Osteoartosi

l’osteoartrosi è la più frequente patologia reumatica. è la malattia reumatica più comune. E’ caratterizzata da una progressiva perdita della cartilagine articolare,e non solo si perde la cartilagine articolare,ma ai capi ossei si hanno delle modifiche dell’osso a livello del capo osseo vero e proprio a livello subcondrale. Colpisce i soggetti anziani,le donne un pò più degli uomini. E’ una malattia che oltre i 65-70anni colpisce quasi tutti.

Eziopatogenesi: L’eziopatogenesi ancora non è nota, sono stati implicati di volta in volta più fattori; fattori meccanici ,perché i soggetti obesi presentano frequentemente un’artrosi a livello delle articolazioni sottoposte a carico della colonna vertebrale,del bacino,delle anche,dei piedi. Il problema principale che alcune articolazioni vengono sollecitate di più e quindi più frequentemente vanno incontro a un processo artrosico.

Sono però stati implicati fattori biochimici,infiammatori,immunologici. Va detto che il processo riguarda prevalentemente la cartilagine,caratterizzata da diversi tipi di cellule quali condrociti, collagene, glicosamminoglicani, enzimi,che in qualche modo entrano nella composizione del connettivo (metalloproteinasi, elastasi,collagenasi, catapsine); ognuno di questi enzimi è poi regolato da attivatori e inibitori,la cui alterazione può esser responsabile del processo artrosico.

Patogenesi:

– Perdita di integrità dei proteoglicani.

– Sofferenza dei sinoviociti.

– Microtraumi.

E’ caratterizzata dalla sofferenza della cartilagine con lesioni di tipo regressivo e di tipo produttivo.

-Regressivo significa che la cartilagine che normalmente levigata in modo da far scorrere liberamente i capi articolari, perde la sua levigatezza, perde anche l’integrità, si verificano fessurazioni, danni nella cartilagine,si possono avere delle ulerazioni, può esser esposto l’osso subcondrale,quello al di sotto della cartilagine che è solitamente protetto e ricoperto dalla stessa in modo da consentire ai capi articolari di scorrere e muoversi.

-Abbiamo poi lesioni di tipo produttivo,nel senso che c’è un’alterazione a livello delle cellule della cartilagine, con neoproduzione cartilaginea. Questo è alla base di alterazioni che noi normalmente vediamo detti osteofiti. Perché vengono calcificate e abbiamo queste tumefazioni che normalmente non dovrebbero esserci e invece ci sono,date dalla neoproduzione e calcificazione.

– Vi dicevo è anche interessato l’osso soggetto a sclerosi,a volte si possono formare delle vere e proprie cisti a livello dell’osso,visibili alla radiografia come una zona che attenua di meno i raggi x e quindi appare come una zona più scura. Si può avere la formazione di pseudocisti,si può avere l’ispessimento osseo,perché viene alterata la meccanica,l’osso non è un tessuto inerte ma metabolicamente attivo,c’è continuo rimodellamento,c’è continua sovrapposizione ossea.Quindi se si modificano le forze biomeccaniche,la pressione che si esercita sull’osso,alcune zone andranno in contro a rarefazione ossea e altre a ispessimento osseo,quindi  eburneizzazione e ispessimento osseo.

– Chiaramente si modifica anche la membrana sinoviale,con due caratteristiche tipiche:edema e congestione della membrana sinoviale quindi l’articolazione viene ad esser seriamente compromessa.

– Modificazioni della capsula:ispessimento,fibrosi.

L’intera articolazione è quindi compromessa.

Fattori di Rischio:

· Non Modificabili: sesso,colpisce un po’ di più le donne; età,colpisce un po’ i soggetti anziani; familiarità; anomalie congenite; traumi e interventi chirurgici.

· Modificabili: L’obesità è un importante fattore di rischio.L’altro fattore che dev’esser tenuto presente è la sedentarietà,può fare danni,per cui un’attività fisica che sia moderata deve esser sempre consigliata.E anche il fumo di sigaretta può esser considerato importante nello sviluppo dell’osteoartosi.

· Fattori Meccanici: Ci sono alcune attività professionali o alcune attività sportive che si associano all’osteoartosi. Alcune attività professionali comportano una particolare sollecitazione di alcune articolazioni,e il microtrauma indotto da queste sollecitazioni può indurre un danno a livello cartilagineo,e di conseguenza lo sviluppo dell’artrosi.Stessa cosa dicasi per lo sport,infatti alcune attività sportive,soprattutto quelle condotte a livello importante,professionistico,comportano un’enorme sollecitazione articolare.Dicevamo prima dei traumi che possono diventare dei fattori non modifcabili ,un trauma che abbia comportato un disallineamento di un’articolazione,l’instabilità dell’articolazione,che è un poco la conseguenza di malformazioni del tessuto connettivo,per esempio la sindrome di Marfan,o le sindromi di Elhers-Danlos,che sono patologie del connettivo che portano iperlassità del connettivo.

Classificazione:

Primitiva:Diffusa o localizzata.

– Secondaria: Displasia a dismorfismi(ad esempio a livello dell’anca o della spalla porta Osteoartosi localizzata);Traumi;Sovraccarico funzionale,obesità,scoliosi(perché ci saranno articolazioni che lavorano di più e si predispongono a O.),dismetrie; Attività sportive; Artriti.

Prevalenza: Aumenta con l’età in genere, dopo i 60 anni. Certamente ci sono dei fattori genetici che giocano un ruolo. Nell’epoca di sviluppo della sintomatologia sono particolarmente interessate le IFP. Per quanto detto colpisce soprattutto le articolazioni sottoposte a trauma quindi le sacro-iliache e le articolazioni del ginocchio.

Sviluppo: E’ una malattia che coinvolge la superficie cartilaginea,e quindi questa cartilagine può esser erosa.Ci possono essere delle vere e proprie fenditure,detteclefts,ad angolo retto,e non si limitano alla sola cartlagine,ma penetrano anche nell’osso subcondrale;per cui sono visibili radiologicamente. Questo processo di penetrazione delle fenditure nell’osso subcondrale prende il nome di fibrillazione.

Quadro clinico: Connotato da dolore,che è di tipo meccanico. Quindi compare col movimento e scompare con il riposo. La rigidità mattutina è di breve durata, non supera mai la mezz’ora. Va quindi chiesto al paziente se al mattino ha difficoltà a carburare.Ci sono patologie reumatiche in cui il paziente al mattino ci mette un’ora per poter carburare,prima di potersi metter in moto.La limitazione funzionale è progressiva:il paziente nota che con l’andare del tempo, la situazione è andata peggiorando,a differenza di patologie in cui ci può esser un quadro sintomatologico nell’arco di poco tempo,qui la limitazione funzionale è progressiva, richiede anni.

Clinica:In genere il dolore si sviluppa lentamente, la presenza delle tumefazioni articolari comporta una certa limitazione di movimenti,non necessariamente l’interessamento articolare è simmetrico, questo è un altro aspetto importante. Nel caso delle Osteoartrosi, il coinvolgimento è di tipo asimmetrico.Nelle secondarie lo è quasi sempre per trauma o attività sportive ecc, in quanto le articolazioni interessate non sono accompagnate da uguale interessamento dall’altro lato.Spesso si possono udire dei crepiti ai movimenti passivi delle articolazioni,e frequentemente si sviluppano questi noduli.che sono visibili.Quando viene interessata l’articolazione dell’anca,il paziente può avere zappìa perché si ha una riduzione dei movimenti di rotazione interna e di estensione dell’anca.Se il paziente prova dolore sarà portato a non utilizzare l’articolazione e quindi anche il muscolo andrà in contro ad atrofia o ipotrofia,e ciò è quello che si verifica frequentemente per immobilismo del paziente per cercare di non provare dolore.Spesso è interessata la colonna vertebrale,sia dei dischi che dei corpi,ed è interessata oltre che con il dolore,con la rigidità della colonna e quindi la difficoltà nell’articolazione della colonna,ci possono essere delle neuropatie da compressione. Spessi questi becchi osteofibrotici possono causare compressione.Talvolta si può associare una pseudogotta secondaria per deposizione di calcio e quindi si ha un quadro simil-gottoso.

Esami di Laboratorio: Ci aiutano gli esami di laboratorio? Si perché sono tutti negativi. I pochi che dobbiamo richiedere,quelli di primo livello,ci dicono che non c è nulla,che è tutto negativo. Ed è importante farli proprio per dimostrare che non c’è nessuna alterazione.

 

Terapia:Cosa si può fare dal punto di vista terapeutico?

-Se c’è un’obesità si consiglia chiaramente un calo ponderale che è difficilissimo da ottenere in questi pazienti ,ed è difficilissimo perchè questi pazienti non riescono a muoversi,o comunque hanno una limitazione della motilità.Quindi bisogna prescrivere una dieta ipocalorica,ma bisogna anche consigliare movimenti che il paziente è in grado di fare. Perchè è necessario aumentare il dispendio energetico per favorire il calo ponderale.

-La fisiochinesiterapia può esser importante,fatta con attenzione: vi sono lesioni cartilaginei importanti,quindi questa può provocare dolore.

-L’uso di analgesici è importante,è questo è un grave problema in quanto l’Osteoartosi riguarda persone anziane,che prendono già spesso altri farmaci e già possono presentare gastropatia;l’impiego di analgesici e FANS possono avere grandi conseguenze negative.E frequentemente capita che sviluppino,tali pazienti anemie terribili da FANS indotta da analgesici per alleviare il dolore.E non parliamo della funzionalità renale compromessa per l’uso smodato di analgesici.

-Condroprotettori non ne esistono veri e propri,del resto farli arrivare lì è davvero difficile,a livello della cartilagine.

-Talvolta è necessaria la terapia chirurgica per bloccare l’articolazione o per metter una protesi, a volte è strettamente necessario.Le protesi d anca o di ginocchio spesso riconoscono come causa che ha portato poi ad intervento chirurgico le artrosi.

 

 

 

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