Evoluzione mutazionistica

La riscoperta, nel l900, delle leggi di MENDEL associata all’osservazione delle mutazioni, diede modo al botanico DE VRIES di avanzare una nuova teoria trasformista, quella dell’evoluzione mutazionistica.

L’evoluzione cioè è aleatoria ed ha luogo in conseguenza di variazioni fortuite, ereditarie, e discontinue : cioè le mutazioni. Quindi i nuovi cardini di essa sono:  la mutazione, la selezione, l’isolamento ed i cambiamenti di popolazione. 

La riscoperta, nel l900, delle leggi di MENDEL associata all’osservazione delle mutazioni, diede modo al botanico DE VRIES di avanzare una nuova teoria trasformista, quella dell’evoluzione mutazionistica.

L’evoluzione cioè è aleatoria ed ha luogo in conseguenza di variazioni fortuite, ereditarie, e discontinue : cioè le mutazioni. Quindi i nuovi cardini di essa sono:  la mutazione, la selezione, l’isolamento ed i cambiamenti di popolazione. 

La selezione naturale secondo le nuove vedute, che possono essere ascritte ad un neo-darwinismo mutazionista, si opera quindi sulle mutazioni improvvise, mutazioni che hanno più probabilità di mantenersi quando si isolano gli individui che le presentano (similmente all’isolamento effettuato artificialmente effettuato allevatori ), e quando gli stessi individui non vengono assorbiti da popolazioni piuttosto vaste di altri individui che le stesse mutazioni non presentano.

I cambiamenti di popolazione rianno la loro espressione nelle onde di popolazione, il che sta a significare che se in una data popolazione gli individui mutanti sono in maggioranza è molto più probabile che una mutazione si mantenga che non in una popolazione in cui essi, invece, sono minoranza. Il carattere di questa minoranza può permanere egualmente, ma a condizione che avvenga l’isolamento.

Molti ormai sono gli studiosi che hanno aderito alla teoria dell’evoluzione mutazionista, che trova molto conforto nelle varie osservazioni già compiute nelle popolazioni di specie animali e vegetali.