Fratture Patologiche

Sono fratture particolari dovute non ad eventi traumatici veri e propri (ovvero a traumi di poco conto che in soggetti normali non producono danni), ma si possono presentare in modo spontaneo o a seguito di un movimento normale.

Riconoscono alla base una patologia preesistente ossea. Tralasciando alcune patologie ereditarie (ad es. malattia delle ossa di vetro o osteogenesi imperfetta) le cause in assoluto più frequenti di fratture patologiche sono le metastasi e le neoplasie ossee, l’osteopatia osteoporotica (o osteoporosi).

Sono fratture particolari dovute non ad eventi traumatici veri e propri (ovvero a traumi di poco conto che in soggetti normali non producono danni), ma si possono presentare in modo spontaneo o a seguito di un movimento normale.

Riconoscono alla base una patologia preesistente ossea. Tralasciando alcune patologie ereditarie (ad es. malattia delle ossa di vetro o osteogenesi imperfetta) le cause in assoluto più frequenti di fratture patologiche sono le metastasi e le neoplasie ossee, l’osteopatia osteoporotica (o osteoporosi).

1) Le metastasi ossee sono la riproduzione in un segmento osseo a distanza dalla sede primitiva della neoplasia. Un tumore primitivo osseo (o una cisti ossea) può nel suo decorso alterare la resistenza della sede di insorgenza ossea e determinare una fratture. La relativa scarsa incidenza dei tumori primitivi dello scheletro (che interessano soprattutto l’età giovanile: osteosarcoma, osteoma osteoblastico, sarcoma di Ewing etc.) fa ricadere sulle metastasi ossee la causa maggiore di fratture patologiche. Tutti i segmenti scheletrici possono essere interessati, ma lo sono prevalentemente: i corpi vertebrali, il bacino, il femore e l’anca, l’omero e la testa omerale. Tra i tumori primitivi che più frequentemente danno metastasi vanno ricordati: tumore del polmo, della mammella, del rene, della prostata, della tiroide. Molto spesso si tratta di più localizzazioni che possono essere studiate e scoperte con esame scintigrafico o con TAC total body (cranio, rachide, torace, bacino).

Non sempre gli indici ematologici sono indicativi (fosfatasi, ipercalcemia etc). Ma il sintomo dolore, che si presenta cupo, penetrante, resistente in parte o in toto agli analgesici può richiamare l’attenzione e far proseguire nelle indagini.

2) L’osteopatia osteoporotica post-menopausale è una entità clinica oggi ben definita che a volte sconfina nella osteoporosi di tipo senile. Il depauperamento dei depositi di calcio a livello dello scheletro che inizia con la menopausa (riduzione del tasso di ormoni estrogeni) e con la riduzione dell’attività fisica che si verifica in età anziana contribuisce a realizzare in alcune sedi ossee dei punti di particolare fragilità. Le sedi in assoluto più interessate sono: il collo del femore, il polso, la testa e il collo dell’omero, i corpi vertebrali. Una banale caduta o un evento traumatico non molto importante possono determinare la frattura nelle sedi elencate. Il costo sociale del trattamento di queste patologie (oltre alle conseguenze invalidanti che esse producono) è rilevante e pertanto da diversi anni da parte degli ortopedici si sta intraprendendo una prevenzione farmacologia sistemica della osteoporosi post-menopausale e senile.

Il trattamento delle fratture patologiche non differisce da quello delle corrispondenti fratture normali se non per alcuni aspetti legati alla malattia di base. Il trattamento delle fratture metastatiche dovrà tener conto del periodo di sopravvivenza che si prospetta per l’ammalato e a volte ci si dovrà accontentare di obiettivi soltanto palliativi: ad es. lenire il dolore, migliorare il nursing etc. Il trattamento di queste fratture patologiche tumorali non può prescindere da una collaborazione multidisciplinare che impegna oltre che il chirurgo ortopedico anche l’oncologo e il radioterapista.

 

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