Triage in Pronto Soccorso

Posto che la diagnosi e la terapia sono atti medici, in questo protocollo si discute della valutazione della priorità di accesso delle patologie traumatiche in pronto soccorso e di quei pochi ma indispensabili trattamenti di autonoma competenza infermieristica che vanno eseguiti direttamente in sala triage. Questo è un protocollo di triage, non un protocollo di assistenza o un trattato di patologia chirurgica. Si dà per scontata nell'infermiere triagista una buona conoscenza dell'anatomia, della patologia, delle tecniche di B.L.S.

Posto che la diagnosi e la terapia sono atti medici, in questo protocollo si discute della valutazione della priorità di accesso delle patologie traumatiche in pronto soccorso e di quei pochi ma indispensabili trattamenti di autonoma competenza infermieristica che vanno eseguiti direttamente in sala triage. Questo è un protocollo di triage, non un protocollo di assistenza o un trattato di patologia chirurgica. Si dà per scontata nell'infermiere triagista una buona conoscenza dell'anatomia, della patologia, delle tecniche di B.L.S. e di immobilizzazione provvisoria. In questo protocollo verranno correlati alcuni valori dei parametri vitali a dei codici di priorità.

 

 

 

Sia chiaro che questi valori vanno intesi come "sufficienti ma non necessari": se durante il triage di un traumatizzato si rileverà una F.R. (frequenza respiratoria) > 30 si dovrà assegnare un codice rosso anche in presenza di uno stato generale del paziente apparentemente buono, se la frequenza sarà di 28 si dovranno valutare il paziente, i suoi parametri vitali e le modalità del trauma e si potrà dare un codice rosso. I valori sono stati ricavati abbassando (a scopo prudenziale) più o meno leggermente quelli trovati nei testi di medicina. Queste modifiche sono state necessarie in quanto la valutazione della severità di un trauma è correlata alle esigenze di un medico dell'emergenza e non a quelle di un infermiere di triage. In ogni pronto soccorso si dovranno valutare periodicamente le schede di triage per poter correggere eventuali tendenze alla sovra/sottostima.

1) Cenni di patologia

Scopo di questa sezione è di offrire la possibilità di un rapido ripasso di alcune delle più gravi patologie traumatiche e sui loro segni e sintomi con particolare attenzione a quelli precoci. Nel caso un concetto appaia completamente nuovo consiglio di approfondirlo su un testo di traumatologia.

1.1. Traumi cranici

– Fratture craniche:

Le fratture del cranio possono essere divise in fratture della volta (sospettabili all'ispezione ed alla palpazione) e fratture della base cranica (sospettabili in caso di epistassi e di otorragie). Se i tessuti molli al di sopra del focolaio di frattura sono interrotti la frattura si dice esposta, se la lesione interessa oltre che i tessuti molli e l'osso anche le meningi vi è una diretta comunicazione del materiale cerebrale con l'esterno (ferita cranio-cerebrale) con rischio di erniazione e di infezione. Possono essere causate, oltre che da un trauma diretto sul punto di frattura, anche da un trauma indiretto (incurvamento delle ossa da compressione, contraccolpi durante violenti traumi di altre regioni). Non c'è un rapporto costante tra presenza di una frattura e/o presenza di danni cerebrali.

Segni e sintomi

Oltre che all'esame fisico del capo bisogna valutare attentamente le condizioni neurologiche. Spesso il paziente è in coma o obnubilato ma può essere anche cosciente ed in alcuni casi perfino lucido e perfettamente orientato.

– Commozioni cerebrali:

A livello anatomopatologico non c'è una correlazione tra gravità del quadro clinico ed il grado relativamente modesto delle lesioni obbiettivabili all'encefalo. Oltre che da azioni traumatiche le commozioni possono essere causate da brusche accelerazioni o decelerazioni del cervello (esempio: anche in assenza di un trauma diretto al capo il cervello di un pedone investito subisce una brusca accelerazione al momento dell'impatto con il veicolo ed una brusca decelerazione al momento dell'urto contro il suolo).

Segni e sintomi

I principali sono l'amnesia peri-traumatica e l'alterazione dello stato di coscienza e/o della lucidità che può variare dal coma grave alla semplice confusione mentale. Inoltre possono essere presenti alterazioni della motilità volontaria, di quella riflessa e del tono muscolare.

– Contusioni e lacerazioni cerebrali:

Per contusioni e lacerazioni cerebrali si intendono aspetti anatomopatologici a cui non corrispondono quadri clinici ben definiti. I focolai contusivi sono contrassegnati da stravasi emorragici ora diffusi ora puntiformi in mezzo alla sostanza nervosa. Anch'esse possono essere dovute a brusche decelerazioni.

Segni e sintomi

In rapporto con le sedi in cui il trauma determina le lesioni si possono osservare sintomi neurologici da focolaio, ma questi possono essere assenti se la contusione o la lacerazione interessano le zone “mute'' degli emisferi. Nei casi più gravi si possono avere deficit circolatori, respiratori, ipertermia, emiparesi, paresi.

– Edemi cerebrali traumatici

Conseguenti direttamente a contusioni e/o lacerazioni cerebrali oppure ad ipossia ed ipercapnia cerebrali, causano un aumento di volume della massa cerebrale. Da sottolineare come l'aumento di volume porti ad una riduzione del letto vascolare con conseguente aggravamento di ipossia ed ipercapnia.

Segni e sintomi

Nei casi più gravi coma decerebrato ma possono essere inizialmente essere presenti anche solo cefalea e/o vomito.

– Ematomi meningei acuti

Sono il prototipo dell'estrema urgenza chirurgica in cui la completa guarigione dipende dalla tempestività della decisione operatoria e quindi da un corretto triage che non faccia attendere inutilmente il paziente prima della visita medica. Gli ematomi possono essere:

– extradurali (tra la teca cranica e la dura madre), solitamente causati dalla rottura di un'arteria o più raramente di una vena e dalla conseguente raccolta di sangue (quasi sempre ad evoluzione rapida) che provoca un distacco della dura madre dal tavolato interno del cranio ed una compressione dell'encefalo.

– sottodurali acuti (tra la dura e la pia madre), raramente presenti da soli più spesso in associazione con contusioni o lacerazioni od edemi cerebrali.

Segni e sintomi

Nei casi più gravi si può avere immediatamente il coma ma il decorso tipico (specialmente nel caso di ematomi extradurali) è caratterizzato da:

1. un'iniziale perdita di coscienza o stordimento al momento del trauma ed un'amnesia peri-traumatica (non sempre presenti);

2. una fase di lucidità (spesso accompagnata da amnesia peri-traumatica), l'intervallo “lucido'' varia solitamente tra 15 minuti e 3~4 ore ma può eccezionalmente essere di 1, 2 o più giorni (per questo non bisogna mai assegnare un codice bianco ad una riferita contusione cranica);

3. un successivo progressivo stato di deterioramento del livello di coscienza caratterizzato da confusione mentale e dalla tendenza del paziente a cadere in uno stato di sopore da cui può essere risvegliato con difficoltà crescente fino a giungere al coma.

Un altro sintomo precoce è il segno di Babinsky (flessione dorsale dell'alluce in seguito a strisciamento sulla cute plantare). In fase avanzata sono spesso presenti bradicardia, bradipnea, ipertensione; ci possono essere segni di lato e midriasi unilaterale; la midriasi bilaterale è spesso segno di uno stadio terminale, difficilmente reversibile.

– Ematomi sottodurali “tardivi”

Dovuti a sanguinamento venoso, possono essere causati anche da traumi minimi che il paziente non ricorda. Fattori predisponenti sono: denutrizione, terapia anticoagulante, alcolismo, malattie della coagulazione, aterosclerosi cerebrale (tipica della senescenza).

Segni e sintomi

Cefalea, turbe psichiche, raramente crisi comiziali e sintomatologia da ipertensione endocranica. Tipica è l'alternanza di remissione ed aggravamento dei disturbi.

1.2 Traumi del rachide

Bisogna sempre sospettare una frattura cervicale in ogni traumatizzato incosciente o con lesioni al di sopra della clavicola e ricordare che le fratture cervicali non comportano necessariamente un danno midollare ma manovre errate possono essere causa di lesione midollare con conseguenze come paraplegia, quadriplegia, morte. Il danno mielico può essere conseguenza dello spostamento dei frammenti ossei di una frattura, di una lussazione dei corpi vertebrali, della formazione di ematomi, di edema del midollo. Da sottolineare come le ultime due cause possano essere indipendenti dalla presenza di fratture.

Segni e sintomi

Nei casi più gravi: shock spinale, respiro diaframmatico, tetra/paraplegia; possono però essere presenti anche solo disturbi della sensibilità. Bisogna sottolineare la possibilità che una frattura vertebrale non dia danni mielici e quindi non porti sintomi neurologici.

1.3 Traumi del torace

– Traumi chiusi

Le contusioni toraciche possono essere complicate da fratture dello sterno e/o delle coste e/o da lesioni viscerali. Le fratture costali sono piuttosto frequenti e si possono avere sia nel punto del trauma sia a distanza (fratture “indirette” dovute all'incurvamento delle coste causato dal trauma). Nei traumi più gravi le coste fratturate possono lacerare pleura e polmone causando un pneumotorace e/o un emotorace. Le fratture costali multiple possono causare una mobilità preternaturale della gabbia toracica causa a sua volta del “respiro paradosso”: ad ogni atto respiratorio c'è un movimento delle coste fratturate in senso opposto a quello delle coste integre con conseguente insufficienza respiratoria. Inoltre la mobilità preternaturale può causare il “movimento mediastinico pendolare”: un movimento ciclico dei grossi vasi mediastinici che riducendo il ritorno venoso può essere causa di shock cardiogeno.

I traumi chiusi del torace possono essere quindi essere aggravati da:

– shock ipovolemico, dovuto ad emotorace (causato da lacerazioni pleuroparenchimali e/o da rotture di vasi parietali o mediastinici);

– shock cardiogeno, dovuto alla compressione e/o dislocazione del cuore e dei grossi vasi (causati da emotorace e/o pneumotorace);

– insufficienza respiratoria acuta, dovuta anch'essa a compressione e/o dislocazione di polmoni e/o bronchi principali oppure ad insufficienza del mantice toracico (causata da fratture costali multiple o da rottura del diaframma); oppure ad ostruzione delle vie aeree (causata da emorragie, rotture bronchiali o tracheali);

– aritmie cardiache.

Segni e sintomi

Le fratture costali, oltre che dai consueti segni di frattura, sono caratterizzate da un aggravamento del dolore con la respirazione profonda, con la tosse e con il movimento.

– Traumi aperti

Possono essere causati da ferite esterne o da soluzioni di continuo delle parti molli provocate dai monconi ossei di coste o sterno fratturati. Possono essere complicati da:

– lesioni degli organi intratoracici.

– pneumotorace chiuso (ingresso “una tantum” di aria nel cavo pleurico) e conseguente collasso polmonare.

– pneumotorace aperto (continuo ingresso ed uscita di aria nel cavo pleurico) e conseguenti collasso polmonare, movimento “pendolare” del mediastino, difficoltà di espansione del polmone dell'emitorace sano, shock cardiogeno.

– pneumotorace “a valvola” (continuo ingresso di aria nel cavo pleurico con difficoltà nell'uscita) con le stesse conseguenze del precedente ma con evoluzione più rapida.

1.4 Traumi dell'addome

Sono causati da contusioni o compressioni. Ci può essere sproporzione tra la gravità di eventuali lesioni viscerali e la forza a volte modesta del trauma che le può causare. Anche per l'addome ci possono essere lesioni viscerali da contraccolpo. Le lesioni dell'intestino possono andare dal semplice ematoma della parete alla rottura totale.

La rottura della vescica è possibile soprattutto se piena al momento del trauma.

La rottura della milza è uno degli eventi più gravi. È da sottolineare come la splenomegalia possa favorire la rottura anche in caso di traumi minimi. È relativamente frequente la rottura “in due tempi”: il trauma determina un ematoma sottocapsulare che si accresce gradualmente fino a causare la rottura della capsula e la conseguente emorragia nella cavità peritoneale.

La rottura del fegato è un altro evento grave ma meno frequente.

Le lesioni renali possono andare dalla semplice contusione con capsula integra ed ecchimosi del parenchima allo spappolamento con lacerazione del peduncolo (arteria, vena, uretere).

Rare sono le lesioni del pancreas solitamente dovute ad urto della regione epigastrica contro il volante.

Le lesioni dei legamenti e dei grossi vasi possono presentarsi da sole o più frequentemente in associazione a lesioni degli organi viscerali.

Segni e sintomi

– Rottura della vescica: dolore immediato ipogastrico; incapacità ad urinare.

– Rottura della milza:

    – shock emorragico (che può essere tardivo: nella rottura “in due tempi” si può avere un periodo di latenza asintomatica tra le 24 ore e alcune settimane);

    – dolore all'ipocondrio sinistro spesso irradiato alla spalla sinistra (segno “di Kehr”);

    -contrattura della parete.

– Rottura del fegato:

    – shock emorragico;

    – dolore all'ipocondrio destro spesso irradiato alla spalla destra;

    -triade “di Finster” (shock con bradicardia, ipertermia, ittero).

– Lesioni renali:

    – ematuria;

    – dolore alla percussione dei lombi (“segno di Giordano").

2) Triage

2.1 Prima dell'arrivo

Nei sistemi di emergenza territoriali più avanzati, il personale addetto alle ambulanze provvede ad assicurare, prima del trasporto, la pervietà delle vie aeree, ad immobilizzare la colonna cervicale e ad individuare eventuali emorragie visibili. Tutte le altre procedure, tra cui il reperimento di una via venosa e la terapia infusionale, vengono eseguite durante il trasporto. Il personale di ambulanza dovrebbe allertare il pronto soccorso via radio prima dell'arrivo di traumatizzati di gravità medio alta, permettendo così al medico di assegnare mansioni specifiche ai membri dell'equipe ed eventualmente di convocare gli specialisti che ritenga necessari ed agli infermieri di sala di preparare attrezzature e materiali e di allertare la radiologia di P.S. All'arrivo l'equipaggio dell'ambulanza riferisce all'infermiere del triage le circostanze del trauma, i reperti obiettivi più importanti, il trattamento effettuato, le condizioni del paziente e soprattutto la risposta del paziente al trattamento iniziale, tutte informazioni che saranno utili al medico per i successivi provvedimenti diagnostici e terapeutici.

2.2 Sulla porta

Controllo dello stato di coscienza, immobilizzazione del rachide cervicale, controllo presenza dei parametri vitali. Mentre si controlla lo stato di coscienza, applicare un collare cervicale a tutti i pazienti che soddisfino anche una sola di queste condizioni:

– incoscienza;

– forte dolore alla regione cervicale.

Se incosciente iniziare A.B.C.

A. Vie aeree. La pervietà delle vie aeree è una premessa indispensabile per la riuscita del B.L.S. Pulire il cavo orale da eventuali residui di sangue, denti, vomito. Rimuovere eventuali protesi. Applicare una cannula orofaringea (solo ai pazienti incoscienti, toglierla subito se stimola il vomito). Fare attenzione che la cannula non spinga la lingua all'indietro determinando la chiusura anziché l'apertura delle vie aeree. In caso di fallimento del primo tentativo di disostruzione portare immediatamente il paziente in sala emergenza dove il medico potrà tentare le più efficaci manovre previste dalle linee guida A.T.L.S.

B. Respiro. La pervietà delle vie aeree non comporta necessariamente un'adeguata ossigenazione; è indispensabile anche un'adeguata ventilazione. Controllare le escursioni della parete toracica (vedi) e la quantità d'aria espirata dalla bocca e dal naso (senti, ascolta). Se assente iniziare la ventilazione assistita.

C. Circolazione. Controllare presenza polso carotideo. Se assente iniziare M.C.E. (massaggio cardiaco esterno)

Naturalmente arresto cardiaco e/o respiratorio -> codice rosso-> immediato trasporto in sala emergenza eseguendo le manovre B.L.S.

Anche la sola incoscienza -> codice rosso.

Eseguire un rapido esame per mettere a fuoco rapidamente i problemi più gravi.

– Amputazione di un arto (escluse dita) -> codice rosso.

– Amputazione dita -> codice giallo.

– Fratture esposte con fuoriuscita del moncone -> codice rosso;

– Evidente mobilità preternaturale di un arto -> codice giallo.

– Presenza di oggetti conficcati qualsiasi oggetto nel cranio, nel collo o nel tronco -> codice rosso;

oggetti di grosse dimensioni negli arti -> codice giallo.

Qualsiasi oggetto (dal coltello all'amo) non deve mai essere estratto dall'infermiere!

– Ustioni:

delle vie respiratorie visibili o sospette (esplosione di bombole di gas ecc.) con sintomatologia respiratoria anche solo soggettiva -> codice rosso;

delle vie respiratorie visibili o sospette senza sintomatologia respiratoria -> codice giallo;

di II° o di III° grado = 10% -> codice rosso;

di I° grado = 25% -> codice rosso;

di II° o di III° grado tra il 2 ed il 9% -> codice giallo.

di I° grado tra il 15 ed il 24% -> codice giallo.

– Pallore e sudorazione:

in paziente non deambulante -> codice rosso;

in paziente deambulante -> codice giallo.

– Emorragie:

del collo, del torace, dell'addome:

gravi o medie -> codice rosso;

minime -> codice giallo;

otorragie -> codice rosso;

del cuoio capelluto (in assenza di sintomi neurologici) e degli arti:

gravi -> codice rosso;

medie -> codice giallo;

– Segni di scarsa ossigenazione: eventuale presenza di cianosi (ricordando che la cianosi non compare in caso di gravi anemie) -> codice rosso;

F.R. = 30 -> codice rosso;

F.R. = 25 ~ 29 -> codice giallo;

F.R. = 11 o 12 -> codice giallo;

F.R. = 10 -> codice rosso.

– Turgore delle vene giugulari (possibile ostruzione meccanica dovuta alla presenza di sangue nella cavità toracica) -> codice rosso;

Durante l'esame preliminare non perdere tempo a misurare la pressione arteriosa con lo sfigmomanometro. Il polso radiale ed il capillary blanch test forniscono importanti informazioni sulle condizioni cardiocircolatorie.

– Polso radiale non palpabile bilateralmente (indice di una P.A. = 80 mm Hg) -> codice rosso;

– F.C.: = 120 -> codice rosso;

110 ~ 119 -> codice giallo;

= 50 -> codice rosso;

– aritmie (possibile contusione miocardica o ingente perdita ematica) -> codice rosso;

– Capillary blanch test: riempimento assente -> codice rosso;

riempimento dopo più di 2 secondi -> codice giallo.

– Segni grossolani di danno neurologico: pupilla fissa e/o dilatata e/o asimmetrica -> collare cervicale -> codice rosso; presenza di deficit motori -> collare cervicale -> codice rosso.

L'esame neurologico più completo e dettagliato, che utilizza la scala del coma di Glasgow (G.C.S.), verrà eseguito nel corso dell'esame successivo. Ricordare sempre che quando il sensorio è obnubilato da droghe o alcol i sintomi iniziali di lesioni al S.N.C. possono essere mascherati.

2.3 Raccolta dati principali

Mentre si trasferisce il paziente in barella (mantenendo l'immobilizzazione del rachide) raccogliere i dati principali.

– In caso di evidente stato confusionale -> codice giallo.

Prevenire l'ipotermia del paziente coprendolo con coperte di lana. Informarsi sulle modalità del trauma. È importante assegnare un codice di priorità elevato alle vittime di grossi traumi anche quando sembrino esserne usciti indenni. Quindi in caso di:

– eiezione dall'abitacolo -> codice giallo;

– estrazione complessa dall'abitacolo -> codice giallo;

– ribaltamento del veicolo -> codice giallo;

– deformazione della carrozzeria > cm 20 -> codice giallo;

– altro passeggero deceduto nello stesso veicolo -> codice giallo;

– impatto ad alta velocità -> codice giallo;

– pedone o motociclista investito da un'auto -> codice giallo;

– separazione moto/vittima -> codice giallo;

– caduta da un'altezza > 3 metri -> codice giallo.

Nel caso di traumi dovuti a cadute in terra accertarsi sempre della natura accidentale. Se la caduta è dovuta a dovuta a vertigini od a malore valutare il paziente anche con i protocolli internistici. Informarsi sulla sede del dolore e su eventuali contusioni non evidenti. Chiedere sempre al traumatizzato se ha avuto contusioni, anche banali, del capo e del tronco e segnalarle sulla scheda anche se tende a minimizzarle. Qualsiasi contusione anche minima ed anche risalente a più di 24 ore del capo e del tronco deve portare all'assegnazione almeno di un codice verde: non assegnare mai un codice bianco. Informarsi su temporanee perdite di coscienza e/o amnesie.

– Se il traumatizzato riferisce perdita di coscienza o un'amnesia peri-traumatica -> codice giallo.

2.4 Controllo dei parametri vitali.

La presenza di una diminuzione dello stato di coscienza è il sintomo principale di una lesione cerebrale. L'aumento della F.C. e la diminuzione della P.A. sono importanti segni precoci di un'emorragia interna. Per questo i valori registrati dall'infermiere triagista sono importanti, oltre che per l'assegnazione del codice di priorità, anche per la possibilità di avere parametri oggettivi iniziali utili sia al triagista per un eventuale rivalutazione in sala d'aspetto sia al medico in sala visita. I valori limite per F.C. e F.R. sono già stati elencati nella sezione "Sulla porta"

– P.A. sistolica: > 220 -> codice rosso;

100 ~ 91 -> codice giallo;

< 90 -> codice rosso.

– P.A. diastolica > 120 -> codice rosso;

– SatO2 in aria ambiente < 92% -> codice rosso;

in aria ambiente 93~95% -> codice giallo.

2.5 Valutazione finale

Valutare prima i distretti corporei con segni visibili di traumi (osservare anche i vestiti) o che il paziente ha indicato come doloranti ma fare sempre qualche domanda anche sugli altri: un paziente può avere i parametri vitali normali e riferire solo il dolore ad una caviglia fratturata (codice verde) che è per lui la cosa più grave ma può anche avere un'ecchimosi sul fianco sinistro ed interrogato può riferire un leggero dolore alla spalla (codice giallo: possibile lesione della milza che non ha ANCORA portato ad un'importante perdita ematica). Esaminare sempre il cuoio capelluto (ed eventualmente il casco) alla ricerca di segni di trauma.

Capo:

– Liquorrea nasale (emissione di liquor dal naso che può essere accertata tramite il segno dell'anello: una goccia del sangue uscito dal naso viene fatta cadere su un foglio di carta bibula: la comparsa di un anello di liquido chiaro attorno ad un nucleo centrale ematico, indica la presenza di liquor) -> codice rosso.

– Segno di Battle (ecchimosi nella regione mastoidea) in assenza di sintomi neurologici -> codice giallo.

– Segno del procione (ecchimosi periorbitali) in assenza di sintomi neurologici -> codice giallo.

– Presenza di ferite importanti del cuoio capelluto in assenza di sintomi neurologici -> codice giallo.

– Presenza di ferite agli occhi -> codice giallo;

– Piccole ferite causate da traumi di lieve entità -> codice verde;

– Contusioni asintomatiche -> codice verde.

– Collo e colonna cervicale:

– Presenza di forte dolore od ecchimosi in assenza di sintomi neurologici -> collare cervicale -> codice giallo.

– Parestesia alle braccia in assenza di altri sintomi neurologici -> collare cervicale -> codice giallo.

– Raucedine postraumatica in assenza di altri sintomi neurologici -> codice giallo.

– Contusioni asintomatiche -> codice verde.

Torace:

– Enfisema sottocutaneo -> codice rosso.

– Ferite in assenza di segni di difficoltà respiratoria o di shock -> codice giallo.

– Lieve emottisi postraumatica in assenza di segni di difficoltà respiratoria o di shock -> codice giallo.

– Forte dolore in assenza di segni di difficoltà respiratoria o di shock -> codice giallo.

– Dolore anche non forte irradiato ad una od ambedue le spalle in assenza di trauma diretto ed in presenza di traumi della parte inferiore del torace -> codice giallo.

– Contusioni asintomatiche -> codice verde.

Addome:

– Ferite in assenza di segni di shock -> codice giallo.

– Forte dolore in assenza di segni di shock -> codice giallo.

– Emissione di sangue dal meato uretrale -> codice giallo.

– Impossibilità ad urinare -> codice giallo.

– Dolore anche non forte irradiato ad una od ambedue le spalle in assenza di trauma diretto ed in presenza di traumi degli ipocondri -> codice giallo.

– Contusioni asintomatiche -> codice verde.

Esame neurologico:

– Calcolo della G.C.S.: = 13 o 14 -> codice giallo;

< 12 -> codice rosso.

– Disturbi del visus postraumatici -> codice giallo.

– Incontinenza urinaria o rettale senza altri disturbi neurologici -> collare cervicale -> codice giallo;

– Disturbi della sensibilità (comprese le parestesie) senza altri disturbi neurologici -> collare cervicale -> codice giallo.

Esame degli arti:

L'esame degli arti e la loro eventuale immobilizzazione provvisoria in sala triage deve avvenire solo nei pazienti stabili dal punto di visto neurologico, circolatorio e respiratorio.

– Lussazione di una grossa articolazione -> codice giallo.

– Sospetta frattura: di omero o femore -> codice giallo, di altri segmenti ossei degli arti -> codice verde.

– Altri traumi degli arti: entro le 24 ore -> codice verde; dopo le 24 ore -> codice bianco.

2.6 Raccolta dati secondari.

Naturalmente non va eseguita in caso di codice rosso. Per i codici gialli va eseguita solo se le sale visite sono tutte occupate.

Farmaci assunti abitualmente.

– Se riferisce terapia anticoagulante e trauma del capo o del tronco -> codice giallo.

Allergie a farmaci con particolare attenzione ad anestetici locali ed antidolorifici.

3) Rivalutazione

Va eseguita ogni 5 ~ 10 minuti per i codici gialli, ogni 30 ~ 60 minuti per i codici verdi, su richiesta del paziente per i codici bianchi.

Respiro:

– Una diminuzione della frequenza può indicare un improvviso aumento della pressione endocranica -> codice rosso.

– Un aumento della frequenza può indicare un progressivo aumento della pressione endocranica codice verde -> codice giallo codice giallo -> codice rosso.

Circolazione:

– Una diminuzione della P.A e/o un aumento della frequenza può indicare un'emorragia interna:

codice verde -> codice giallo

codice giallo -> codice rosso.

Grado di coscienza:

– Una diminuzione può essere dovuta a un trauma neurologico primario o essere secondaria a diminuita ossigenazione o perfusione:

codice verde -> codice giallo

codice giallo -> codice rosso.

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