Norme di Comportamento con i Minorati

I minorati hanno imparato a vivere con la loro menomazione e sperano che voi di essa non facciate particolarmente caso. Essi sono quasi sempre in grado di cavarsi d’impaccio da soli, perché a questo sono stati educati.

I minorati hanno imparato a vivere con la loro menomazione e sperano che voi di essa non facciate particolarmente caso. Essi sono quasi sempre in grado di cavarsi d’impaccio da soli, perché a questo sono stati educati.

Interventi: In linea di massima, come prima cosa, chiedere: “Scusi, posso esserle utile?”. Se l’offerta viene respinta, non bisogna insistere oltre. Se l’offerta viene accettata, fare ciò che dice il minorato stesso, perché egli solo sa quello che gli occorre.

– Minorati fisici

Principio generale: i minorati possono avere, oltre alla menomazione visibile, altre menomazioni occulte

– Minorati nella deambulazione

Stare con loro anche nella ressa, nel salire o scendere da un mezzo di trasporto, nel salire o scendere da scalini, nel portare pacchetti, sulla neve o sul ghiaccio, nel camminare al proprio fianco, misurando il proprio passo con loro.

– Utenti di sedie a rotelle

Gli utenti di sedie a rotelle che muovono il loro carrozzino da soli azionando una leva o una ruota dentata, spesso hanno bisogno di aiuto soltanto nell’affrontare strade in salita o gradini. Sospingere la carrozzina solo se richiesti. Nel sormontare scalini, sfruttare piani inclinati o superare gli scalini salendo di sbieco. Nel discendere, sbilanciare un po’ la carrozzella all’indietro affinché il minorato non cada. Aiutarlo nella ricerca di una toilette.

– Minorati delle mani

Offrire il proprio aiuto nell’aprire bottiglie o scatole, nel rompere o nell’affettare il pane, essere loro servizievoli nell’entrare o nell’uscire da una porta ecc..

– Minorati della vista

I ciechi si spaventano se qualcuno li tocca inaspettatamente. Bisogna prima rivolgere loro la parola, in modo che possano riconoscere l’interlocutore. Prestare l’aiuto richiesto dallo stesso cieco. Parlare con pacatezza ed essere naturali. Nel camminare, è il cieco che infila il proprio braccio sotto quello dell’accompagnatore, non viceversa. Avvertire quando si incontra uno scalino, un rialzo, una pozzanghera o qualsiasi altro ostacolo. Indicare al cieco gli oggetti di una stanza o guidargli la mano sugli oggetti. A tavola dirgli cosa c’è e domandargli cosa preferisca. Non toccare i ciechi guidati da un cane.

– Sordastri e sordi

I sordastri e i sordi, prima di essere toccati, devono vedere in viso il soccorritore, altrimenti si spaventano. Essi colgono le parole del soccorritore sulle labbra, perciò questi deve mettersi davanti al loro sguardo, con il viso in buona luce. Parlare con lentezza e con chiarezza, con tono di voce normale, senza esagerazione. Esprimersi con frasi brevi. Mettere per iscritto le voci essenziali quando si tratta di argomenti importanti o complicati. Impartire istruzioni per un qualunque lavoro.

– Minorati della favella

I minorati della favella vanno ascoltati con pazienza ed in maniera naturale anche se, nel parlare, facessero errori. Parlare in modo chiaro e comprensibile, ma sempre normalmente, mai in modo bambinesco, neppure coi bambini. Minorati psichici I minorati psichici hanno bisogno di guida e di sorveglianza; ciò non significa però severa custodia; in genere devono essere assecondati nei loro desideri una volta che questi desideri siano stati compresi e intelligentemente approfonditi. Portare con essi molta pazienza. Parlare loro con semplicità e chiarezza, con frasi brevi. Meglio mostrare come deve essere fatta una cosa piuttosto che spiegare a voce. Evitare inutili pantomime. Ripetere loro le cose anche più volte. Dare chiare indicazioni, gradatamente, spiegando una cosa alla volta. Articolare i compiti in una ben ordinata successione.

– Epilettici

I soccorritori che avessero a che fare con malati di epilessia o meglio con soggetti affetti da crisi convulsive, devono tenere presente quanto segue: l’epilessia si manifesta non solo con crisi convulsive ma anche con disturbi della coscienza di breve durata, con depressioni psichiche o malumori, senza cause apparenti. In caso di crisi convulsiva:

    – Allontanare dalle vicinanze del malato ogni oggetto che possa rappresentare pericolo

    – Attendere che l’attacco convulsivo si attenui 

    – Provvedere per l’accompagnamento del malato dal medico

 

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