Malattia Di Ménière

I sintomi riguardano sia il labirinto anteriore che quello posteriore, nello specifico presenta:

•        ipoacusia

•        acufeni

•        vertigine

•        sensazione di “fullness” auricolare, cioè una sensazione di orecchio pieno

Questa patologia ha un andamento cronico, si ripresenta sotto forma di crisi.

 

L'eziopatogenesi è sconosciuta. Tradizionalmente, la malattia di Ménière viene attribuita all'idrope endolinfatica, cioè un aumento di volume dei liquidi endolinfatici che provoca sofferenza e danno alle strutture recettoriali sia cocleari che del labirinto posteriore.

 

Sebbene colpisca determinate razze e sia più frequente in alcune famiglie, la comprensione di questa malattia è tutt'oggi molto limitata e non si è ancora arrivati a nulla di certo.

Il vero problema di questa patologia è che il Menierico non guarisce, in quanto la malattia ha andamento cronico, ed alternerà periodi in cui sta bene con periodi in cui sta male. E' presente una terapia sintomatica che allevia i sintomi in fase acuta, ma una terapia che previene le crisi non è ancora presente.

La malattia di Ménière è un'ipoacusia fluttuante; la capacità uditiva dei Menierici sale e scende a seconda del momento di crisi, rendendo difficile protesizzare un menierico.

La terapia della Ménière si divide in:

•        terapia delle crisi → durante somministro un cortisonico, un farmaco osmotico e cerco di gestire la crisi.

Il problema del menierico è che lui sta male sempre, anche tra le crisi (sebbene stia meglio rispetto alla crisi vera e propria), in quanto non ha tempo per stabilizzarsi e vive anche psicologicamente male in attesa della crisi successiva. Allora si causa un danno stabilizzato al labirinto o per via medica(tossica) o per via chirurgica.

•        via medica → deafferentazione tramite gentamicina. La gentamicina è un antibiotico tossico per il recettore otologico sia audiologico che vestibolare (particolarmente per quello vestibolare), quindi facciamo delle punture intratimpaniche di gentamicina, questa viene assorbita, le cellule ciliate vengono danneggiate, il labirinto non ha più recettori ma ci si troverà di fronte ad una lesione stabilizzata. Starà peggio per un periodo ma subito dopo non avrà più crisi

•        deafferentazione chirurgica → neurectomia, con un intervento piuttosto invasivo, oppure abbiamo degli interventi  di shunt endolinfatico che cercano di deviare il flusso di endolinfa in maniera tale che non si formino più queste idropi, questi accumuli di endolinfa.