Precancerosi Cutanee

Sono lesioni di per sé benigne, che hanno la potenzialità di evolvere col passare del tempo in carcinomi.

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Cheratosi attinica o solare

È la più comune delle precancerosi cutanee. È un’alterazione circoscritta della cute fotoesposta (per disordini maturativi dell’epidermide, che, danneggiata dai raggi, non riesce a riformarsi bene) caratterizzata da un’ipercheratosi aderente, risultato di alterazioni epidermiche che tardivamente possono progredire verso il carcinoma spinocellulare.

Le lesioni sono dovute all’effetto cumulativo delle radiazioni solari sulla cute e sono più comuni in soggetti con pelle chiara in media o tarda età; inoltre, il colore azzurro degli occhi e la presenza di efelidi sembrano aumentare il rischio. Si sviluppano soprattutto su volto, dorso delle mani e superficie estensoria degli avambracci.

Corno cutaneo

Il primo aspetto è un’area teleangectasica di 1-2 mm di diametro; progressivamente la lesione diventa ipercheratosica e ben apprezzabile alla palpazione (sensazione di “granello di sabbia”). La squama è caratteristicamente ben adesa e il suo distacco determina un Iieve sanguinamento. Molto frequentemente gli elementi sono multipli. Il diametro delle lesioni varia da qualche millimetro a qualche centimetro. Talvolta l’ipercheratosi è tale da realizzare un aspetto simile a un corno detto appunto: corno cutaneo.

Precancerosi quando?

Quando la lesione tende a rilevarsi sulla superficie cutanea con comparsa di un alone eritematoso periferico o un’erosione superficiale, si deve sospettare l’evoluzione verso un carcinoma spinocellulare.

Terapia per la cheratosi attinica o solare

La terapia consiste nell’asportazione di tutti gli elementi possibili (curettage), nella fotoprotezione ed eventualmente nella somministrazione dell’acido retinoico (vitamina A) che fa ridifferenziare i cheratinociti.

Cheilite solare

È una forma di cheratosi solare a localizzazione labiale, soprattutto inferiore. Inizialmente compaiono eritema ed edema, poi secchezza e desquamazione e più tardi papule o placche grigiastre, ragadi, vescicole, erosioni e croste. È possibile l’evoluzione verso un carcinoma spinocellulare, con rischio di metastasi relativamente alto.

Terapia della cheilite solare

Quando possibile, si ricorre all’asportazione chirurgica.

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