Trauma

In psicologia emotocognitiva è definito “trauma primario” la conseguenza traumatica di eventi e situazioni traumatogene o mappe traumatiche legate direttamente ad un bisogno oppure ad un desiderio primario ed in grado di disturbarne la regolazione, quindi impedire al bisogno di essere adeguatamente soddisfatto. Definiamo in sintesi il trauma primario come l’impossibilità / incapacità di un sistema di riferimento di realizzare desideri funzionali primari.

In psicologia emotocognitiva si definisce “trauma secondario” la conseguenza di eventi o situazioni traumatogene o mappe traumatiche legate ad un desiderio secondario in grado di disturbarne la realizzazione ed ostacolare indirettamente la soddisfazione adeguata di un bisogno.  In sintesi definiamo un trauma secondario come l’impossibilità / incapacità di un sistema di riferimento (es. una persona) di realizzare desideri funzionali di tipo secondario.

Si definisce trauma sociale la conseguenza traumatica di eventi o situazioni potenzialmente traumatogene (calamità naturali, guerre, incidenti, rapimenti, lutti, ecc.) che coinvolgono una comunità o un gruppo definibile (famiglia, gruppi dei pari, ecc.) di appartenenza. È un trauma condiviso o con alte possibilità di esserlo ovvero potenzialmente condivisibile. In sintesi definiamo un trauma sociale come la conseguenza di eventi traumatogeni che si sono sviluppati nel contesti di un gruppo o di una comunità definibile di appartenenza (ovvero un sistema più ampio di cui quello preso come riferimento risulti un costituente).

Il concetto di trauma cumulativo è stato introdotto da Khan e si presentava come la conseguenza della somma di piccoli eventi, anche banali, che di per sé non avrebbero prodotto un trauma. In psicologia emotocognitiva non esiste un semplice accumularsi di “traumi”, ma per mezzo del processo delle mappe traumatiche, diversi eventi possono creare, in base alla loro integrazione funzionale, dinamica, dotata di flessibilità e mobilità, un trauma, cioè delle conseguenze significative in tema di salute nel qui-e-ora. Il trauma è visto pertanto come la funzione di una particolare integrazione di eventi in mappe traumatiche.

Si definisce trauma relazionale la conseguenza di eventi o situazioni potenzialmente traumatogene difficilmente condivisibili, che coinvolgono una o poche relazioni interpersonali. Generalmente non è condiviso con la maggior parte dei membri della comunità di appartenenza o con un gruppo definibile. Esempi di traumi relazionali potrebbero essere le conseguenze traumatiche di costanti microtraumi, abuso sessuale intra-familiare, criticismo, trascuratezza, violenze verbali, attaccamento disturbato, incapacità di sintonizzazione, ecc..  In sintesi possiamo definire il trauma relazionale come la conseguenza traumatica di eventi traumatogeni che si sono sviluppati nel contesto di una o poche relazioni significative. Sono eventi che si risolvono all’intero di una o poche relazioni e sono difficilmente condivisibili con una comunità od un gruppo di appartenenza più ampi.

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