Medicina Legale

La medicina legale non è una materia recente ma ha delle origini antichissime. Si ritiene che storicamente il primo trattato di medicina legale sia stato scritto nel XVII secolo da Paolo Zacchìa, il quale era un protomedico dello Stato Pontificio di Roma. Le motivazioni sono attribuibili ovviamente al fatto che si trattasse di un’epoca particolarmente violenta, in cui erano frequenti i duelli, gli accoltellamenti.

La medicina legale non è una materia recente ma ha delle origini antichissime. Si ritiene che storicamente il primo trattato di medicina legale sia stato scritto nel XVII secolo da Paolo Zacchìa, il quale era un protomedico dello Stato Pontificio di Roma. Le motivazioni sono attribuibili ovviamente al fatto che si trattasse di un’epoca particolarmente violenta, in cui erano frequenti i duelli, gli accoltellamenti. Dunque la giustizia dell’epoca aveva la necessità di verificare gli esiti di queste azioni violente, e quindi si sviluppò la disciplina della medicina legale.  

La prima autopsia descritta risale invece al 1300, anche se uno dei padri della medicina legale è Cesare Lombroso.

Lombroso sosteneva che il comportamento criminale fosse legato a dei profili di natura anatomica.  Tuttavia persino fino a qualche anno fa c’era tutto un gruppo di persone che sostenevano che l’epilessia si associasse a comportamenti violenti etero o auto diretti: fu dimostrato però che non è vero.

È interessante ricordare che ci fu uno studio su una famiglia, in Olanda, in cui erano tutti dei fuorilegge, in cui si trovarono dei polimorfismi detti High MAO e Low MAO. Le persone con il Low MAO avevano una tendenza all’aggressività minore rispetto a quelli con High MAO.

Passiamo dunque alle definizioni.

        “La medicina legale è il complesso di tutte quelle dottrine mediche che servono a risolvere le questioni medico-legali e trova la sua pratica applicazione nell’azione del medico quale perito giudiziario.”

Straussmann-Camarra

1901

Ricordate che le leggi non sono altro che una raccolta sistematica che esprime ciò che è il sentire sociale: ciò che la società riconosce come pericoloso diventa reato. Ovviamente anche in questo la medicina legale si è dovuta adattare: pensate che tempo fa la violenza sessuale era considerata reato contro la morale pubblica e il buoncostume, mentre adesso è un reato contro la persona, e quindi molto più grave.

“La medicina legale può essere definita come l’applicazione delle nozioni medico-biologiche ai compiti della giustizia ed al perfezionamento del diritto positivo rispetto ai problemi biologico-sociali.”

Palmieri, Zangani, Ricci, Sciaudone

1990

Medicina legale nella MED 43

Il settore si interessa dell’attività scientifica e didattico-formativa, nonché dell’attività assistenziale a essa congrua nel campo della medicina legale; sono specifici ambiti del settore la medicina sociale, la criminologia, la psicopatologia forense, la tossicologia forense, la deontologia, l’etica medica e la bioetica clinica.

Criminologia

Si occupa dello studio dei reati, degli autori del reato, delle vittime, dei tipi di condotta criminale e le forme di prevenzione e controllo.

Psicopatologia forense

È la disciplina in cui si applicano le conoscenze e le tecniche psicologiche alle problematiche legali.

In questo ambito rientrano anche le problematiche relative alle adozioni, agli affidamenti, alla testimonianza dei minori in caso di abuso. Questa è anche quella parte della medicina legale che valuta l’imputabilità: cioè se una persona che commette un omicidio in quel momento era o non era capace di intendere e di volere.

Tossicologia forense

È quella specialità nata dapprima come studio dei veleni, che ha poi avuto un grandissimo sviluppo, anche di natura tecnologica. Possiamo studiare e quantificare sostanze tossiche in cadaveri anche a distanza di anni. Ha anche una sua importanza rispetto alla tossicodipendenza, anche se oggi le droghe sono meno utilizzate rispetto agli anni ’80 – ’90, si parla più di problematiche ambientali.

Deontologia

La deontologia è sostanzialmente l’insieme di quelle che sono le regole a cui il medico deve attenersi nello svolgimento della sua professione.

L’ultima versione del codice deontologico risale al 2006, ma badate bene: non è una legge. Ha tuttavia un valore disciplinare, in quanto una commissione interna all’ordine dei medici provvede a stabilire sanzioni disciplinari in relazione all’infrazione commessa.

Etica medica e bioetica clinica    

la bioetica è presente anche in altre discipline non mediche. La differenza con la deontologia sta nel fatto che la deontologia fa riferimento a delle norme ben precise. L’etica invece fa riferimento a delle regole generali, non codificate, a cui deve ispirarsi il medico nella sua attività professionale. Alcuni di tali principi sono il principio di beneficenza e il principio di non maleficenza. La bioetica, poi, è un’evoluzione storica dell’etica sviluppatasi dagli anni ’90 in poi nel mondo occidentale, a partire dal libro di un genetista americano – di cui non ricordo il nome –  chiamato “Bringing the Future”. Sostanzialmente la bioetica clinica trova il suo strumento giuridico nei comitati etici .  La bioetica clinica tocca temi come quelli della fertilità e della riproduzione assistita, delle interruzioni di gravidanza eccetera. C’è anche una bioetica che affronta le problematiche legate all’età anziana e ai declini cognitivi.

 

 

 

 

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