ridotto livello di coscienza (dalla confusione al coma).
Nel neonato:
La circonferenza cranica è aumentata. Dopo la nascita non piange, non è molto reattivo. Man mano che diventa adulto, le bozze frontali diventano prominenti e si vedono solo le sclere degli occhi (Segno del sole calante). A lungo andare il bambino avrà una paraparesi spastica perché tutte le vie piramidali si stirano. I primi segni saranno agli arti inferiori e poi nei superiori.
Nell’anziano:
Si verifica l’idrocefalo normoteso dell’anziano, con un quadro simile a quello dell’idrocefalo ex-vacuo. Mima molto spesso una demenza. I sintomi sono:
– Demenza;
– Incontinenza urinaria;
– Difficoltà alla deambulazione (come il Parkinson).
La diagnosi viene fatta con la TAC, in cui si vedono le cavità ventricolari dilatate. È detto normoteso perché nella maggior parte delle ore della giornata la pressione presente all’interno dei ventricoli è normale. La pressione aumenta soprattutto di notte. Per fare diagnosi si è costretti a fare un monitoraggio della misurazione della pressione intracranica di 24-48 ore. Si vedrà così normalmente una pressione normale, ma in certe ore si osserverà un aumento della pressione che poi ritornerà normale.
La diagnosi viene fatta soprattutto con la TAC. Il segno iniziale di un idrocefalo è la visualizzazione dei corni temporali. Quando i corni temporali sono molto visibili significa che molto probabilmente si sta sviluppando un idrocefalo. Inoltre le cisterne silviane ed emisferiche non sono visibili. I solchi non sono visibili perché i ventricoli spingono il parenchima, che a sua volta spinge verso l’alto la corteccia facendo scomparire i solchi. A volte il muso del III ventricolo spinge verso la sella turcica.
Uno dei segni di idrocefalo ipertensivo è la presenza di ipodensità, di una macchia sfumata, scura, intorno ai ventricoli. Il liquor, vista la sua pressione, trasuda attraverso le pareti del ventricolo nel parenchima. Questo processo viene detto trasudazione transependimale. Il corpo calloso a volte è spostato verso l’alto.

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