Antiepilettici

Anche di epilessia ne esistono molti tipi; le crisi si possono suddividere in:

•Crisi parziali (focali, locali) – si sentono tintinnii, odori particolari o sapori.

•Crisi generalizzate – colpiscono aree cardine o molto estese; possono essere suddivise, a seconda del coinvolgimento delle attività motorie, in:

◦Assenza o piccolo male – perdita incosciente di contatto con il mondo esterno.

◦Cloniche e toniche – crisi ripetute e spastiche.

Anche di epilessia ne esistono molti tipi; le crisi si possono suddividere in:

•Crisi parziali (focali, locali) – si sentono tintinnii, odori particolari o sapori.

•Crisi generalizzate – colpiscono aree cardine o molto estese; possono essere suddivise, a seconda del coinvolgimento delle attività motorie, in:

◦Assenza o piccolo male – perdita incosciente di contatto con il mondo esterno.

◦Cloniche e toniche – crisi ripetute e spastiche.

◦Grande male – crisi convulsiva con perdita di coscienza, e comparsa di contrazioni muscolari spiccate e violente. Possono colpire i muscoli facciali con serrata della bocca e possibile ostruzione delle vie respiratorie. Si ha frequente incontinenza dei sistemi vegetativi (incontinenza urinaria). La crisi passa ma si può avere perdita neuronale dovuta alla liberazione di aminoacidi eccitatori.

Gli aminoacidi eccitatori possono causare danni neuronali in quanto favoriscono l'ingresso di calcio nelle cellule e portano all'induzione dell'apoptosi e la morte neuronale (per la cocaina si ha lo stesso processo, una dose di cocaina porta alla morte di circa 10mila neuroni).

Nei bambini si possono sviluppare crisi epilettiche da ipertermia, imputate alla quarta malattia, legate alla fragilità della barriera ematoencefalica. Queste forme tendono a scomparire con la crescita.

L'origine nella malattia non è nota, si ha un'alterazione dell'eccitabilità neuronale, ipereccitabilità anomala dovuta a moltissimi fattori, le cause sono le più varie: si possono avere aumento della temperatura come nel caso del colpo di calore, ormoni tiroidei, alterazioni idrosaline come ipopotassemia, glicocorticoidi. La responsabilità di questa ipereccitabilità neuronale è da imputare alla particolare forma di alcuni canali ionici, che determina la maggiore permeabilità per uno ione ed una iperreattività. Si ha anche un'alterazione genetica che porta alla produzione della proteina anomala.

L'ipotesi più accreditata è che la malattia sia una serie di malattie che si evidenziano producendo un canale ionico alterato, che può essere del potassio o del cloro. Quindi le epilessie non sono tutte uguali sia per quanto riguarda la sintomatologia, sia per la capacità di diffondere.

Se la sintomatologia è assonale si può avere un'estensione ampia della crisi epilettica, se invece si ha il coinvolgimento di pochi corpi cellulari la crisi può non espandersi.

Barbiturici

Inizialmente si sono utilizzati i barbiturici in quanto questi farmaci agiscono sul canale al cloro rendendo il corpo cellulare del neurone meno eccitabile. I barbiturici sono stati utilizzati anche nelle forme gravi; ma questi farmaci non hanno selettività d'azione, sono utili in crisi con larga diffusione in quanto i canali al cloro sono presenti in molti distretti. Si usano nel grande male e nelle epilessie infantili, in quanto sono i più sicuri, non interferiscono con altre funzioni (per esempio le benzodiazepine producono un'alterazione della produzione dell'ormone somatotropo).

La sedazione da barbiturico però è rilevante, anche se l'organismo si adatta alla nuova situazione; un altro effetto non trascurabile è dato dall'induzione enzimatica. Assumendo fenobarbitale costantemente per proteggersi dalle crisi epilettiche si va incontro all'aumento degli enzimi del CYP450.

Primidone e mefobarbital.

Profarmaci del fenobarbital. Il secondo è un profarmaco che comincia ad avere attività solo dopo il metabolismo epatico. Non stante l'induzione enzimatica il farmaco non viene metabolizzato subito ma si ha il prolungamento dell'attività. Il primidone invece ha già di per sé un certo effetto.

La sonnolenza può essere diminuita con le amfetamine, che non contrastano però l'effetto antiepilettico.

Idantoine

Anche questi farmaci sono antiepilettici, si utilizzano anche per il controllo dell'eccitabilità cardiaca; agiscono principalmente sui canali al sodio, responsabili della corrente di depolarizzazione che permette la propagazione dello stimolo.

Difenilidantoina.

Non è un farmaco facilmente gestibile in quanto presenta una serie di effetti collaterali rilevanti quali effetti cardiaci (utile se di tipo aritmico) con depressione dell'attività che possono determinare la comparsa di foci ectopici, ipertrofia gengivale, depressione midollare e sdoppiamento della vista.

Succinimmidi e ossazolidindioni

Sono farmaci di cui non si conosce bene il meccanismo; funzionano nel piccolo male ma peggiorano il quadro clinico del grande male. Una possibile spiegazione era che interferissero con un fattore che concorreva a delimitare la propagazione dello stimolo. Attualmente questa ipotesi è criticata. Sono poco usati e sono stati sostituiti.

Altri farmaci

Carbamazepina.

Derivato delle benzodiazepine; nonostante un'analogia strutturale con le benzodiazepine ha come bersaglio primario i canali al sodio; non si può escludere anche un potenziamento del GABA.

Per questi farmaci si ha un uso clinico ma non se ne conosce bene il meccanismo; un'ipotesi  recente è che abbiano anche effetti inibitori sugli aminoacidi eccitatori. Si ha tutta una serie di ipotesi che vale la pena considerare: il ruolo dell'adenosina, che può essere un mediatore inibitorio e viene prodotto durante le crisi epilettiche.

Acido valproico (dipropilacetato).

Inibitore del reuptake del GABA; potenzia il suo meccanismo inibitorio.

Acetazolamide.

Trattata tra i diuretici, inibitore dell'anidrasi carbonica usato nel mal di montagna. L'alcalosi può essere prodotta anche da crisi epilettiche.

I nuovi farmaci hanno anche meccanismi d'azione accessori.

Vigabatrina e gabapentina.

Hanno come bersaglio primario il GABA, presentano anche un sito di legame diverso che prevede un meccanismo d'azione addizionale sconosciuto.

Felbamato e topiramato.

Sono inibitori degli aminoacidi eccitatori, non sembrano avere altri meccanismi.

Sono tutti sedativi, si possono manifestare disturbi di rallentamento nell'adattamento allo spazio, si possono avere disturbi ormonali e farmaci come succinimmidi e ossazolidindioni danno problemi al midollo emopoietico come anemia, piastrinopenia e agranulocitosi.

 

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