Ritenzione Urinaria

Cosa si intende per ritenzione urinaria?

Per ritenzione urinaria intendiamo la presenza di urina nella vescica con incapacità allo svuotamento, il grado estremo di alterazione della minzione è l’incapacità stessa di urinare, che porta alla ritenzione vescicale d’urina. E’ fondamentale distinguere la ritenzione vescicale di urina dall’anuria, situazione in cui la minzione non può avvenire per il fatto che la vescica è vuota.

ritenzione-urinaria

Criterio necessario per la diagnosi di ritenzione vescicale d’urina è la dimostrazione del “globo vescicale”, che può essere fatta in genere obiettivamente con la palpazione e soprattutto con la percussione della regione ipogastrica, e nei casi incerti con l’ecografia, con la radiografia diretta dell’addome, o se necessario con il cateterismo (se si prevede che questa manovra possa essere al tempo stesso diagnostica e terapeutica). La ritenzione d’urina può essere acuta o cronica, in relazione al tempo di comparsa, e incompleta o completa in relazione all’entità.

Ritenzione urinaria acuta

La ritenzione acuta d’urina può insorgere sia in un soggetto con funzioni delle basse vie urinarie normali, sia in un soggetto che già presentava disturbi della minzione, specialmente con ritenzione cronica incompleta di urina. Le cause che più frequentemente portano a una ritenzione acuta agiscono con il meccanismo dell’improvviso aumento delle resistenze uretrali: tra queste ricordiamo la congestione prostatica in un paziente con iperplasia della prostata, la flogosi prostatica acuta, l’occlusione uretrale da coaguli in un paziente con ematuria, l’incuneamento di un calcolo in uretra.

Meno spesso il meccanismo della ritenzione è quello dell’insufficienza del detrusore, come nel caso dell’assunzione di farmaci anticolinergici che ne riducono la contrattilità o quando si verifica una notevole distensione vescicale per ritardo volontario o forzato della minzione o per un improvviso aumento della diuresi dovuto ad assunzione di notevoli quantità di liquidi o di sostanze ad azione diuretica. La ritenzione acuta d’urina è facile da riconoscere sia per la sintomatologia soggettiva, sia per il riscontro obbiettivo del cosiddetto ‘globo vescicale’. In genere la ritenzione acuta d’urina è completa, a volte può essere incompleta, per il fatto che il paziente riesce a urinare piccole quantità d’urina; in tal caso la minzione è frequente, difficoltosa, spesso dolorosa.

Ritenzione urinaria cronica

La ritenzione cronica d’urina può essere incompleta o completa: la ritenzione incompleta è caratterizzata dal non totale svuotamento vescicale con la minzione, ossia dalla presenza di un costante ristagno vescicale di urina; con il tempo la ritenzione incompleta può gradualmente peggiorare e diventare completa.

Il meccanismo della ritenzione cronica di urina consiste sempre nell’insufficienza del detrusore a vincere le resistenze uretrali; come è già stato detto, a volte la causa di insufficienza del detrusore consiste in una alterazione dell’innervazione periferica, ma molto più frequentemente l’insufficienza detrusoriale è secondaria a un ostruzione cervico-uretrale che agisce per molto tempo. Le cause di ostruzione sono molteplici: patologie congenite come le valvole uretrali determinano un’ostruzione a volte molto severa per l’opposizione al flusso dei lembi valvolari; lesioni neurologiche di vario tipo possono causare ostruzione con la contrazione dissinergica degli sfinteri uretrali.

La cosiddetta malattia del collo vescicale, caratterizzata dall’incompleta apertura del collo vescicale (o sfintere liscio) per causa sconosciuta, spesso congenita, causa un’ostruzione non grave ma pericolosa per il fatto che frequentemente l’ostruzione passa inosservata fino alla comparsa di complicanze; l’iperplasia della prostata e il cancro della prostata causano ostruzione schiacciando l’uretra prostatica che decorre appunto nella ghiandola prostatica; le stenosi dell’uretra causano ostruzione a causa della riduzione del diametro del canale uretrale; l’uretrocistocele (eccessiva mobilità dell’uretra e della vescica per alterazione dei sistemi di sostegno) causa ostruzione in quanto l’abbassamento vescicale provoca un’angolazione dell’uretra.

La ritenzione cronica incompleta non presenta segni particolari di per se stessa, se non il possibile riscontro obbiettivo di una ottusità ipogastrica; più evidenti sono invece solitamente gli altri segni della patologia di base: disuria, pollachiuria, riduzione del mitto, urgenza minzionale. La ritenzione cronica completa si manifesta per l’incapacità del paziente di urinare: di solito egli nota una progressiva riduzione del mitto per alcuni giorni a cui segue il blocco completo della minzione. Alla ritenzione può essere associata l’iscuria paradossa, ossia la perdita involontaria di piccole quantità di urina.

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