Disturbi Respiratori Mortali

Arresto del respiro

Arresto del respiro

Ad ogni perdita dei sensi, accompagnata da disturbi respiratori, può seguire l’arresto del respiro. Perciò, in ogni soggetto che abbia perduto i sensi, come prima cosa, si deve accertare il respiro. Constatato o sospettato l’arresto del respiro, si può salvare quella vita, solo donando il proprio fiato! Ogni istante è prezioso! Con la respirazione, le cellule del nostro corpo vengono rifornite ininterrottamente di ossigeno. Con l’espirazione viene eliminata l’anidride carbonica; il cervello, più di ogni altro organo del nostro corpo, ha bisogno di molto ossigeno ed è sensibilissimo alla sua mancanza. Già dopo pochi minuti di insufficiente ossigenazione, le cellule cerebrali subiscono danni irreversibili. “Senza ossigeno non c’è attività cerebrale – senza attività cerebrale non c’è respirazione – senza respirazione non c’è vita".

Il centro del respiro nel cervello regola l’alternarsi dei movimenti respiratori di inspirazione e di espirazione.  Questi movimenti regolano:

– la dilatazione dello spazio endotoracico e l’espansione del polmone = inspirazione;

– il restringimento del torace e la costrizione del polmone = espirazione.

Questi movimenti sono percettibili, dall’esterno, al torace e all’addome. Con l’inspirazione l’aria giunge agli alveoli polmonari passando attraverso il naso (o la bocca), la faringe, la laringe, la trachea e i bronchi. Negli alveoli avviene lo scambio dei gas, ossia l’ossigeno viene captato dai globuli rossi del sangue e da essi convogliato a tutto il corpo. Nello stesso tempo i globuli rossi cedono l’anidride carbonica raccolta nel loro giro. L’anidride carbonica viene eliminata con l’aria espirata, ma soltanto una parte dell’ossigeno inspirato viene utilizzato. La parte non utilizzata viene nuovamente espirata. Il ritmo respiratorio è condizionato dalla necessità di ossigeno. Nella fatica fisica il ritmo si fa più frequente. Gli adulti respirano più lentamente dei bambini.

Effetti: Nessun rumore respiratorio (murmure respiratorio assente) . Al controllo del respiro nessun movimento

Pericolo: Morte per mancanza di ossigeno

Interventi:

– Appena constatato l’arresto del respiro chiamare l’ambulanza con massima urgenza(118)

– Flessione della testa all’indietro per liberare le vie respiratorie

– Insuccesso! Rianimazione bocca – naso

– Insuccesso ancora! Rianimazione bocca – bocca

– L’insuccesso permane! Controllo della bocca e della gola ed allontanamento di eventuali corpi estranei

– Riprendere la rianimazione bocca – naso

– Dopo una rianimazione coronata da successo: posizione di sicurezza e controllo del respiro e del polso.

– A nuovo arresto della respirazione: nuova rianimazione.

Delucidazioni: Constatato l’arresto della respirazione, non perdere tempo in preparativi inutili. Essi rubano tempo prezioso. Con la flessione della testa all’indietro si aprono le vie respiratorie profonde. Sospingendo nello stesso tempo, la mandibola verso l’alto e in avanti e chiudendo la bocca, la lingua viene spostata in avanti e in alto, rendendo libere le prime vie aeree. La riattivazione della respirazione è percettibile sia alla vista sia all’udito. Nella respirazione artificiale, la via bocca-naso rispecchia la respirazione naturale. Seguendo il metodo bocca-bocca, una parte dell’aria polmonare immessa può penetrare nello stomaco. La posizione della testa, durante la rianimazione, può modificarsi. Il soccorritore riceve l’impressione che le vie aeree siano occluse. Ad insuccesso della respirazione bocca-naso, dopo correzione della posizione della testa, il soccorritore passa alla rianimazione bocca-bocca. Se, nonostante le descritte manovre, l’immissione del fiato non riuscisse, bisogna esplorare la bocca e la gola ed allontanare eventuali corpi estranei. Movimenti al collo e al torace significano che l’immissione del fiato riesce. Il soccorritore interrompe la rianimazione ed osserva. Se gli atti respiratori spontanei fossero irregolari o insufficienti, egli riprende la respirazione artificiale. Il soccorritore sospende la rianimazione all’arrivo di soccorso qualificato (medici, infermieri specializzati) o qualora un medico ne disponesse l’interruzione. Il successo della rianimazione si manifesta con la normalizzazione del colorito della pelle, specie al letto ungueale, ai lati delle orecchie, alle labbra; infine con la ripresa della respirazione spontanea. Permane ancora però lo stato di incoscienza e il pericolo di aspirazione.

Modalità:

– Rovesciamento della testa all’indietro (“manovra di sopravvivenza”)

– La vittima giace supina

– Il soccorritore, in ginocchio, di lato all’altezza della testa:

– pone una mano sulla fronte, all’attaccatura dei capelli, e l’altra al mento

– Spinge il labbro inferiore verso quello superiore con il pollice posto fra il labbro e il mento e chiude la bocca

– Con entrambe le mani rovescia la testa sulla nuca e la mantiene in quella posizione

Respirazione bocca-naso:

– Il soccorritore, in ginocchio di lato, come detto sopra, rovescia la testa della vittima all’indietro fino alla massima estensione del collo e ne serra le labbra

– A bocca spalancata, inspira profondamente

– Applica la propria bocca spalancata sul viso della vittima, attorno al naso, e vi soffia dentro il fiato

– Solleva la propria testa, la volge di lato.

– Osserva l’abbassarsi della gabbia toracica o dell’addome, eventualmente tende l’orecchio per sentire il sibilo dell’aria espirata, inspira di nuovo profondamente ed espira il proprio fiato con forza nei polmoni della vittima.

– Prosegue seguendo il proprio ritmo respiratorio

– In caso di stanchezza (scintille davanti agli occhi): breve pausa mantenendo immutata la posizione della testa della vittima.

Correzione della posizione della testa:

– Rimettere la testa diritta

– Rovesciarla di nuovo sulla nuca fino alla massima estensione del collo.

– Respirazione bocca – bocca:

– Posizione della testa immutata

– Il pollice e l’indice della mano, poggiata sulla fronte serrano le narici

– Aprire di poco la bocca della vittima ed immettervi il proprio fiato

Rimozione di corpi estranei dalla bocca e dalla gola:

A: Apertura della bocca

– Porsi in ginocchio vicino alla vittima

– I pollici posti sul mascellare inferiore

– Gli indici agganciano la mandibola all’angolo mandibolare e i pollici spingono la mandibola in basso

– Un pollice spinge la guancia fra le due fila di denti e mantiene la bocca aperta

B: Allontanamento di corpi estranei

L’ indice dell’altra mano esplora la bocca e la gola il più profondamente possibile ed estrae il corpo estraneo

Respirazione artificiale nei bambini e nei lattanti

– Il rianimatore applica la sua bocca aperta sopra la bocca e il naso del bambino, rovesciandogli la testa sulla nuca

– Il ritmo delle inspirazioni deve essere più rapido rispetto a quello per gli adulti (30/40 al minuto)

– Regolare la pressione ricordando che i polmoni dei bambini hanno una capacità molto minore di quella di un adulto Ingestione di corpi estranei

Effetti: I corpi estranei che penetrano nelle vie aeree superiori provocano forti accessi di tosse. Se bloccati nelle vie aeree, provocano rumore respiratorio sibilante, prolungato; se bloccati nel tubo digerente, provocano disturbi della deglutizione e dolori

Pericolo: Soffocamento

Interventi: Corpi estranei bloccati nelle vie respiratorie:

– Con busto penzoloni dare colpi energici fra le spalle per stimolare la tosse. La tosse agevola l’espulsione del corpo estraneo.

Corpi estranei bloccati nel tubo digerente:

– Stimolare tosse e vomito.

– A mancato successo, chiamare l’ambulanza con urgenza.

– Eventualmente, rianimazione bocca-bocca.

Importante: se noto, procurare un doppione dell’oggetto inghiottito da portare all’ospedale con la vittima (es. un pezzo di giocattolo).

Punture di insetto nel cavo orale

Effetti: La puntura di vespa, ape, calabrone nel cavo orale può provocare l’occlusione delle vie aeree per il rapido insorgere di edema delle mucose orali e della lingua

Pericolo: Soffocamento

Interventi:

– Far succhiare ghiaccio in continuazione

– Chiamare l’ambulanza con urgenza per il pericolo di soffocamento.

NB: il veleno dell’ape è acido; lo si neutralizza con toccature di soluzione diluita di ammoniaca. Il veleno della vespa è basico; lo si neutralizza con aceto o succo di limone. Togliere il pungiglione che eventualmente fosse rimasto infisso.

Lesioni della gabbia toracica

L’aria, penetrata nella cavità toracica per ferita al torace comprime il polmone, che non sarà in grado di partecipare alla respirazione.

Effetti:

– Ferite penetranti al torace

– Rumore sibilante come labbra che sorbiscono un liquido

– Crescenti difficoltà respiratorie

Pericolo:

– Difficoltà respiratorie sempre più gravi per le mutate condizioni endotoraciche

– Morte per mancanza di ossigeno

Interventi:

– Comprimere sulla ferita il primo fazzoletto pulito che capiti sotto mano

– Coprire poi la ferita con garza sterile, applicarvi sopra strisce di cerotto, una sull’altra = occlusione tenuta d’aria

– Comprimere un fazzoletto umido sopra l’occlusione embricata

– Mantenere la compressione fino al ricovero all’ospedale

– Non reperendo il fazzoletto, mantenere la compressione con il palmo della mano

– Facilitare la respirazione con la posizione propria del caso (semiseduto)

– Chiamare l’ambulanza con massima urgenza (118)

– Proibire di bere, mangiare, di fumare.

Modalità:

– Facilitare la respirazione con posizione appropriata (semiseduto)

– Il ferito, semiseduto a terra, si sostiene con le braccia tese all’indietro

– Oltre alle proprie braccia deve trovare un altro appoggio

Lesione degli organi endotoracici

Contusioni gravi o traumi da corpi smussi, possono provocare rotture grossolane o lacerazioni o scoppi degli organi endotoracici senza apparenti ferite esterne. Una sola costola fratturata può, a volte, ferire il polmone. Il polmone viene progressivamente compresso dal sangue o dall’aria ostacolando lo scambio dei gas.

Effetti:

– Difficoltà di respiro (dispnea): il sinistrato ha fame d’aria

– Può tossire emettendo sangue schiumoso chiaro

– Tenta di sollevarsi per respirare meglio

Pericolo:

– Aggravamento delle difficoltà respiratorie in relazione alle alterate situazioni endotoraciche

– Morte per soffocamento

Interventi:

– Facilitare la respirazione con la posizione propria del caso

– Chiamare l’ambulanza con urgenza (118)

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