Esame Obiettivo Apparato Digerente

L’esame dell’apparato digerente dovrebbe essere iniziato sempre porgendo all’animale cibo e acqua, per valutare la prensione, la masticazione e la deglutizione, nei ruminanti anche la ruminazione.

Appetito: In condizioni fisiologiche l’appetito può aumentare o diminuire in base al tipo di alimento (un alimento sapido sarà consumato in maniera più abbondante e veloce rispetto a uno meno sapido o alterato), oppure si possono riscontrare differenze di appetito da soggetto a soggetto.

Le variazioni patologiche dell’appetito possono comportare

• Appetito diminuito (disoressia) Può essere dovuto a una malattia del digerente, a un processo morboso febbrile oppure a una malattia interna

• Appetito capriccioso Generalmente dovuto a malattie croniche del digerente

• Assenza di appetito (anoressia) Influisce in maniera negativa sulla prognosi

• Appetito abnormemente aumentato (polifagia) È tipico di certe malattie (diabete e elmintiasi) Sete In condizioni fisiologiche varia da soggetto a soggetto, oppure in relazione al tipo di dieta (secca o umida) oppure alla stagione o al lavoro.

Assunzione media di liquidi Cane e gatto: 6-25 ml\kg\die  oltre i 100 ml\kg\die si parla di polidipsia Bovini: 50-80 lt\die (se alimentati con cibi secchi) 25-50 lt\die (alimentati con foraggi verdi) Diminuzioni della sete (adipsia) possono verificarsi in corso di malattie lievi dello stomaco o intestino, malattie con alterazioni della coscienza oppure malattie acute febbrili Aumento della sete (polidipsia) può verificarsi in caso di disidratazione (diarrea vomito sudorazione ecc.), oppure diabete, nefrite cronica e versamenti che si instaurano in maniera rapida e improvvisa (pleurite, peritonite ecc) Degenerazione del gusto (pica) Per pica si intende l’assunzione da parte degli animali di sostanza non appetibili o corpi estranei. In condizioni patologiche si osserva: nei bovini allevati su terreni troppo sciolti o argillosi.

In questi casi gli animali si presentano dimagriti e cercano di fagocitare i vestiti degli uomini, leccano le pareti, il terreno ecc. questo sembra che sia dovuto a una mancanza di Sali di calcio nei terreni in questione e quindi nei prodotti che vi sono coltivati. Le pecore leccano la lana in caso di osteomalacia, rachitismo. I cani non disdegnano di mangiare le feci. Spesso la pica si verifica transitoriamente nel corso di affezioni del digerente, in corso di malattie generali o per mancanza di Sali di calcio e cloruro di sodio. Gli animali rabdici ingeriscono qualsiasi sostanza. Sbadiglio In condizioni fisiologiche si può osservare nei cani come segno di noia, fame, oppure dopo una lunga dormita, nel cavallo si può vedere dopo un pasto abbondante. In condizioni patologiche si può osservare in caso di catarro gastrico, epatite cronica, malattie del cervello(encefaliti, meningo-encefaliti) e rabbia nel bovino (sbadiglia per ore).

Prensione di cibo e bevande Equini e ovicaprini assumono il cibo prendendolo con le labbra e portandolo sotto le arcate molari con la lingua e le guance, i bovini prendono l’alimento con la lingua mentre i carnivori con gli incisivi e i canini. Le bevande invece sono assunte da equini e ruminanti immergendovi all’interno la rima labbiale leggermente beante e facendo dei movimenti avanti e indietro con la lingua, mentre i carnivori la assumono usando la lingua a mo’ di cucchiaio. Equini e ovi-caprini in caso di edema di labbra hanno problemi a prendere il cibo e lo fanno a guisa di cane, cosi fanno anche le vacche in caso di problemi alla lingua. La prensione è ostacolata o impedita anche in caso di ridotta motilità del mascellare inferiore (paresi del trigemino, lussazione temporomandibolare ecc.).

L’assunzione del cibo da terra risulta ostacolata in caso di, dolorabilità della muscolatura della nuca, lesioni alle vertebre cervicali e perdita di vista e olfatto. Nei carnivori la prensione di acqua è ostacolata in caso di lesioni alla lingua (glossite, paralisi, corpi estranei), in questi casi la assumono con movimenti del mascellare inferiore. Per gli altri animali l’ostacolo maggiore alla prensione dell’acqua è rappresentato dalle affezioni delle labbra, ridotta motilità del mascellare inferiore, malattie dei muscoli di nuca, in questi casi bevono immergendo il muso in acqua fino al naso estraendolo ogni tanto per respirare.

Alterazione della masticazione:

La masticazione si compie alzando e abbassando il mascellare inferiore al quale sono impressi anche movimenti antero-latero-posteriori. Alterazioni possono consistere nella alterazione della frequenza di questi movimenti, essa varia di specie in specie e da soggetto a soggetto oppure in rapporto all’appetibilità del pasto ecc. Tuttavia cavalli e bovini compiono in media 70-100 movimenti al minuto. La masticazione sarà lenta e superficiale nelle malattie che causano diminuzione dell’appetito e nelle alterazioni degli organi che contribuiscono al suo svolgimento (masseteri). Anche il dolore può impedire la normale masticazione come nel caso di: pulpite, stomatite, artrite temporo-mandibolare ecc. Inoltre ci possono essere impedimenti meccanici come la deformazione del mascellare (actinomicosi), procidenza del palato duro, tumore delle cavità nasali. Rallentamento della masticazione si nota anche nel corso di paraliso-paresi dei rami motori del trigemino (masseteri) e nel trisma tetanico incompleto. Nell’ottundimento del sensorio da cause endocraniche invece l’animale cessa improvvisamente la masticazione e rimane immobile per lungo tempo (anche ore). Disturbi della deglutizione (disfagia) Disturbi della 1° fase, cioè quella che termina con l’ingresso di bolo in faringe, causano la caduta del cibo dalla bocca. Quelli della 2° fase, costituita dal transito del bolo da faringe a stomaco, sono tipici di malattie dell’esofago, faringe, linfonodi retrofareingei,tasche gutturali, e tonsille (carnivori).

Tutte queste condizioni causano la distensione della testa durante la deglutizione, oppure l’agitazione della stessa a causa del dolore. Nei casi più gravi ci può essere anche rigurgito. In questo caso il materiale sarà espulso dalla bocca o dal naso, la pausa tra la deglutizione e il rigurgito è utile essa sarà brevissima in caso di faringite, più lunga nel caso di patologie dell’esofago. Il rigurgito può essere accompagnato da tosse. Per evidenziare la disfagia nel cane è utile dargli da bere, se è disfagico, nonostante i movimenti ripetuti l’acqua nella scodella non diminuisce.

Ruminazione Va esaminata ma soprattutto bisogna chiedere al proprietario le seguenti cose:

1 comportamento di animale durante la ruminazione (atteggiamenti particolari)

2 pausa tra pasto e ruminazione (30-90 min)

3 movimenti masticatori per ogni bolo (40-60)

4 durata di ruminazione (40-50 min)

La ruminazione potrà essere:

• superficiale: i movimenti saranno più lenti, diminuiti e meno vivaci

• intermittente: interrotta da pause

• rara: i periodi di ruminazione sono diminuiti

• sospesa: da almeno 24 h le variazioni della ruminazione rispetto al fisiologico saranno più o meno nette in base alla gravità del processo in atto. Tuttavia la valutazione di questa funzione fisiologica non permette di fare diagnosi ma incide molto sulla prognosi.

Eruttazione: Essa è normale e frequente nei ruminanti, serve ad espellere il gas che si produce nella digestione. Nelle altre specie è meno frequente perciò un suo aumento è da considerarsi patologico, nel cavallo l’eruttazione abnorme è segno patognomonico di dilatazione acuta dello stomaco.

Vomito: È lo svuotamento di stomaco attraverso esofago, faringe, bocca, e cavità nasali. Può seguire a una stimolazione dei centri del vomito sito nel midollo allungato o a stimolazione periferiche di altri organi (esofago, stomaco, utero, reni) per via riflessa. Il vomito avviene grazie a pressione negativa esercitata dall’esofago, contrazioni antiperistaltiche dello stomaco, contrazioni di muscoli addominali e diaframma. Esso è più frequente nei maiali e nei polli, molto raro nel cavallo, per la conformazione dell’estremità cardiale dell’esofago per questa specie è un sintomo grave anche perché può portare alla lacerazione gastrica a livello della grande curvatura oppure causare polmonite ab ingestis perché il materiale in caso di glottide aperta può entrare nel faringe. Del vomito è importante valutare l’intervallo che lo separa dal pasto, se è breve è spesso dovuto a gastrite acuta. In più si valuta la frequenza del vomito che sarà maggiore in occlusioni intestinali, malattie nervose ecc. In più bisogna osservare l’odore, il colore, la reazione e la presenza di corpi estranei che ci possono fornire utili elementi per la diagnosi.

Alcune delle cause più frequenti del vomito sono:

• corpi estranei in faringe

• malattie di esofago (stenosi)

• malattie dello stomaco (replezione, gastrite acuta ecc)

• malattie dell’intestino (occlusione)

• malattie del peritoneo

• malattie del cervello

Defecazione:

Della defecazione si valutano:

• l’atteggiamento che l’animale assume nell’emissione delle feci, questo può cambiare in tutte le condizioni che riducono la motilità del treno posteriore (lesioni di colonna vertebrale, problemi alle articolazioni del treno posteriore ecc.)

• la frequenza, questa varia da specie a specie e nell’ ambito della stessa specie anche da soggetto a soggetto. Nell’ ambito del patologico alterazioni significative possono rappresentare diarrea e stitichezza. Si parla di diarrea non solo quando la frequenza della defecazione è aumentata ma in ogni caso di alterazione della consistenza delle feci (feci poltacee).

Nella genesi della diarrea intervengono diversi meccanismi:

• aumento della motilità intestinale

• riduzione del riassorbimento di liquidi

• aumento della secrezione da parte delle mucose intestinali Questi tre fattori intervengono in diverso ordine oppure contemporaneamente. La diarrea di frequente è accompagnata da dolore (prima della defecazione) oppure da tenesmo (ripetuta e prolungato atteggiamento di defecazione senza emissione di feci) dovuto a irritazione della mucosa rettale.

La diarrea nel cavallo è spesso dovuta a patologie dell’intestino crasso dove il contenuto permane a lungo e qui avviene in massima parte il riassorbimento di liquidi, perciò eventuali infiammazioni di questo tratto che riducono il riassorbimento o ne aumentano la motilità inducono l’emissione di feci molli. Nei carnivori il riassorbimento di acqua avviene nel tenue perciò patologie che coinvolgono questo segmento causano la diarrea. Nei carnivori la diarrea si accompagna anche a riduzione dell’appetito, mentre negli erbivori questo non succede.

La diarrea accompagna diversi processi morbosi come:

• enterite acuta

• diarrea dei poppanti

• coccidiosi

• avvelenamenti

• alcune malattie infettive (paratubercolosi, enterite tubercolare, carbonchio ematico, peste suina ecc.)

Per stitichezza si intende l’emissione di feci dure e in quantità ridotte condizioni dovute alla prolungata permanenza nell’intestino e quindi maggior assorbimento di acqua. In questi casi le feci appaiono coperte da muco o striate di sangue. Sono condizioni causate spesso da: peristalsi più lenta o contrazione spastica degli sfinteri e delle valvole oppure ad errori alimentari come la somministrazione di cibi troppo ricchi in cellulosio e ossa oppure alla scarsa masticazione. Nei cavalli la stipsi è spesso legata a problemi del crasso nei ruminanti al rumine. Si parla di defecazione sospesa quando non c’è emissione per 12 ore e all’esplorazione rettale l’ampolla è vuota. In questi casi si sospetta occlusione intestinale oppure cambiamenti di posizione dell’intestino. La defecazione involontaria invece consiste nell’emissione improvvisa di feci senza che l’animale assume la caratteristica posizione è legata a lesioni nervose del tratto lombo-sacrale oppure a paura.

 

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