Malattie da Batteri

La cute è molto resistente alla colonizzazione da parte di batteri patogeni.

La cute è molto resistente alla colonizzazione da parte di batteri patogeni. L’equilibrio è rotto dall’aumento del tenore idrico, che porta in soluzione o sospensione nuovo materiale nutritizio, dall’abolizione della flora residente (tra cui stafilococco, escherichia coli e propionibacterium acnes, che vive nella profondità del follicolo) da parte di interventi sterilizzanti più o meno selettivi, o da alterazioni metaboliche come il diabete o ipertrigliceridemia che variano quantitativamente e/o qualitativamente il materiale nutritizio.

Tra le infezioni batteriche cutanee vengono individuate le infezioni da batteri piogeni (streptococco e stafilococco): sono un gruppo di affezioni cutanee genericamente definite come piodermiti, anche se la formazione di pus non è comune a tutte. Esse si distinguono tra loro per il livello di profondità della cute in cui si realizza il processo infettivo.

 IMPETIGINE VOLGARE

È una frequente malattia infantile, altamente contagiosa, di cui si distinguono due forme.

La forma non bollosa, epidemica, più frequente, a eziologia mista (ma più frequentemente streptococcica, del gruppo A nefritogeno), è di comune riscontro in estate. La lesione primitiva è una vescicola subcornea molto fragile con alone eritematoso. Alla sua rottura segue un’essudazione che si rapprende in croste giallo-brunastre. La lesione si estende perifericamente, senza risoluzione centrale. Istologicamente, Ia bolla è costituita da un distacco subcomeo e contiene un tappeto di neutrofili e gruppi di batteri. Si diffonde molto rapidamente fino a coprire ampie aree, ed è accompagnata da febbricola e malessere. Le sedi più colpite sono il volto (particolarmente il naso, a volte con rinite) e gli arti, nelle sedi di traumi o di punture di insetto, o affette da dermatite atopica. Le regioni palmoplantari e le mucose sono risparmiate.  Eccezionalmente può dare come complicanza la glomerulonefrite acuta post-streptococcica.

La forma bollosa, sporadica, a eziologia stafilococcica, ha un esordio caratterizzato da una bolla subcornea di qualche centimetro di diametro, relativamente più resistente. Tutto il corpo può essere interessato, inclusi palmo, piante e mucose.

 ERISIPELA

È un processo infettivo acuto che interessa l’epidermide e il derma, causato principalmente dallo streptococco b-emolitico di gruppo A. Generalmente colpisce giovani in buona salute. La stasi linfatica e Ie procedure chirurgiche (safenectomia) sono fattori favorevoli nelle localizzazioni agli arti inferiori; il diabete in quelle al volto. Una causa frequente è il piede d’atleta: può essere colonizzato dallo streptococco, che  risale attraverso i linfatici.

Ha esordio improvviso, febbrile, con brividi e malessere generale. Nel bambino possono aversi convulsioni e nell’anziano stato stuporoso. Compare quindi una chiazza intensamente eritematosa, rilevata (a scalino), a bordi netti con digitazioni periferiche. La superficie è liscia e lucida, ma, soprattutto agli arti inferiori, può presentare bolle, petecchie e zone purpuriche o necrotiche. Talvolta il processo guarisce in un punto per riapparire poco distante (erisipela migrante). Le sedi elettive sono il volto (a mascherina) e la gamba, dove peraltro il bordo è meno netto che altrove.

L’erisipela va distinta dalia tromboflebite, in cui l’eritema e l’edema sono lineari e chiaramente localizzati sopra una struttura vascolare facilmente palpabile.  È importante distinguerle, perché, mentre nella tromboflebite è opportuno dare anticoagulanti, la somministrazione di tali farmaci in corso di erisipela permette la diffusione del battere per via dei suoi enzimi.

Siccome l’erisipela distrugge i linfatici della zona colpita (la gamba rimane linfoadenomatosa, fino ad una vera e propria elefantiasi), che non si riformano, è necessaria una diagnosi immediata con inizio di una terapia sistemica con penicillina, cefalosporine o macrolidi, che risulta rapidamente efficace.

 FLEMMONE

Detto anche “cellulite”, è un processo infettivo che interessa il derma profondo, ma soprattutto l’ipoderma. Gli arti inferiori sono la sede più comune e i soggetti diabetici sono ad alto rischio: può comunque colpire qualsiasi sede, di solito in seguito a un trauma che ha permesso l’entrata dei batteri. Compare una placca eritematosa e infiltrata, calda e dolente, a margini meno netti che nell’erisipela, talora ma non necessariamente febbrile. Bolle e porpora possono essere presenti. Coesiste spesso linfangite e linfadenite satellite dolorosa. Il decorso è acuto o subacuto e termina in genere nell’ascessualizzazione della placca e nello svuotamento, spontaneo o chirurgico, della sacca. Staphilococcus aureus è in genere il microrganismo responsabile. Per fare la diagnosi ci si può aiutare con l’ecografia. La terapia è antibiotica, soprattutto in fase iniziale. Più avanti è indispensabile l’incisione chirurgica.

 IDROSADENITE

Si tratta di un fenomeno infiammatorio cronico, con noduli infiammatori che si ascessualizzano (iI pus è sempre sterile o presenta germi residenti); la colliquazione e l’ulcerazione esitano in cicatrici retraenti. Colpisce elettivamente Ie aree ricche di ghiandole apocrine (cavo ascellare, lungo la linea mammaria) in ambo i sessi. È frequente alle ascelle a causa della depilazione.

 

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