Inquinamento Agricolo

1)Inquinamento prodotto da agricoltura e allevamenti che determinano la sparizione di alcune specie vegetali. 
2)Anche l’allevamento della trota porta ad un inquinamento perché c’è bisogno sempre di acqua pulita, e quindi quella sporca viene scaricata inquinando l’ambiente. 
3)Altra fonte di inquinamento la troviamo con i concimi chimici che aumentano la concentrazione di N e P nel terreno.

1)Inquinamento prodotto da agricoltura e allevamenti che determinano la sparizione di alcune specie vegetali. 
2)Anche l’allevamento della trota porta ad un inquinamento perché c’è bisogno sempre di acqua pulita, e quindi quella sporca viene scaricata inquinando l’ambiente. 
3)Altra fonte di inquinamento la troviamo con i concimi chimici che aumentano la concentrazione di N e P nel terreno.
4)Pesticidi: antiparassitari che in un frutteto eliminano la quantità di mosche presenti, ma queste servono all’impollinazione, i pesticidi smontano la catena trofica e poi potrebbero rovinare le piante.
5)Anticrittogamici: contro muffe e funghi.
6)Erbicidi: per eliminare le erbacce.
 
Regime torrentizio (1)
Corsi d’acqua
Fiumi (2)
 
1) Hanno una portata e una velocità che variano a seconda della stagione, in quanto dipendono dalle precipitazioni della zona montana. Ci sono di solito due grossi periodi di piena: Autunno e Primavera. I ruscelli, che scaturiscono da sorgenti carsiche al fondo valle o di alta montagna, hanno corsi d’acqua piccoli con una portata K, cioè costante. Il bacino da cui si alimentano è grande.
2) In questo caso si ha una portata pressoché costante, ad esempio il Tagliamento scorre sotto le ghiaie e poi sfocia in mare con un solo sbocco, una volta ne aveva di più per questo c’è il problema delle piene.
 
Il fiume presenta varie parti: la biotica e l’abiotica.
Ci sono pesci e invertebrati bentonici.
 
I pesci popolano il fiume dove c’è più vegetazione, in alta montagna troviamo trote che si cibano di insetti,  verso valle con acque più lente troviamo più ditteri e feminotteri e compaiono i molluschi Gasteropodi.
 
I fiumi possiedono una zonazione in base alla fauna bentonica.
 
Una teoria francese divide il fiume in 4 zone a seconda della pendenza, che prendono il nome della specie guida presente.
 
Zona a Trota (Fario): Prima zona partendo da monte, con caratteristiche fisico-chimiche  particolari: Pendenza accentuata, acque fredde (13°), ricche di ossigeno e con regime sostenuto e una portata elevata (Portata: mc di H₂O per sec. in una sezione). Non c’è copertura vegetale. La specie guida è la trota Fario, salmonide con puntini rossi sul fianco, la semina di questa trota ha causato problemi nei nostri fiumi perché si è incrociata con la trota Marmorata. Accanto alla trota troviamo lo scazzone: piccolo pesce che vive sul fondo dove scava delle tane perché la femmina possa deporvi le uova. 
 
Zona a Temolo: Zona che si trova sempre a quote abbastanza elevate, vicino alla sorgente con regime elevato ma meno sostenuto, acque più calde, meno ossigeno. Substrato con ghiaie a granulometria variabile e si inizia a vedere copertura vegetale. Il Temolo è un pesce con carni pregiate che sanno di Timo (nome etimologico). Il Temolo ha una grossa pinna dorsale e può vivere anche in zone inquinate. Troviamo anche la trota Marmorata. La popolazione sta diminuendo ancora una volta a causa della trota Fario che ibridano le altre specie di salmonidi, la semina è avvenuta per favorire i pescatori, e perché è più facilmente allevabile; mentre la Marmorata è difficile da nutrire e potrebbe ammalarsi.
 
Zona a Barbo: Zona di pianura con acque calme, poco ossigenate, fondali ormai sabbiosi o ghiaiosi e elevata deposizione di detriti organici; bassa pendenza. Il Barbo è un ciprinide, troviamo anche Cavedonia, che si nutre di vegetali, e specie alloctone.
 
Zona a Carpa: Ultimo tratto , fiume prossimo alla foce. Condizioni estreme, acque calde e più salate, fondali fangosi; poco ossigeno o addirittura assente. Ci sono molte specie come la Carpa, Lucci, Anguille, Cefali, Passere e Latterini. Qui troviamo anche la Tinca, con scaglie piccole, e Scardola più tollerante alla salinità. Inoltre è presente il Luccio che si trova al vertice della catena trofica in quanto si nutre di macroinvertebrati e vegetali nel I anno di vita, è considerato dannoso ma in realtà seleziona le popolazioni.
 
E’ presente anche una zona di risorgiva in pianura in cui troviamo il pesce gatto e il pesce Siluro, immesso per eliminare una specie esotica che in realtà non ha neanche toccato. Il pesca persico che si trova anche nei laghetti e cambia livrea adattandosi all’ambiante, vive in branchi e durante la riproduzione si formano delle gerarchie in cui i maschi  dominanti fecondano le femmine e gli altri cambiano livrea per poterle fecondare.
 
Tra queste quattro zone è ovvio che troviamo tratti con sovrapposizione di specie che devono convivere, inoltre questa zonazione non è adatta a tutti i corsi d’acqua. Nei fiumi di risorgiva ci sono varie specie e non c’è un cambiamento di caratteristiche fisico-chimiche. Questa classificazione inoltre è stata modificata dalle varie opere dell’uomo: introduzione di specie esotiche che 1) portano altre malattie alle quali forse le nostre specie non sono capaci di reagire e 2) ibridano quelle presenti. Nelle acque di alta quota con correnti veloci troviamo anche lo Scarzone, pesce piccolo con pinne ventrali unite a formare una ventosa per stare attaccato al substrato. Scava una sorta di buco sul fondo dove convoglia la femmina che vi depone le uova e in caso di pericolo le uova vengono conservate in bocca, fanno anche cure parentali.