Dispositivi di Input-Output

Dispositivi di input del computer

Il computer deve possedere dei dispositivi di input, attraverso i quali inserire i dati su cui lavorare:

  • la tastiera
  • il mouse
  • il joystick
  • la tavoletta grafica
  • lo scanner

per visualizzare i risultati del processi di elaborazione si devono avere dei dispositivi di input attraverso cui sono restituiti i risultati del lavoro svolto :

  • il monitor
  • la stampante

input-computer

La tastiera del computer

La tastiera è il dispositivo di input probabilmente più importante. Serve a immettere nel computer testo e numeri (per velocizzare quest’ultima operazione, le tastiere includono di norma un particolare tastierino numerico), ma anche a guidare, attraverso la pressione dei tasti opportuni, lo svolgimento dei programmi.

Il mouse

Il mouse affianca la tastiera come dispositivo di input, in particolare quando si lavora all’interno di ambienti o sistemi operativi ad icone. Al movimento del mouse su un piano (molto spesso quello del ‘tappetino’ o mousepad) viene fatto corrispondere il movimento del puntatore nello schermo. Il puntatore del mouse costituisce un altro familiare ‘oggetto virtuale’ che ci aiuta a selezionare aree e oggetti nello schermo. Il movimento del mouse viene comunicato al computer attraverso i segnali inviati da sensori collocati intorno alla pallina posta sulla superficie inferiore del mouse stesso.

Il mouse ha sulla superficie superiore uno o più tasti, alla cui pressione il programma fa corrispondere ‘azioni’ sugli ‘oggetti’ situati nell’area dello schermo indicata dal puntatore.
Talvolta, il mouse viene sostituito da dispositivi quali la trackball (una sorta di ‘mouse rovesciato’, che permette il controllo dei movimenti del puntatore attraverso la rotazione di una pallina) o il trackpoint (i movimenti del puntatore sono controllati attraverso la pressione nelle varie direzioni di un piccolo bottone di gomma), utilizzato soprattutto nei computer portatili. Sempre nei portatili, possiamo trovare il touchpad, un’area di forma rettangolare sensibile al tatto: il movimento del puntatore è in questo caso controllato dal movimento del dito sul touchpad.

La tavoletta grafica

Un dispositivo di input relativamente meno diffuso (ma utilissimo ad esempio per lavori grafici) è la tavoletta grafica; i movimenti di una sorta di ‘penna’ sulla sua superficie vengono registrati da appositi sensori e vengono fatti corrispondere ai movimenti di una ‘penna virtuale’ sullo schermo del computer. In associazione con un programma grafico, la tavoletta grafica permette di ‘disegnare’ al computer.

Lo schermo o monitor

Il tradizionale monitor (di dimensioni variabili; proprio come nel caso dei televisori, le dimensioni vengono misurate in pollici, e le più frequenti vanno dal ‘piccolo’ 14” al ‘grande’ 21”).

Nel caso di un computer portatile avremo invece a che fare con uno schermo a cristalli liquidi delle dimensioni generalmente comprese fra i 9” e i 13”; gli schermi a cristalli liquidi possono essere basati sulla tecnologia dual scan (più economica ma di qualità lievemente inferiore) o sulla tecnologia a matrice attiva (più cara ma di miglior resa). Negli ultimi anni si stanno diffondendo monitor a cristalli liquidi anche per l’uso con computer da tavolo, in alternativa ai monitor tradizionali.

La stampante

In questo campo, le tecnologie fondamentali sono tre:

  1. le vecchie stampanti ad aghi stanno ormai scomparendo,
  2. le stampanti laser (lievemente più care, ma preferibili per la stampa di qualità di un alto numero di copie)
  3. le stampanti  a getto d’inchiostro (più economiche, soprattutto nella stampa a colori; la relativa tecnologia ha compiuto negli ultimi anni notevoli passi avanti).

La qualità delle stampanti è talmente migliorata nel tempo da relegare a un mercato molto specializzato i cosiddetti plotter, stampanti grafiche a ‘pennini’ utilizzate per la progettazione e il disegno architettonico.

Input e digitalizzazione dei dati

La funzione specifica dei dispositivi di input è quella di fornire dati in ingresso al computer. In molti casi, tuttavia, questa operazione presuppone un passaggio molto importante: la codifica in formato numerico dell’informazione acquisita. Quando vogliamo far lavorare il computer su testi, suoni, immagini, occorre prima convertire questa informazione, che in partenza non è in formato digitale, nelle catene di ‘0’ e ‘1’ che il computer è in grado di comprendere. A questo processo di conversione ci si riferisce spesso col termine digitalizzazione.
Si capirà, allora, che molti dispositivi di input, oltre inviare al computer dati in formato digitale, svolgono l’importantissima funzione di strumenti di digitalizzazione: strumenti cioè per convertire informazione non digitale (come testi stampati, la voce umana, i suoni prodotti da strumenti musicali, fotografie, filmati) in informazione in formato digitale che il computer sia immediatamente in grado di utilizzare.

Potrebbero interessarti anche...