Essudato Infiammatorio

L’aumento della permeabilità dei vasi porta alla formazione dell’essudato infiammatorio.
È un prodotto caratteristico della infiammazione in fase cronica, e ne esistono di vari tipi. Le cellule che si possono trovare nell’essudato sono dello stesso tipo di quelle che concorrono ai processi di difesa immunitaria.
Vi si possono trovare:

L’aumento della permeabilità dei vasi porta alla formazione dell’essudato infiammatorio.
È un prodotto caratteristico della infiammazione in fase cronica, e ne esistono di vari tipi. Le cellule che si possono trovare nell’essudato sono dello stesso tipo di quelle che concorrono ai processi di difesa immunitaria.
Vi si possono trovare:

  LEUCOCITI:
  LEUCOCITI NEUTROFILI
Sono cellule prodotte nel midollo osseo e normalmente circolanti in stato quiescente nel sangue in numero di circa 5000/mm3 (sopra i 10000/mm3 è indice di forte infezione) e vivono 12-20 ore. Hanno recettori per sostanze rilasciate dal focolaio infiammatorio che se eccitati inducono lo stato di kemiotassi in cui escono dal torrente circolatorio per migrare nel sito infiammato. Se vengono rinvenuti nello spazio extracellulare è indice di infiammazione.
Hanno un nucleo multilobato e per questo sono chiamati anche polimorfonucleati. Non necessitano di sistemi di biosintesi e quindi il RE è ridotto al minimo, e hanno pochissimi mitocondri: in stato di infiammazione la tensione dell’O2 è minima e sarebbe difficile portare avanti processi di ossidazione.
Hanno granuli primari azurofili (che sono l’equivalente dei lisosomi) pieni di idrolasi acide e fattori enzimatici come elastasi.
Hanno anche granuli secondari pieni di lisozima, lattoferrina e una proteina che lega la vitamina B12.
Sono molto ricchi di granuli di glicogeno, producendo energia prevalentemente per glicolisi anaerobia.
Per kemiotassi si spostano nello spazio extracellulare stimolati da mediatori di origine batterica. È un evento immediato a cui si associa una attivazione metabolica detta BRUST (esplosione ossidativa) che porta a un aumento critico del consumo di O2 per produrre radicali liberi, specie molecolari dell’ossigeno altamente reattive e tossiche nei riguardi dei batteri.
Sono anche dei fagociti che con pseudopodi inglobano i batteri e quindi rilasciano il contenuto dei granuli nel fagosoma digerendo il microrganismo. Può accadere che nel processo di fagocitosi venga scaricato prematuramente il contenuto dei granuli nel fagosoma che però è ancora comunicante con l’ambiente extracellulare. È la specie cellulare predominante nella infiammazione acuta e contro i batteri piogeni.

  LEUCOCITI EOSINOFILI
Sono cellule polimorfonucleate con affinità per il colorante acido eosina. Sono normalmente in numero di 2-3/mm3 e se ne possono normalmente osservare nell’ambiente extracellulare delle mucose, potenziali vie d’ingresso di agenti infettanti. Entrano normalmente in azione contro infezioni da parassiti (schistosoma,…) e contengono proteine cationiche con azione tossica antiparassitaria quali MBP (major basic protein) e ECP (eosinophil cationic protein). Hanno una emivita maggiore dei neutrofili e una capacità maggiore di andare incontro a formazione di radicali liberi.
L’azione di eosinofili può indurre la formazione di leucotrieni (prodotti del metabolismo dell’acido arachidonico) responsabili dello spasmo delle mucose delle vie respiratorie.

  LEUCOCITI BASOFILI e MASTOCELLULE
I basofili sono cellule circolanti che andando incontro a chemiotassi li si possono trovare nei tessuti sottoforma di mastcellule. Hanno citoplasma  pieno di vacuoli in cui sono contenuti mediatori chimici dell’infiammazione. Il più importante è la Istamina che viene rilasciata da entrambe le forme, ma rilasciano anche PAF (Fattore di Attivazione delle Piastrine) e TNF (Fattore di Necrosi Tumorale).
Le mastcellule esistono in 2 varianti: del connettivo e delle sottomucose. La differenza sta nella diversa sensibilità a agenti farmacologici per il blocco di rilascio di Istamina. Sono cellule presenti nell’infiammazione acuta e in particolari forme di risposta allergica.

  MONOCITI e MACROFAGI
I monociti sono cellule prodotte dal midollo osseo circolanti nel torrente ematico. Per chemiotassi passano nei tessuti sottoforma di macrofagi. È la specie cellulare preponderante nell’infiammazione cronica. Il monocita è piccolo con RE poco sviluppato e molti vacuoli. Il macrofago invece è più grande, con un RE più sviluppato per sintetizzare mediatori dell’infiammazione, sostanze per la risposta antibatterica e antivirale, mediatori per la crescita cellulare (in particolare angiogenesi) e in generale per la produzione di molecole coinvolte nella risposta a fenomeni infiammatori.
È anche lo “spazzino” che interviene in una fase successiva all’azione dei neutrofili ripulendo con la fagocitosi l’ambiente dai detriti rimasti in seguito al loro intervento.
I macrofagi possono subire una attivazione rapida e una attivazione lenta.
  Attivazione rapida: il macrofago rilascia enzimi litici (idrolasi acide e proteasi neutre), fattori di crescita e prostaglandine (mediante l’attivazione dell’acido Arachidonico). Forma anche radicali liberi (OH-, H2O2,…)
  Attivazione lenta: è dovuta all’azione di sostanze rilasciate dai Linfociti T che portano alla fusione delle membrane di più macrofagi a formare sincizi polinucleati, caratteristici in alcune forme di infiammazione cronica e quando siano presenti forme batteriche particolarmente resistenti. Si possono anche trovare cellule schiumose, macrofagi con un alto contenuto di vacuoli pieni di lipidi caratteristici in patologie con accumulo di grassi nel sangue (Arterosclerosi).

  PIASTRINE
Sono cellule preposte alla integrità della struttura dei vasi, laddove si verifichi un danno con soluzione di continuità. Il loro scopo principale è il bloccare fisicamente la fuoriuscita di sangue, ma sono anche attivi nella produzione di mediatori chimici come la  Serotonina che è contenuta in vacuoli, o fattori che attivano il sistema multimolecolare della coagulazione adibito a convertire il fibrinogeno in fibrina. Infiammazione fibrinosa è una patologia che porta alla formazione di una matrice di fibrina nel sito infiammatorio.

  ENDOTELIO
Sono cellule strutturali della parete dei vasi che se attivate possono liberare fattori di crescita e esporre sulla superficie molecole di adesione che permettono alle cellule del torrente ematico di uscire dai vasi e entrare nello spazio extracellulare con il processo di chemiotassi.

  FIBROBLASTI
Possono essere attivati in infiammazione cronica in cui c’è la tendenza a mare tessuto fibroso ricco di matrice connettivale. Possono trasformarsi in miofibroblasti responsabili della contrazione della ferita (nel caso di perdita di tessuto) durante la guarigione.

  LINFOCITI-T e LINFOCITI-B
I Linfociti-T sono cellule con funzioni di controllo della risposta immunitaria regolandola e attivando i Linfociti-B. Sono importanti nelle infezioni virali. Rilasciano  citochine (Interferone-) che servono a riattivare tutte le molecole del sistema immunitario.
I linfociti B servono a produrre le molecole effettrici del sistema immunitario (anticorpi) e sono attivi contro infezioni batteriche.

 

 

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