Capsula

L’involucro dei microorganismi può presentare nella parte più esterna una struttura di natura polisaccaridica non ben delineata e facilmente separabile dal corpo batterico nota come glicocalice o capsula (slime).

E’ generalmente sintetizzata da batteri adesi a superfici lambite da liquidi, in clinica ad esempio sui cateteri venosi ed urinari. Tale struttura non appare essenziale per la sopravvivenza dei microrganismi ma li aiuta formando una barriera (filtro) nei confronti di sostanze antimicrobiche o di altri organismi.

Quando sui cateteri si nota la formazione di slime l’unica soluzione terapeutica è la sostituzione del catetere. Considerando la cavità orale, ci si è chiesti da tempo perché le difese dell’ospite non siano in grado di prevenire la formazione e l’estensione della placca subgengivale, la più recente risposta chiama in causa il biofilm o glicocalice che si forma durante l’adesione e la stabilizzazione della placca batterica sulla superficie dei denti o delle gengive impedendo l’attività dei composti che esplicano la loro azione sulla superficie dei batteri, antibiotici e l’intervento dei macrofagi.

Più consolidata e più all’interno si trova la capsula, sempre di natura polisaccaridica, aderente all’involucro e molto importante come fattore di patogenicità. La capsula protegge dalla fagocitosi e dall’azione di certi antibiotici, gioca un ruolo  fondamentale nell’adesività’ e nella colonizzazione di diversi substrati (denti). La capsula degli anaerobi è importante perché favorisce la formazione degli ascessi.

 

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