Amputazioni

Amputazione si definisce la rimozione di un arto o segmento di arto a livello non articolare.

Disarticolazione si definisce invece la rimozione di un arto o parte di esso con sezione a livello articolare: la disarticolazione di femore avviene ad es. a livello dell’anca, quella dell’omero a livello della spalla e così via.

Amputazione si definisce la rimozione di un arto o segmento di arto a livello non articolare.

Disarticolazione si definisce invece la rimozione di un arto o parte di esso con sezione a livello articolare: la disarticolazione di femore avviene ad es. a livello dell’anca, quella dell’omero a livello della spalla e così via.

Le cause che portano ad amputazione o disarticolazione possono essere molteplici e non solo traumatiche. Un piede in gangrena vascolare (ad es. conseguenza di un diabete scompensato che dura da molti anni) richiederà l’intervento di amputazione così come lo richiederà una gangrena post-traumatica, uno sfacelo traumatico di arto, una gangrena gassosa.

La guida da seguire sarà quella di conservare quanto più possibile la lunghezza dell’arto e se possibile l’articolazione. Un moncone di gamba lungo può con una buona protesi estetica comportare una deambulazione pressoché normale.

Le amputazioni che si effettuato a seguito di incidenti stradali e in soggetti giovani non pongono problemi particolari se l’intervento è eseguito secondo arte. Nei pazienti anziani e con disturbi vascolari molto spesso il tratto di arto lasciato è soggetto a disturbi vascolari e non sempre rappresenta un buon supporto per una protesi.

La sindrome dell’arto fantasma è un disturbo neurologico caratterizzato dalla sensazione da parte dell’ammalato di avere ancora l’arto che è stato amputato; tale sensazione è accompagnata a volte da intenso dolore e può essere fastidiosa. A livello dell’estremità del moncone d’amputazione si possono formare ulcere, escoriazioni e decubiti da contatto (nella zona di contatto con la protesi) o neurinomi cos. d’amputazione: a volte la cura è solo chirurgica e consiste nella regolarizzazione della ferita di un moncone, nell’asportazione del neurinoma, dell’ulcera etc.

Ogni amputazione deve essere controllata nel tempo e deve essere seguita da una opportuna protesi che deve offrire non solo stabilità, ma anche una buona funzionalità. Oggi esistono protesi che possono essere correlate a terminazioni nervose del moncone stesso e permettere anche movimenti automatici di dita proteiche: protesi mioelettriche.

 

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