Cisti Ossea Aneurismatica e Solitaria

Sembra che origini in seguito ad una emorragia locale, l’insorgenza è tipica tra i 10 e i 20 anni anche se ne vengono descritti casi riscontrati in età piu’ avanzata e più giovane. Le sedi tipiche di localizzazione sono in ordine di frequenza: la tibia, il femore e le vertebre.

cisti ossea

Anatomicamente si tratta di una grossa cavità con contenuto ematico, suddivisa in lobuli da setti fibrosi. All’esame istologico si osservano pigmenti emosiderinici, pareti endoteliali e coaguli ematici.

Sintomi clinici della cisti ossea aneurismatica

I sintomi clinici sono rappresentati da dolore, limitazione funzionale e tumefazione che nelle cisti aneurismatiche di vecchia data può essere tale da raggiungere anche le dimensioni di una arancia. Spesso ad un attento esame anamnestico emerge la storia di un trauma anche di scarsa rilevanza a livello del segmento colpito.

L’esame radiografico è tipico per una lesione a carattere osteolitico con un assottigliamento della corticale.

Il trattamento è chirurgico e consiste nello svuotamento della cavità e successivo riempimento con trapianti ossei o con altri materiali osteoconducenti, come la idrossiapatite o l’osso deproteinizzato.

E’ inclusa tra i tumori primitivi benigni dello scheletro anche se la sua etiopatogenesi non è ancora del tutto chiarita.

Le sedi predilette sono le zone metafiso-diafisarie delle ossa lunghe nei bambini e negli adolescenti.

Un segno caratteristico è il fatto che non supera mai la cartilagine di accrescimento.

Macroscopicamente appare come una cavità formata da tessuto connettivo fibroso con un contenuto liquido; si ritrovano cellule del tipo istiocitario, fibrocitario o linfomonocitario.

La sintomatologia clinica può essere del tutto silente: in altri casi è caratterizzata dal dolore e della tumefazione della zona interessata di lieve entità non di rado le fratture patologiche sono il primo segno della malattia e vanno generalmente trattate incruentemente perchè spesso favoriscono la spontanea guarigione della neoplasia.

L’esame radiografico della cisti ossea aneurismatica

L’esame radiografico è patognomonico in quanto si apprezza un’immagine di rarefazione ossea con formazione di una cavità unica all’interno dell’osso circoscritta da una corticale sottile, con aspetto soffiato, caratteristicamente situata in posizione centrale rispetto al cilindro diafisario. A volte si apprezzano zone di aumentata opacità che partono dalla corticale conferendo un aspetto lobulare alla cisti, segno di pregresse fratture delle pareti ossee.

La terapia della cisti ossea aneurismatica

La terapia è chirurgica ma spesso è sufficiente svuotare il contenuto, introducendo un ago in anestesia locale, ed iniettando un cortisonico; la manovra può essere ripetuta 3-4 volte, ottenendo la progressiva guarigione della formazione cistica. L’intervento chirurgico consiste in una accurata toilette della parete; se le dimensioni della cavità sono notevoli e tali da non far permettere uno spontaneo riempimento è necessario colmarla con trapianti ossei.

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